La riunione del comitato di lotta dell’acqua pubblica il 7 gennaio


Dopo un tentativo infruttuoso di riunirsi nelle festività natalizie ecco che questo comitato si riunisce a Sant’Erasmo  il 7 gennaio con questo ordine del giorno:

1) approvazione ed eventuali modifiche del documento di risposta ad AQL sulla torbidità

2) elaborazione della mozione ai consigli comunali, valutazione se “allargarla” ai comuni del sud pontino non interessati alla torbidità, elaborazione della maniera di scegliere i consiglieri (nominati da noi, o mandare la mozione a chiunque, a pioggia.)

3) Discussione su una contestazione di massa sulla torbidità e\simili, valutazione se chiamare la popolazione a sospendere il pagamento delle bollette di novembre\dicembre, quantificazione dei danni prodotti, ecc……

4) Organizzazione di una delegazione del sud Pontino per andare a Latina e chiedere appoggio su una eventuale richiesta di ispezione amministrativa, direi che se è ancora assessore e non è stato sostituito (non lo so…) potremmo iniziare con Lessio, se Latina dovesse rispondere positivamente, potremmo fare il “giro” tra gli altri comuni più piccoli.

5) varie ed eventuali…….

E qui si allega la mozione da portare agli enti interessati:

Al Ministro dell’Ambiente e della Tutela

del territorio e del mare

Sergio Costa

mattm@pec.minambiente.it

Al Ministro della Salute

Roberto Speranza

seggen@postacert.sanita.it

All’Istituto Superiore di Sanità

Direttore di Reparto DAMSA – Qualità dell’acqua e salute

Luca Lucentini

luca.lucentini@iss.it

Al Presidente della Regione Lazio

Nicola Zingaretti

protocollo@regione.lazio.legalmail.it

All’ Assessore ai Lavori Pubblici,

Tutela del territorio, Mobilità della Regione Lazio 

Mauro Alessandri

asslavoripubblici@regione.lazio.it

Alla Direzione Regionale Lavori Pubblici, Stazione Unica Appalti, Risorse Idriche e Difesa del Suolo

Wanda D’ercole

wdercole@regione.lazio.it

All’ARERA

protocollo.aeegsi@pec.energia.it

consumatori.aeegsi@pec.energia.it

Al Garante Regionale del Servizio Idrico Integrato

Paola Perisi

garantesii@regione.lazio.it

A S.E. Arcivescovo di Gaeta

S.E.R. Mons. Luigi Vari

arcidiocesigaeta@pec.it

A S.E. il Prefetto di Latina

Dott. Maria Rosa Trio

prefettura.preflt@pec.interno.it

Alla Procura della Repubblica presso il Tribunale

di Cassino

prot.tribunale.cassino@giustiziacert.it

penale.tribunale.cassino@giustiziacert.it

Al Presidente di Acqualatina S.p.A.

Michele Lauriola

acqualatina@pec.acqualatina.it

All’Amministratore Delegato di Acqualatina S.p.A.

