Chiesa Sant'Erasmo di Formia
Chiesa Sant’Erasmo di Formia
Luogo del martirio di Sant'Erasmo a Castellone
Luogo del martirio di Sant’Erasmo a Castellone
Don Antonio Punzo
Don Antonio Punzo
Don Antonio Punzo
Don Antonio Punzo
Sant'Erasmo
Sant’Erasmo

La giornata del 2 giugno, oltre ad essere la Festa della repubblica Italiana, uscita dalle urne del referendum del 1945, è anche da 2000 anni la festa del patrono di Formia Sant’Erasmo, e la solenne celebrazione eucaristica è stata presieduta da Mons. Antonio Punzo, già parroco della antica chiesa dedicata al santo martire ed attualmente parroco della Parrocchia Santa Caterina di Alessandria di Castellonorato.

Il Vangelo di riferimento per questa solennità è il Vangelo di Luca: “In quel tempo Gesù diceva a tutti: se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita la perderà, ma chi perderà la propria vita per me la salverà. Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero se poi si perde o rovina se stesso? Chi si vergogna di me e delle mie parole di lui si vergognerà il Figlio dell’Uomo quando verrà nella gloria sua e del padre e degli angeli santi.”

Rivolgendosi ai fedeli Don Antonio metteva in evidenza la sua gioia di presiedere la solenne celebrazione eucaristica del santo patrono, un appuntamento sempre antico e sempre avvertito dal popolo di Formia, ma quest’anno sta vivendo un’emergenza particolare perché seguita da aventi tristi e delittuosi, una tragedia che una città così nobile ed illustre come Formia non può accettare anche per una sua dignità, e non può e deve sottostare al trionfo dell’egoismo per cui quest’anno la festa di sant’Erasmo è stata ridimensionata, per esaltarla di più nei suoi valori e nella sua sensibilità più profonda, spronando a recuperare con più convinzione la parte dei valori che si ricavano dalla profondità storica. E’ un anno particolare perché ricorrono i 45 anni dall’inizio di un lavoro molto impegnativo, del restauro e del ripristino di questa basilica storica e al tempo stesso monumentale che ha portato a recuperare la presenza del primo santuario di Sant’ Erasmo, e con l’aiuto del professor Antonio Miele che ha ricostruito la genesi attraverso una nuova pubblicazione curata nei minimi particolari per lasciare una testimonianza esauriente di questa presenza che ci arricchisce sia come città e sia come comunità cristiana, come nella serata precedente è stata fatta attraverso la presenza dell’Arcivescovo con la presentazione del volume. E’ un bel lavoro sotto tutti i punti di vista e lo scopo è quello di raccogliere le ricche testimonianze di una presenza e di un dono che ci è stato fatto, e che era rimasto nascosto e coperto nella cenere della leggenda e grazie a questo lavoro di studi e di pubblicazioni diverse effettuate nel corso degli anni si è messa insieme la deliziosa memoria del grande martire Erasmo che nella storia si può identificare come il prototipo del martire cristiano, perché martire significa appunto testimone, che partecipa alla testimonianza grandiosa per instaurare il regno di Dio. Il vero martire diventa una risposta a questa testimonianza universale e benigna dell’offerta di Gesù : ”questo è il mio corpo che verrà dato per voi, questo è il mio sangue versato.”

Nella vita di questa festa e di questa rinnovazione di Gesù si sono incamminate molte schiere di uomini e di donne e si è ricordata ieri la frase di Papa Francesco che dice: “vengono uccisi perché sono cristiani.” Si ripercuote e si riproduce l’immagine che è dell’egoismo umano e dispiace che il messaggio quale unità di cristo che è puramente centrale non accoglie la testimonianza di chi ha dato la vita come il santo patrono. Quando una persona, un professionista, un medico o chiunque esercita una professione  e svolge bene il suo dovere spesso si creano delle incomprensioni, ma grazie a Dio ci sono dei segnali di speranza. C’è l’amara pianta dell’egoismo che fa rinnegare Gesù ed in questo momento dove Formia è ferita dal peccato, c’è un luogo dove attorno a se il segno di questo silenzio che è stato ripagato dalla novità assoluta che è Cristo Signore, il salvatore, lui che ci salva e ci riporta alla vita. Il messaggio è chiaro: “Se uno mi vuol seguire mi segua, chi ama la propria vita la perde, chi perde la propria vita per me la salva.” Non ci facciamo pregare perché siamo abituati a queste parole perché ci scivolano sopra, ma il segreto della felicità deve passare attraverso la rinuncia di se, deve passare attraverso la vittoria, la propria vita che diventa una vita non più esclusivamente individualista e personale, ma diventa una vita spesa per gli altri, per questo sempre da parte di Gesù, e questo prezzo però ha una garanzia di risultato sicuro, si passa attraverso il dono di sé attraverso l’estremo sacrificio, perché se si entra nella direzione dell’amore e del servizio a livello di impegno civico nelle istituzioni e in tutte le professionalità presenti allora siamo coerenti con la professione cristiana, altrimenti non ci siamo. Ed allora questa ricorrenza di questi 45 anni del lavoro che è stato sia dal presule e sia dal prof. Miele portato a termine anche all’impegno dell’attuale parroco Don Alfredo che sta ultimando i restauri dell’antica chiesa cattedrale di Formia insieme ai suoi collaboratori, proseguendo insieme a tutta la comunità cittadina quel cammino eroico del Patrono Sant’Erasmo che più di due millenni fa venne a Formia e predicò nove giorni nella nostra città, allora colonia romana, secondo il resoconto della Passio di papa Gelasio II, invitato dall’allora vescovo della città di Formia S. Probo, annunciando con la sofferenza e con il martirio preparandosi al suo personale calvario.

Don Antonio, a conclusione della sua riflessione, invita a leggere il libro che merita una attenta visione tipografica, perché si scopre una autentica testimonianza che Formia offri allora con il suo martirio, ma anche oggi attraverso gli eventi che oggi incontriamo, come qualche anno fa ci fu il ritrovamento di un ordigno della seconda guerra mondiale che tenne sotto isolamento la città per una settimana, ed anche allora venne sospesa la festa. Questi sono disegni e avvisaglie che per la città e per la comunità cristiana di Formia sono una testimonianza da recuperare  sotto l’egida protettrice di Sant’Erasmo che ci contraddistingue e avere a cuore l’identità umana e cristiana a che emerge nella figura del santo patrono.

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