LA SECONDA BOMBA ATOMICA ESPLOSA A NAGASAKI IL 9 AGOSTO 1945

Esplosione atomica di Nagasaki
Esplosione atomica di Nagasaki
Distruzione di Nagasaki
Distruzione di Nagasaki

Tre giorni dopo la prima e terrificante esplosione della prima bomba atomica su Hiroshima, il governo americano decise di sferrare un altro attacco atomico su Nagasaki il 9 agosto del 1945. Era un obiettivo alternativo in quanto l’obiettivo originario era la città di Kokura, ma le avverse condizioni atmosferiche non consentivano di far arrivare la seconda bomba atomica questa volta chiamata Fat Man, a scendere su Nagasaki distruggendo un terzo della città  e decine di distretti industriali con morti e feriti e di seguito dei morti a causa della contaminazione nucleare, si stimano almeno 74 mila persone morte a causa dell’esplosione della seconda bomba nucleare. Se è vero che il presidente Truman non aveva ben chiaro quello che stava facendo lo scriveva nel suo diario: “L’arma sarà usata contro il Giappone tra oggi e il dieci di agosto. Ho detto al segretario alla Guerra, Stimson, di usarla su un obiettivo militare, in maniera che il bersaglio siano soldati e marinai e non donne e bambini. Anche se i giapponesi sono selvaggi fanatici, senza scrupoli e senza pietà, noi in quanto leader del mondo libero non possiamo lanciare questa terribile bomba sulla vecchia capitale [Kyoto] o su quella nuova [Tokyo]. Io e Stimson siamo d’accordo. Il bersaglio sarà puramente militare.»

Come per Hiroshima tre giorni fa, anche Nagasaki ha ricordato quell’infausto evento di 70 anni fa con il rintocco delle campane e c’è un libro edito da Gallucci che ricorda i terribili momenti vissuti dalla popolazione giapponese in quei giorni. Gli abitanti di Nagasaki, come quelli di Hiroshima, soffrono tuttora delle conseguenze della radiazioni degli ordigni nucleari.

Anche Papa Francesco si è espresso nell’Angelus di domenica 9 agosto ricordando quella carneficina di Hiroshima e Nagasaki: “Cari fratelli e sorelle, settant’anni fa, il 6 e il 9 agosto del 1945, avvennero i tremendi bombardamenti atomici su Hiroshima e Nagasaki. A distanza di tanto tempo, questo tragico evento suscita ancora orrore e repulsione. Esso è diventato il simbolo dello smisurato potere distruttivo dell’uomo quando fa un uso distorto dei progressi della scienza e della tecnica, e costituisce un monito perenne all’umanità, affinché ripudi per sempre la guerra e bandisca le armi nucleari e ogni arma di distruzione di massa. Questa triste ricorrenza ci chiama soprattutto a pregare e a impegnarci per la pace, per diffondere nel mondo un’etica di fraternità e un clima di serena convivenza tra i popoli. Da ogni terra si levi un’unica voce: no alla guerra, no alla violenza, sì al dialogo, sì alla pace! Con la guerra sempre si perde. L’unico modo di vincere una guerra è non farla.”

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