Marco Lombardi

acqualatina@pec.acqualatina.it

Al Collegio Sindacale

Marigliani Vittorio

vittorio.marigliani@legalmail.it

Marzoli Cinzia

cinziamarzoli@pec.buffetti.it

Ricci Alessandro

a.ricci@ricci-associati.it

Al Presidente della Provincia di Latina e Presidente ATO4

Carlo Medici

ufficio.protocollo@pec.provincia.latina.it

segreteria@pec.ato4latina.it

Al Responsabile Segreteria Tecnica Operativa ATO 4

Umberto Bernola

segreteria@pec.ato4latina.it

Al Direttore Generale ASL Latina

Dott. Giorgio Casati

direzionegenerale@ausl.latina.it

Direttore Sanitario ASL Latina

Dott. Luciano Cifaldi

direzionesanitaria@ausl.latina.it

Direttore Dipartimento di Prevenzione

Dott. Igino Mendico

imendico@ausl.latina.it

protocolloaoo10@pec.ausl.latina.it

Dirigente UOC Igiene e Sanità Pubblica

Dott. Amilcare Ruta

am.ruta@ausl.latina.it

Direttore Responsabile del Distretto Sanitario 5

Dott. Antonio Graziano

a.graziano@ausl.latina.it

Dirigente ASL I fascia – Servizio Igiene, Alimenti e Nutrizione

Dott. Patrizia Lucantonio

p.lucantonio@ausl.latina.it

Al Presidente Confcommercio Lazio Sud

Giovanni Acampora

laziosud@confcommercio.it

Al Presidente ASCOM Formia

Giovanni Orlandi

ascomformia@confcommecio.lt.it

Ai Sindaci

Comune di Amaseno

comune.amaseno@pec-cap.it

Comune di Anzio

protocollo.comuneanzio@pec.it

Comune di Aprilia

protocollogenerale@pec.comune.aprilia.lt.it

Comune di Bassiano

affarigenerali@pec.comune.bassiano.lt.it

Comune di Castelforte

protocollocastelforte@pec.it

Comune di Cisterna di Latina

sindaco@postacert.comune.cisterna.latina.it

Comune di Cori

protocollocomunedicori@pec.it

sindacocori.mdelillis@pec.it

Comune di Fondi

comune.fondi@pecaziendale.it

Comune di Formia

protocollo@pec.cittadiformia.it

Comune di Gaeta

protocollo@pec.comune.gaeta.lt.it

Comune di Giuliano di Roma

protocollo@pec.comune.giulianodiroma.fr.it

Comune di Itri

comune.itri@postecert.it

Comune di Latina

segreteria.sindaco@pec.comune.latina.it

Comune di Lenola

protocollo@pec.comune.lenola.lt.it

Comune di Maenza

maenza@postecert.it

Comune di Minturno

minturno@legalmail.it

Comune di Monte San Biagio

comune.montesanbiagio@pec.it

Comune di Nettuno

protocollogenerale@pec.comune.nettuno.roma.it

Comune di Norma

comunedinorma@postecert.it

Comune di Pontinia

comune@pec.comune.pontinia.lt.it

Comune di Ponza

ufficiosegreteriaponzaò@pec.it

Comune di Priverno

protocollo.priverno@pec.it

Comune di Prossedi

comune.prossedi@postecert.it

Comune di Roccagorga

protocollogenerale@comuneroccagorga.telecompost.it

Comune di Rocca Massima

protocollo@pec.comuneroccamassima.it

Comune di Roccasecca dei Volsci

roccaseccadeivolsci@postecert.it

Comune di Sabaudia

comunesabaudia@legalmail.it

Comune di San Felice Circeo

info@pec.comune.sanfelicecirceo.lt.it

Comune di Sermoneta

amministrazionecomunale@pec.comune.sermoneta.latina.it 

Comune di Sezze

protocollo@pec.comune.sezze.lt.it

Comune di Sonnino

sindaco@comune.sonnino.latina.it

anascsonnino@legalmail.it

fulgenziopieri@pec.comune.sonnino.latina.it

Comune di Sperlonga

protocollo@pec.comune.sperlonga.lt.it

Comune di Spigno

comune.spignosaturnia@pec.it

Comune di Santi Cosma e Damiano.

protocollo@pec.comune.santicosmaedamiano.lt.it

Comune di Terracina

posta@pec.comune.terracina.lt.it

Comune di Vallecorsa

demografico@pec.comune.vallecorsa.fr.it

Comune di Ventotene

protocollo@pec.comune.ventotene.lt.it

Comune di Villa Santo Stefano

info@pec.comune.villasantostefano.fr.it

Formia, 02 gennaio 2020

OGGETTO: Potabilità dell’acqua, salute pubblica sud pontino; risposta alla nota di Acqualatina (prot. 2019O -17248 del 03/12/2019)

Con la presente intendiamo manifestare alle istituzioni in indirizzo il nostro sconcerto rispetto alle risposte del Gestore Acqualatina e all’atteggiamento della ASL nei riguardi della assurda situazione che stanno vivendo i cittadini del Sud Pontino, caratterizzata da fenomeni di torbidità dell’acqua potabile tali da rendere impossibile il suo utilizzo oramai in maniera pressoché continuativa da ottobre 2019, ma che già da dicembre 2017 stiamo ripetutamente segnalando.

