LA RIFLESSIONE DI DON CARLO LEMBO NELLA VENUTA DEL PATRONO SANT’ERAMO NELLA CHIESA DELLA MADONNA DEL CARMINE

Madonna del Carmelo
Madonna del Carmelo
Sant'Erasmo
Sant’Erasmo
Sant'Erasmo
Sant’Erasmo
Presbiterio
Presbiterio
Presbiterio
Presbiterio

In occasione della ripresa dei festeggiamenti civili del patrono di Formia Sant’Erasmo ed in concomitanza con i festeggiamenti della Madonna del Carmine, il santo patrono è venuto a far visita alla santa Madre celeste, al sempre vergine Maria, ed il ringraziamento del parroco Don Carlo alla comunità parrocchiale della Madonna del Carmine che è “figlia e madre perché ha come patrona la Madonna” ed un ringraziamento al sindaco e alle autorità presenti per la celebrazione dell’Eucarestia.

Il Vangelo proclamato durante la Liturgia della parola mette davanti agli occhi la dimensione essenziale della Chiesa, perché il Concilio Vaticano II in un suo documento quale l’Apostolica Actuositatem dice che “la Chiesa è missionaria o non è.” Ma se facciamo parte della Chiesa siamo chiamati da Gesù a essere missionari, ossia ad annunciare il vangelo, ed è una dimensione così importante che Gesù da anche delle direttive per evitare la nostra improvvisazione, e nel Vangelo si è ascoltato che sono almeno due. La prima direttiva importante è che l’annunciatore del Vangelo deve essere una persona sobria, e Gesù spiega il modo in cui bisogna andare in giro: non debbono avere due vestiti, ma un’unica tunica, perché la seconda tunica non appartiene più alla persona, ma è presa ad un altro. Quindi un’unica tunica e senza pane, senza bisaccia per mettere i soldi, perché la ricchezza di colui che annuncia il Vangelo è Gesù stesso, non la nostra capacità di provvedere al futuro, se l’annunciatore non ha fiducia nel Signore non potrà annunciare mai la parola di salvezza, se l’annunciatore del vangelo non si fida di Gesù. Così l’annunciatore deve considerare la Parola di Dio come la sua unica ricchezza, e le parole nostre saranno parole vuote e dobbiamo essere poveri per annunciare il Vangelo, noi dobbiamo essere sempre per i poveri e con i poveri e dobbiamo essere noi stessi poveri e fiduciosi nel Signore.

La seconda dimensione di questo annuncio del Vangelo è più bella, ed è il numero 2 con il quale Gesù manda i suoi discepoli perché non li manda da soli ma li manda a due a due. Tra tante spiegazioni di questo che si possono dare è che l’annuncio del Vangelo deve essere fatto in comunione e il Vangelo non può essere annunciato da soli, o lo si annuncia insieme vivendo in comunione oppure non si è credibili.

Quindi questa Parola si vede realizzata perché ci sono due comunità riunite in un momento bello per ringraziare il Signore, è questo l’annuncio del Vangelo il fatto che si riesca a pregare insieme e a condividere insieme l’amore verso Gesù e verso i santi. E allora per annunziare il Vangelo dobbiamo prima di tutto vivere in comunione tra di noi, “guai a noi quando ci dividiamo nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità, guai a noi quando lasciamo spazio all’azione del diavolo, perché il diavolo è colui che divide, il Signore per essere annunciato ha bisogno di annunciatori in comunione che sappiano costruire la comunione.”E i due patroni presenti questa sera sono la testimonianza di quello che parla il Vangelo: da un lato Sant’Erasmo che è un testimone fedele dell’amore di Dio, come tutti i martiri, colui che ha saputo dare la sua vita per l’amore del Signore, è una testimonianza antica quella di Sant’Erasmo e Don Antonio Punzo insieme ad Antonio Miele hanno pubblicato da poco un libro nel quale ripercorrono la storia di questa fedeltà antica, e Formia deve essere orgogliosa di avere un compatrono che incita alla fedeltà, in un momento in cui tutto sembra in discussione, Sant’Erasmo ci dice che la vita va vissuta con valori alti anche a costo di perderla se necessario. E dall’altra parte abbiamo Maria, la Madre che ci incoraggia, che ci difende con il suo scapolare, perché in questa chiesa c’è la devozione alla Madonna del Carmelo, e possa Maria veramente proteggerci, accompagnarci come una mamma, capace di darci una spinta se necessario per andare oltre per non impigrirci, per il bene della nostra città, per il bene della nostra comunità parrocchiale, che oggi sono un cuore solo ed un’anima sola, e un grazie a Don Alfredo e al Comitato festeggiamenti Sant’Erasmo che hanno voluto essere qui stasera, quando ci hanno chiamato noi stavamo pensando alla festa, e insieme al Consiglio Pastorale abbiamo pensato non solo li accogliamo, ma spalanchiamo tutte le porte, perché se la Chiesa non è una, se non cammina insieme non è Chiesa, non è capace di annunciare il Vangelo. Che Sant’Erasmo e la Madonna del Carmelo ci proteggano e ci incoraggino in eterno.

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