La Sovrani e le donne nella politica e nella società

Sovrani con anziana
Sovrani con anziana
Marilena Sovrani
Marilena Sovrani

La politica e la società hanno bisogno delle donne, adesso più che mai, in quanto il decadimento dei valori in questa società solamente una azione convinta delle donne può porre freno, anche per l’attenzione che la donna ha verso le esigenze delle persone. Certamente molti passi sono stati fatti dal quel lontano 2 giugno del 1946 quando per la prima volta le donne sono andate a votare e gran parte di esse han votato per la nascente Repubblica, essendo state anche loro a combattere nella resistenza come gli uomini, ma da quel 2 giugno molte aspettative sono andate disattese, in quanto solo ultimamente le donne hanno trovato un pieno riconoscimento nella politica e nella società. Questo è il senso della nota dell’unica donna candidata a sindaco nelle amministrative di giugno a Latina, Marilena Sovrani: Il dieci giugno di settant’anni fa si svolsero le prime elezioni amministrative dopo la caduta del Fascismo e per la prima volta in Italia le donne andarono alle urne in 436 comuni. Un risultato, quello del voto alle donne, che era stato raggiunto il 31 gennaio 1945 quando era stato emesso il decreto legislativo luogotenenziale che sanciva il suffragio universale. Nel decreto non era però prevista l’eleggibilità delle donne, che verrà sancita solo dal decreto n. 74 sempre del 10 marzo 1946. L’articolo 7 recita “Sono eleggibili all’Assemblea Costituente i cittadini e le cittadine che abbiano superato i venticinque anni di età”. È estremamente emozionante per me rileggere le pagine della storia italiana che sanciscono attraverso il diritto al voto e poi con l’eleggibilità delle donne, l’eguaglianza dell’universo femminile. Particolarmente emozionante, in virtù delle scelte di vita che ho fatto. Sia chiaro, una donna che entri in politica (come in qualsiasi altro ambito professionale all’interno del quale la presenza predominante sia quella maschile) non ha vita facile e di ciò sono sempre più convinta, grazie all’esperienza maturata in questo campo. Sebbene il traguardo raggiunto nel 1946 meriti di entrare a pieno diritto tra le date storiche più significative d’Italia, credo il principio giuridico delle pari opportunità necessiti di una ulteriore evoluzione. Come donna in politica, non ho avuto sconti né incontrato scorciatoie ed imporre un’idea rispetto a quelle maschili non è stato compito facile. Le donne, è retorico, ma vero, hanno identiche capacità espressive, professionali e politiche degli uomini. Stesse capacità, ma non identiche possibilità”.

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