Considerato che l’acqua potabile deve essere un’acqua che si possa bere senza pregiudizio per la salute,  esprimiamo la preoccupazione della popolazione tutta relativamente alla qualità dell’acqua erogata nelle abitazioni, nelle scuole, nei pubblici esercizi (bar, ristoranti, pescherie, panetterie, ecc.) che a seguito di piogge, a volte più intense ma che devono ormai considerarsi abituali, fuoriesce dai rubinetti  “… di colore marrone intenso e di consistenza fangosa con ogni probabilitàà attribuibile alla presenza di argilla, particelle colloidali, e microorganismi, tale da vietarne l’utilizzo sia per scopi igienici che per scopi alimentari..” (cit. Comune di Spigno Saturnia Ordinanza n.73 del 21/12/2019 Divieto di utilizzo dell’acqua per uso alimentare e sanitario)

Riteniamo necessario portare alla Vs attenzione che nell’arco di 14 mesi (ottobre 2018 – dicembre 2019) il gestore, tramite comunicazioni via sms o informativa pubblicata sul suo sito internet rappresentava alla cittadinanza che erano in corso fenomeni di torbidità a seguito delle quali alcuni Comuni del sud pontino emettevano ordinanze di non potabilità valevoli per numerosi giorni anzi mesi (vedasi le ripetute ordinanze del Comune di Formia: Ordinanza n.21 del 20/11/2018, n.26 del 15/12/2018, n.32 del 28/05/2019, n.77 del 03/11/2019, n. 92 del 26/11/2019, n.103 del 23/12/2019 ancora in vigore; vedasi Comune di Gaeta Ordinanza n.471 del 4/11/2019 revocata dopo 38 giorni).

In tale contesto individuiamo alcune LACUNOSE CARENZE E RESPONSABILITÀ:

  • ASL territorialmente competente

Non possiamo non sottolineare l’assenza totale di comunicazioni ufficiali da parte della ASL che non fornisce alcun riscontro con analisi chimico-batteriologiche a quanto comunicato dal gestore idrico, pur essendo stato più volte richiamato il suo intervento dai Sindaci del sud pontino (Comune di Spigno Saturnia, Comune di Formia), lasciando la cittadinanza e i sindaci stessi nell’incertezza sull’utilizzabilità dell’acqua per scopi igienico-sanitari. Tale situazione provoca timori per la salute, in particolare per i soggetti più deboli, quali bambini, anziani e ammalati, e induce all’acquisto e consumo di acque minerali imbottigliate, utilizzate persino per l’igiene personale, con un sovraccarico economico non di poco conto. Resta il dubbio su quanto avvenga negli esercizi commerciali e sul tipo di acqua utilizzata dai gestori, poiché le suddette acque rappresentano per loro una spesa aggiuntiva che finirebbe per gravare sui costi di gestione.

  • ACQUALATINA– servizi sostitutivi e compensativi alla torbidità

Richiamiamo l’attenzione sulla Carta dei Servizi del servizio idrico integrato approvata nel 2002 che prevede la continuità del servizio, ammettendo, in caso di emergenza “la distribuzione di acqua potabile tramite autobotti e, ove possibile, con la consegna di sacche di acqua potabile”. Tali sacche non sono state mai consegnate e anche il rifornimento di acqua con autobotti, spesso non è stato repentino e corrispondente alle necessità, pur se preannunciato con comunicati non veritieri e in alcuni casi la stessa qualità delle acque fornite in autobotte appariva, da valutazione solo visiva, non cristallina, acuendo notevolmente il disagio.

  • ACQUALATINA rispetto alle richieste dei cittadini, Sindaci e ASL

Con la presente intendiamo dare, altresì, risposta alla nota, a noi indirizzata, da Acqualatina S.p.a. (prot. 2019O -17248 del 03/12/2019) e alle affermazioni del suo Amministratore Delegato, riportate su alcuni quotidiani locali e nazionali, in risposta ai Sindaci e alla ASL, in merito agli “interventi strutturali in itinere e in grado di stabilizzare il servizio anche in caso di torbidità intensa” (cit. nota prot. 2019O -17248 del 03/12/2019)

La società gestore del servizio idrico integrato, nei diversi comunicati, tutti riportanti un identico testo (si veda da ultimo articolo del 29/12/2019 pubblicato su Messaggero), annovera, tra gli interventi in fase di completamento da utilizzare a tale scopo:

  1. Capo pozzi “25 Ponti” (sito nel Comune di Formia) che consentirà, una volta completata l’opera con la realizzazione di 6 pozzi, di “fornire acqua esente da fenomeni di torbidità” ai Comuni di Gaeta e Formia per un totale di 200l/s, con un investimento complessivo di 5 milioni di euro ottenuto a seguito degli stanziamenti effettuati nel 2017, con OCDPC n. 474/2017 del Presidente della Regione Lazio per la realizzazione di opere che avrebbero dovuto sopperire ad una ipotetica crisi idrica futura.

