Insegna

Si può non essere d’accordo con questa situazione, ma sicuramente la tolleranza in politica è sempre buona comnsigliera. Ma quando si vedono scene come quella capitata alla sezione del Partito Comunista di Gaeta, che ha visto la sua insegna danneggiata e buttata sulla strada come se fosse un pezzo di lamiera da buttare in discarica, diventa veramente difficile non indignarsi. E proprio gli attivisti dellla sezione Mariano Mandolesi del Partito Comunista di Gaeta hanno voluto diffondere la loro indignazione attraverso un comunicato inviato alla stampa: “Nella notte fra il 17 e il 18 luglio la nostra sezione è stata colpita da atti vigliacchi rivendicati con scritte fasciste. Siamo stati avvisati dopo la segnalazione mattutina alla Polizia di Stato da parte di un cittadino del quartiere che ha ritrovato l’insegna del nostro Partito in una delle strade adiacenti alla sede. Come la Scientifica stessa ha potuto rilevare, questa è stata divelta, danneggiata, ricoperta di frasi di chiaro stampa fascista. Sono state anche strappate tutte le locandine dalla nostra bacheca pubblica. Dubitiamo che questa azione sia opera di organizzazioni fasciste del posto, praticamente inesistenti e con loro esponenti oramai tutti riciclati nei partiti che sostengono questa Amministrazione comunale. Il tipo di rivendicazione farebbe pensare più al vandalismo spontaneo di balordi minimamente ingegnati, magari persino turisti che hanno utilizzato certi riferimenti a Gaeta nelle scritte come diversivo. Al contempo sappiamo quanto le nostre attività a difesa del popolo e la nostra presenza fisica territoriale diano fastidio a molta mala gente non solo del paese. Pensiamo anche a solo due nostre campagne politiche in corso quali quella contro lo sfruttamento del lavoro stagionale e quella contro la speculazione che si vuol fare a Sant’Angelo costruendo un forno crematorio. In questo senso non ci sorprenderebbe scoprire che dietro un’azione del genere ci siano invece mandanti che vogliano indispettirci e minacciarci. La nostra sezione tra l’altro è l’unica sede di partito aperta sempre, tutto l’anno e nel tempo, sempre a disposizione dei cittadini ed integrata nel quartiere. In ogni modo sappiamo bene che i nostri veri primi avversari politici sono grandi padroni, speculatori e loro collusi e non i loro servi sciocchi o inconsapevoli, altrettanto infami. Non ci interessano bagatelle con nostalgici e rifiutiamo logiche da scontro fra opposti estremismi. Da comunisti oggi ci interessa interloquire con le classi popolari, con chiunque sia in grado di capire che dietro ideologie, partiti e movimenti di destra come di sinistra vi siano solo gli interessi di profitto legali ed illegali di pochi contro lavoratori, pensionati, studenti. Ringraziamo quindi le forze dell’ordine per il loro pronto intervento, così come gli abitanti del nostro quartiere e chiunque ci sostenga, ma ci interessa relativamente l’esito di questa vicenda. Siamo abituati a rispondere sempre con i fatti, la nostra costante militanza politica, la lotta. Viviamo di autofinanziamento e dell’orgoglio delle nostre azioni, ma questo danno non ci tange. Come sempre andremo avanti con ancora più forza nella direzione giusta per superare l’ingiustizia di questo sistema. Stiamo ricostruendo un Partito Comunista adeguato ai nostri tempi per questo. Vogliamo tornare ad essere la guida di chi è vittima del capitalismo e le sue degenerazioni, di chi vuole un altro sistema. Questo ci interessa.”

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