Winston Churchill

Il ruolo di Churchill nella Seconda Guerra Mondiale gli fece guadagnare enorme sostegno tra la popolazione britannica: la sconfitta elettorale fu inaspettata e di proporzioni storiche per i Conservatori. Churchill espresse disapprovazione per una serie di idee – ritenendole non praticabili, sebbene ne accettasse molti principi – divenute popolari dopo la pubblicazione del Piano Beveridge: la politica della piena occupazione, il piano abitativo per gli alloggi, la creazione un sistema di assistenza sanitaria pubblica nazionale, l’ampliamento dell’istruzione pubblica. Nel 1944, il governo di Churchill aveva ottenuto l’approvazione dell’Education Act (detto Legge Butler, dal ministro dell’Istruzione Rab Butler) che per la prima volta istituì un sistema di istruzione pubblico, gratuito e obbligatorio fino a 15 anni. Churchill fu sconfitto nelle elezioni del 1945 dal partito laburista di Clement Attlee, che ottenne un’enorme maggioranza parlamentare. Ci sono diverse ipotesi sul motivo per cui i Conservatori persero questa elezione: erano dieci anni che non si tenevano le elezioni generali; gli elettori pensavano che l’uomo che li aveva guidati così bene in guerra non era l’uomo adatto per guidarli ora in pace; oppure che il risultato elettorale non fu una reazione contro Churchill personalmente, ma contro il primato del Partito Conservatore dagli anni Venti sotto Baldwin e Chamberlain. Le politiche socialiste proposte dal partito laburista – il piano per gli alloggi, l’introduzione del National Health Service, le nazionalizzazioni delle industrie – erano popolari tra gli elettori. Durante il comizio di apertura della campagna elettorale, Churchill stupì molti dei suoi ammiratori avvertendo che un governo laburista (presente dal 1940 nel suo Governo di coalizione) avrebbe introdotto in Gran Bretagna “una qualche forma di Gestapo, senza dubbio umanamente amministrata all’inizio”. Churchill era stato sinceramente preoccupato durante la guerra dalle incursioni della burocrazia statale nelle libertà civili ed era chiaramente influenzato dal trattato anti-totalitario di Friedrich Von Hayek The Road to Serfdom (La via della schiavitù, 1944). Sebbene il giorno fissato per le elezioni fosse il 5 luglio, i risultati finali del voto non furono noti fino al 26 luglio, a causa della necessità di raccogliere i voti dei numerosi militari britannici all’estero. La moglie di Churchill, Clementine, che insieme a sua figlia Mary era stata presente al conteggio dei voti nel collegio elettorale di Churchill nell’Essex (anche se incontrastato dai partiti maggiori, Churchill aveva vinto con una maggioranza molto ridotta contro un candidato indipendente) tornò per incontrare il marito a pranzo. Quando lei disse al marito che la sconfitta poteva essere «una benedizione mascherata», Churchill ribatté che “al momento sembra effettivamente molto mascherata”. Quel pomeriggio il medico personale di Churchill, Lord Moran  (così in seguito annotò nel suo libro The Struggle for Survival) si lamentò con lui dell’ingratitudine del popolo britannico, ma Churchill rispose: “Non la chiamerei così. Hanno passato anni terribili”. Avendo perso le elezioni, nonostante godesse di ammirazione tra la popolazione britannica, Churchill si dimise da Primo Ministro quella sera, passando il testimone al primo governo laburista di maggioranza, guidato da Clement Attlee, suo vice durante la guerra. Sono state date molte spiegazioni per la sconfitta elettorale di Churchill, che all’epoca parve incredibile. Tra queste, il fatto che il desiderio di riforme postbelliche era diffuso tra la popolazione e che l’uomo che aveva guidato la Gran Bretagna in guerra non era considerato l’uomo giusto per guidare la nazione in pace. Sebbene il partito conservatore fosse impopolare, molti elettori avrebbero voluto che Churchill continuasse a ricoprire l’incarico qualunque fosse stato l’esito delle elezioni, credendo erroneamente che ciò sarebbe stato possibile. La mattina del 27 luglio Churchill tenne l’ultima riunione del Gabinetto. Uscendo dalla sala delle riunioni a Downing Street disse a Eden: “Trent’anni della mia vita sono passati in questa stanza, non ci sarò mai più seduto, tu lo sarai, ma io no.” Tuttavia, contrariamente alle aspettative, Churchill non cedette la leadership conservatrice ad Anthiony Eden, che divenne il suo vice, ma che non era propenso a sfidare il suo mentore. Sarebbe passato un altro decennio prima che Churchill si ritirasse definitivamente dalla scena.

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