Peccato che,in merito a tale opera, i vertici di Acqualatina dimentichino di comunicare gli esiti di uno studiotecnico-scientifico finalizzato alla progettazione di un sistema di monitoraggio dell’intrusione salina del Campo Pozzi nell’area 25 Ponti nell’ambito dei lavori di realizzazione del nuovo campo pozzi in località 25 Ponti nel Comune di Formia” affidato, dalla stessa, con procedura negoziata all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale, per un importo di euro 35.000,00

(file:///C:/Users/Utente/Downloads/Prestazioni_Prof_Di_Terzi_2018_Acqualatina_SpA%20(2).pdf).

Tale studio ha prodotto, tra l’altro, ben due importanti pubblicazione:

  1. Research Article

Groundwater Quality Assessment in a Karst Coastal Region of the West Aurunci Mountains (Central Italy)

Giuseppe Sappa, Silvia Iacurto, Flavia Ferranti , and Francesco M. De Filippi

Geofluids

Volume 2019, Article ID 3261713, 14 pages

(https://www.researchgate.net/publication/331910684_Groundwater_Quality_Assessment_in_a_Karst_Coastal_Region_of_the_West_Aurunci_Mountains_Central_Italy/fulltext/5c93051592851cf0ae8bde44/Groundwater-Quality-Assessment-in-a-Karst-Coastal-Region-of-the-West-Aurunci-Mountains-Central-Italy.pdf)

B)Technical report

Environmental issues and anthropic pressures in coastal aquifers: a case study in Southern Latium Region

Aspetti ambientali e pressioni antropiche negli acquiferi costieri: un caso di studio nel Lazio Meridionale

Giuseppe Sappa, Francesco Maria De Filippi, Flavia Ferranti, Silvia Iacurto

Pubblicato online/Published online: 29 March 2019

Acque Sotterranee – Italian Journal of Groundwater (2019) – AS28- 373: 47 – 51

(file:///C:/Users/Utente/Downloads/373-Article%20Text-1957-3-10-20190326%20(3).pdf)

Nello specifico, riportiamo una sintesi degli studi condotti dal Prof. Sappa e collaboratori del Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università di Roma “La Sapienza”:

Sono stati qui presentati i risultati di una valutazione della qualità delle acque sotterranee condotta nella regione costiera carsica degli Aurunci Occidentali (Italia Centrale), in quanto questi acquiferi carbonatici carsici ben rappresentano alcuni tipici caratteri idrogeologici della parte meridionale della Regione Lazio.

Sono stati analizzati campioni di acque sotterranee raccolti da due sorgenti e da due pozzi, sfruttati per uso idropotabile, per studiare i principali processi che controllano l’evoluzione idrogeochimica e le proprietà della qualità dell’acqua.

Il modello geochimico mostra che tutte le acque sotterranee appartengono alla facies idrogeochimica Ca-HCO3 (bicarbonato calcica), mettendo in evidenza una diversa mineralizzazione tra campioni di acqua delle sorgenti e dei pozzi.

Le sorgenti Mazzoccolo e Capodacqua di Spigno presentano caratteristiche geochimiche simili, relative al processo di dissoluzione del carbonato che si verifica nella falda acquifera.

Al contrario, la vicinanza alla costa del campo pozzi “25 Ponti”, i valori più alti di EC (electrical conductivityConducibilità Elettrica), e gli incrementi nei valori di concentrazione degli ioni sodio e cloro misurati nei campioni di acqua dei pozzi, indicano un potenziale fenomeno di intrusione dell’acqua di mare. Al fine di valutarne l’entità sono stati usati rapporti ionici, approcci grafici e specifici indici.

