LA RIFLESSIONE DI DON MAURIZIO DI RIENZO NELLA FESITVITA’ DELLA MADONNA DEL CARMELO

Don Maurizio con il diacono Luigi
Don Maurizio con il diacono Luigi

Don Maurizio di Rienzo è un giovane sacerdote che presta il suo servizio pastorale come vice parroco nella città di Itri, ed è stato invitato dal parroco Don Carlo Lembo a tenere la riflessione nella messa solenne delle ore 11 nella Parrocchia della Madonna del Carmelo, ed egli si è prestato molto volentieri in quanto lui è vice parroco nella parrocchia Santa Maria, un tempo officiata dai Passionisti e quindi le due parrocchia vivono in connessione anche perché a Itri la festa della Madonna della Cività era ormai nelle sue prossimità, ed il pensiero nella omelia è stato incentrato sulla montagna.

La montagna anzitutto richiama alla santità, alla fatica che ognuno di noi deve fare per salire la montagna e ciascuno di noi porta nel cuore le fatiche per salire la montagna perché ci sono delle pietre che intralciano il cammino, che intralciano il cammino e quindi quando veniamo a Messa ognuno di noi porta nel cuore una grazia che deve chiedere al Signore, una necessità, o un ringraziamento da fare al Signore per una grazia ricevuta, ecco l’immagine della montagna. Maria è colui che ci guida a salire questa montagna e la montagna a volte può far paura, pensando alle nostre montagne tanti si recano in pellegrinaggio e all’ultimo pensiero si sente dire come arrivare su quella cima, ma ci si deve arrivare un passo alla volta insieme a Maria. Maria ci guida in questo cammino perciò possiamo partire con lei e portiamo con noi questa immagine della montagna che è la montagna della vita, una montagna da scalare sapendo che arrivati poi sulla vetta potremo gioire dell’aria profumata, potremo godere della vista che si estende verso l’orizzonte e potremo scendere con la presenza di Dio nel cuore. La seconda immagine che Don Maurizio ha voluto offrire all’assemblea è quella  che quando si salgono le montagne di poter avere la capacità di vedere i fiori e le piante e gli alberi, ci sono alberi che portano frutto e alberi che non portano frutto e c’è una canzone che dice che la vita e come un albero e se c’è amore ci sono le foglie e ci sono i frutti, se non c’è amore non ci sono gli alberi e se ci sono alberi non ci possono essere frutti e foglie, ma sono spogli. Quindi l’albero del nostro cuore deve portare dei frutti, e i frutti si devono vedere nelle opere buone che ci sono dentro di noi, allora saliamo sulla montagna consapevoli che dobbiamo portare frutto, infatti nelle nostre montagne ci sono tante piccole cappelle o dei santuari come nelle nostre zone come la Madonna della Civita, della Rocca, tanti santuari come quello di Lenola, e se arrivi su e sei pieno di Dio devi essere ospitale, devi essere accogliente, allora anche sul nostro cuore che ci sia sempre posto per l’accoglienza e nel nostro cuore ci deve essere sempre posto per l’accoglienza, per l’ospitalità, anche per chi ci ha fatto un torto, è difficile ma Gesù ci insegna questo, che sulla croce ha aperto le porte del cuore, Gesù che diventa casa accogliente anche sulla Croce, ed allora costruiamo una casa sulla vetta del nostro cuore, che sia una casa dalle porte aperte, accogliente e piena dell’amore di Dio.

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