Il tema e i testi scelti per quest’anno per la Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani sono stati scelti e preparati dalla comunità monastica di Grandchamp in Svizzera, che riunisce suore di diverse Chiese e di diversi paesi, impegnate a percorrere le strade del rispetto tra le persone e per il creato e a cercare la via della riconciliazione tra i cristiani. La comunità è stata fondata nella prima metà del XX secolo e sin dall’inizio ha avuto stretti legami con la comunità di Taizé e con l’abbé Paul Couturier, una figura fondamentale nella storia della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. Il versetto evanelico del vangelo di Giovanni “Rimanete nel mio amore: produrrete molto frutto” (Gv15, 5-9), scelto per questa occasione, ha permesso alle suore di condividere l’esperienza della loro ciontemplazione quotidiana: rimanere nell’amore del Padre ed essere potati dalla parola di Dio, il vignaiolo, per crescere interiormente. Ispirandosi ad un’immagine del monaco palestinese del VI secolo, Dorotheus di Gaza, le religiose invitano tutti a comprendere che quando ci si avvicina a Dio nella vita spirituale, ci si avvicina anche ai fratelli e alle sorelle in cristo, provando una maggiore solidarietà con tutto il creato. La fedeltà a Cristo e alla sua chiamata alla santità condurrnno sempre ad una maggiore unità. Ecco il testo di Giovanni scelto: “Io sono la vite. Voi siete i tralci. Se uno rimane unito a me e io a lui, egli produce molto frutto; senza di me non potete far nulla. Se uno non rimane unito a me, è gettato via come i tralci che diventano secchi e che la gente raccoglie per bruciarli. Se rimanete uniti a me, e le mie parole sono radicate in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. La gloria del Padre mio risplende quando voi portate molto frutto e diventate miei discepoli. Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi: rimanete nel mio amore! “

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