Nel pozzo di Tulliola, tutti i parametri geochimici analizzati cambiano nel tempo proporzionalmente alle portate di emungimento (crescenti), avvicinandosi ai valori ottenuti per i campioni del pozzo di Terenzia. Infatti, i due campioni di acqua prelevati nel pozzo di Terenzia, prima e dopo lo slug test (prova eseguita in maniera da produrre una istantanea variazione del livello statico in un pozzo e misurare, in funzione del tempo, il conseguente recupero del livello originario), mostrano la massima mineralizzazione (maggiore presenza di Na e Cl) molto probabilmente correlata all’intrusione di acqua di mare (per risalita del cuneo salino); ciò a dimostrazione degli effetti negativi dell’emungimento sulla qualità delle acque sotterranee (salinizzazione della falda) che al contrario, in condizioni indisturbate (assenza di emungimenti indotti), mostra caratteristiche chimiche simili a quelle delle sorgenti Capodacqua e Mazzoccolo.

I risultati ottenuti confermano che gli acquiferi carbonatici costieri sono molto vulnerabili, per cui necessitano di monitoraggio continuo e sistematico, al fine di realizzare uno sfruttamento sostenibile delle acque sotterranee ANCHE IN PERIODI DI EMERGENZA.

In relazione a quanto evidenziato, ci chiediamo e Vi chiediamo, come possa Acqualatina, rappresentata dal suo A.D. Marco Lombardi, continuare a ipotizzare e ritenere che questa possa essere una soluzione tecnica al problema TORBIDITA’ e rappresentarla come tale a cittadini, Enti e istituzioni pubbliche!

  • Interconnessione Minturno- Cellole, con un investimento iniziale di 3 milioni di euro frutto di stanziamenti effettuati nel 2017, con OCDPC n. 474/2017 del Presidente della Regione Lazio, ma che porteranno ad una spesa stimata di circa 7 milioni di euro.

Tale opera dovrebbe garantire, secondo quanto riferisce Acqualatina, 160 l/s di “acqua non soggetta a fenomeni di torbidità“ a disposizione dei comuni di Minturno, Castelforte, Spigno Saturnia e Santi S.S. Cosma e Damiano.

Ebbene, anche in merito a tale opera, vorremmo fare alcune considerazioni.

I fondi stanziati con OCDPC n. 474/2017 del Presidente della Regione Lazio, in quanto emergenziali e legati alla presunta crisi idrica del 2017, dovevano dar luogo ad opere che si sarebbero dovute concludere in 180 giorni.

È palese a tutti che tale periodo è trascorso ma per motivare e giustificare l’utilizzo di tali fondi oggi ci viene detto che risolveranno il problema TORBIDITÀ.

Ma a quale costo?

L’acqua proveniente dalla condotta Minturno-Cellole viene ceduta dall’ ATO5 Lazio, sorgente del Gari (Cassino), per un tot. di 4.000 l/s, ad Acquacampania e alimenta l’acquedotto della Campania occidentale. Acquacampania è tenuta unicamente al ristoro ambientale a favore del comune di Cassino pari a 200 l/s al costo di 0,16 euro al metro cubo per un totale annuo di 1,2 milioni di euro. Un’assurda triangolazione rispetto alla quale ancora non si conosce la convenzione tra Acquacampania e Acqualatina e dunque i costi a carico degli utenti.

Non intendiamo dimenticare che tali opere, provenienti da un piano predisposto in via emergenziale, vengono appaltate in deroga al D.lgs 50/2016 (CODICE DEGLI APPALTI), non garantendo dunque i principi di trasparenza e pubblicità, economicità, libera concorrenza e correttezza che opere di tali importi, ormai non più emergenziali, dovrebbero assicurare.

  • Sorgente di Forma del Duca riattivata, in piena emergenza nell’agosto del 2017, per fornire circa 16 l/s di acqua a seguito di istallazione di un dearsenificatore.

Anche questa opera ha comportato un investimento per un impianto tecnologico volto a filtrare dall’acqua dall’arsenico, dal floruro, dall’alluminio e da altri metalli pesanti con costi non indifferenti rispetto alla quantità di acqua che realmente arriverà nelle case dei cittadini

Vogliamo, infatti,  ricordare che tali interventi considerati come la panacea di ogni male, quantunque fossero veritieri, si scontrerebbero con un problema altrettanto atavico ovvero quello della DISPERSIONE IDRICA documentato nelle Delibere della Conferenza dei Sindaci Ato4 del 1999, 2002, 2004 in cui si riportano dati di dispersione idrica pari al 70% tanto da aver individuato come prioritario l’obiettivo degli investimenti sul ripristino delle reti e riduzione delle perdite con impegni di spesa adottati nei Piani d’Ambito dal lontano 2002. Nel 2012, a seguito di un’ altra grave crisi idrica che colpiva il sud pontino, nel Consiglio Comunale di Formia del 17.12.2012 si trattavano i temi della carenza idrica e della torbidità dell’acqua, per risolvere i quali l’A.D. dell’epoca dettava priorità ed opere evidenziando che «la media delle perdite in questo territorio era dell’80% e che la priorità assoluta era quella di aggredire le perdite, sostituendo le reti idriche e mappando le reti del sud pontino; promettendo di realizzare poi l’intervento in due/tre anni a partire dal 2013, per portare la situazione del sud pontino dal 20% ad almeno il 40% di rendimento (… ) e affermando che «altrimenti, anche aumentando le fonti, non si sarebbe riusciti a fronteggiare in modo permanente il problema delle criticità idriche di questo territorio».

Ad oggi, tutte le promesse e i piani di investimento sono stati, invece, clamorosamente disattesi.

Da ultimo, in riferimento alla nota (prot. 2019O -17248 del 03/12/2019) indirizzata alle nostre Associazioni di cittadini, Acqualatina S.p.a. in merito al già approvato Piano Operativo “Ambiente” Fondo per lo Sviluppo e la Coesione per il periodo di programmazione 2014-2020, di competenza del MATTM, finanziamenti per i quali l’Ato4 ha recentemente approvato l’”Accordo di programma per la realizzazione di interventi di  miglioramento del Servizio Idrico  Integrato”, per un importo che ammonta ad € 4.115.600,00, quale cofinanziamento ed integrazione a quanto già previsto dal Piano d’Ambito, VOGLIAMO SOTTOLINEARE che non viene fornito alcun dettaglio sulla tipologia di inteventi destinati al Sud Pontino ma sono indicati solo gli importi finanziati e quelli a carico della tariffa.

Ebbene sono SOVRACCARICATI IN TARIFFA CIRCA 6 MILIONI DI EURO, come evidenziato dalla Determina. Un altro dato, inoltre, è possibile estrapolare da tale documento, ovvero che su 34.711.215,00 euro di investimenti in tutto il Lazio, l’Ato4 (Acqualatina) contribuisce con il 60% con la tariffa, caricando sulla stessa la percentuale più alta, mentre l’Ato2 (Acea) partecipa con il 40%, l’Ato1 (Viterbo) partecipa con il 25% e l’Ato3 (Rieti) contribuisce con 0% in tariffa. 

  • SINDACI ATO4 e Segreteria Tecnica Operativa (STO)

Non possiamo non richiamare i Sindaci, il Presidente e la STO dell’ATO4 ai loro doveri di vigilanza e controllo sull’operato del Gestore; al potere che, grazie alla rappresentaza riconosciutagli dai cittadini, devono svolgere in seno alla Conferenza dei Sindaci mostrando la massima responsabilità nel decidere e definire la programmazione delle opere da realizzare e dettarne le priorità.

Concludendo

in merito alla TORBIDITÀ le nostre sorgenti sono oggetto di studi geologici già dagli anni Ottanta, ripresi più volte da pubblicazioni anche nei decenni successivi. Studi che individuano, per le caratteristiche idrogeologiche dei Monti Aurunci, le sorgenti di Capodacqua e Mazzoccolo, sulla base dei valori medi annui di portata, come sorgenti molto costanti e offrono soluzioni e opere migliorative di captazione già sperimentate, alcune delle quali PERSINO A BASSO COSTO che consentirebbero di risolvere i problemi di torbidità di acqua e di gestione delle risorse idriche utilizzando i nostri massici carsici come immensi “SERBATOI NATURALI DI COMPENSO” di cui disporre anche per far fronte alle emergenze. Soluzioni queste, non certo da noi ipotizzate, ma già da tempo oggetto di studi scientifici, metodi all’avanguardia per immagazzinare le acque all’interno dei territori.

Sono forse soluzioni troppo economiche per il Gestore?

Sottolineamo che ancora oggi, nei mesi di maggiore piovosità, si riscontra la presenza di batteri patogeni per fortuna neutralizzabili grazie alla diluizione delle portate e alla clorazione che in ogni caso andrebbe perfezionata, ed affiancata ad un sistema di monitoraggio delle quantità di cloro presenti, espresse in parti per milione, all’uscita delle utenze domestiche.  La realizzazione di numerosi fabbricati in prossimità delle sorgenti, ha creato ulteriori potenziali rischi di inquinamento. Pertanto, la ristrutturazione delle opere di presa e di trattamento delle acque non è più rinviabile.

Ricordiamo che nel 1998 furono stanziati dalla Regione Lazio (Presidente Piero Badaloni) fondi per procedere a un miglioramento della captazione e della stazione di pompaggio della sorgente Mazzoccolo. Poi il nulla, la riprogettazione delle opere di presa non sono più comparse tra le priorità infrastrutturali.  

Da ciò

Chiediamo

Al Presidente dell’ATO4 e ai sindaci che gli interventi, da ultimo suggeriti, siano seriamente inseriti come prioritari nell’ordine del giorno della prossima Conferenza dei Sindaci e che la STO sovraintenda, con la dovuta oculatezza, alle proposte eventualmente avanzate dal Gestore all’interno dei Piano d’Ambito e sugli investimenti frutto di finanziamenti o che si proceda alla nomina di un Commissario Straordinario che vigili su tutte le operazioni che la Società porrà in essere, dalle gare d’appalto alla verifica dell’esecuzione delle opere a regola d’arte.

Chiediamo

All’Ato4 e ai sindaci in seno alla Conferenza di deliberare, a mente dell’art. 154 comma 1 del D. Lgs. 152/2006 secondo cui “La tariffa costituisce il corrispettivo del SII ed è determinata tenendo conto della qualità della risorsa idrica e del servizio fornito …”, il ricalcolo delle fatture relative ai periodi di mancata fruizione di acqua potabile previa significativa decurtazione, a titolo di ristoro per l’inadempimento contrattuale, delle somme non dovute per aver ricevuto fornitura di acqua grezza non utilizzabile per scopi igienico-alimentari.

Chiediamo

Al Presidente dell’Ato4 e ai sindaci in seno alla Conferenza di riprendere i lavori già avviati nel 2016/2017 volti a dare ATTUAZIONE AL REFERENDUM DEL 2011 che aveva tra i suoi obiettivi quello di uscire dalle ambiguità societarie e sottolineamo la necessità di prestare la massima attenzione, da più parti sollecitata, al grave rischio dell’ACCAPARRAMENTO DELLE FONTI IDRICHE in mani private.

Chiediamo

alle Ill.me SS.LL. in indirizzo, ciascuna per quanto di Sua competenza, e in specificamente alla ASL di Latina   

  • di eseguire costantemente le analisi chimiche necessarie a riscontrare i valori di torbidità dell’acqua e di comunicarle tempestivamente all’autorità sanitaria locale, a garanzia della cittadinanza non essendo sufficiente la gestione in autocontrollo affidata al gestore idrico spesso informato di quanto accade dagli stessi utenti, come attestano le numerosissime segnalazioni al servizio guasti e documentate dai protocolli rilasciati dallo stesso;
  • di essere portati a conoscenza dei protocolli di controllo ordinari e straordinari di natura igienico-sanitari adottati (tipi, frequenza ed esiti delle analisi effettuate) per ciascuno dei siti di campionamento analizzati;
  • che venga creata, da chi di competenza (ASL o Gestore), una pagina web dedicata in modo da poter avere accesso alle informazioni sullo stato della potabilità dell’acqua in maniera semplice, trasparente e tempestiva;
  • di poter fare affidamento sul controllo dell’acqua utilizzata negli esercizi pubblici per scopi igienico-alimentari.

Chiediamo

Al gestore Acqualatina di fornire risposte chiare, esaurienti e trasparenti alle richieste dei cittadini, Sindaci e ASL evitando di utilizzare format standardizzati nelle sue comunicazione, fossero esse rivolte ad Enti e Istituzioni o ad organi di stampa.

Non possiamo accettare dal Gestore forme di comunicazione generiche e non in linea con gli obiettivi di sostenibilità ambientale ed economica.

Da anni i cittadini/utenti hanno acquisito competenza e conoscenza sulle problematiche ambientali del proprio territorio e non possono accogliere soluzioni progettuali, non  supportate da dati tecnici, ignorano le più recenti pubblicazioni scientifiche, che in nome dell’emergenza rischiano di condurre a scelte tali da compromettere gli equilibri idrogeologici naturali.

Restiamo a disposizione per fornire documentazione e prove utili all’adozione di provvedimenti o a comunicazioni o interpellanze.

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