LA RIFLESSIONE DELL’ARCIVESCOVO FABIO BERNARDO D’ONORIO NELLA FESTIVITA’ DI SAN GIOVANNI BATTISTA DI FORMIA

Arcivescovo D'Onorio
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Autorità presenti messa San Giovanni Battista
Autorità presenti messa San Giovanni Battista
Persone presenti
Persone presenti
Arcivescovo D'Onorio
Arcivescovo D’Onorio

Nella festività della natività  di San Giovanni Battista di Formia l’arcivescovo dell’Arcidiocesi di Gaeta Fabio Bernardo D’Onorio ha tenuto la sua riflessione nell’omelia nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Formia alla presenza di autorità civili e militari sul senso della figura del Precursore di Cristo, come il Vangelo di Luca ci mostra nelle sue parti essenziali:

Per Elisabetta intanto si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio.  I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccaria. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome». Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio. Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

 

Nell’omelia l’arcivescovo cominciava a sottolineare il passaggio del ricordare la festa di questo santo sia nella vita che nella morte, l’unico uomo nato da donna che abbia questo grande onore, e il signore si è manifestato sin dal grembo materno di sua madre, Elisabetta perché la madre del Cristo, Maria si è prestata a dargli aiuto nel momento del bisogno, quindi il bisogno di Cristo di riconciliarsi con l’uomo attraverso la conversione. La festa di oggi rappresenta un grande significato agli occhi di tutti perché Cristo si manifesta attraverso la figura del Precursore, che attraverso la responsabilità personale tutti siamo chiamati ad agire per il bene comune e l’apostolo Paolo ci indica l’importanza della conversione e la missione della predicazione della parola di Dio, e questo perché anche nella predicazione di Giovanni risplende la luce di Dio dando testimonianza del suo amore, e questo perché l’amore di Dio si manifesta attraverso l’Eucarestia. Ma gravi disordini morali si affacciano nel nostro tempo, ed anche una difficoltà materiale delle persone che minano il vivere civile. Nella chiesa che è in Gaeta negli ultimi tempi si è aperta una casa famiglia e nel centro Caritas san Vincenzo Pallotti di Formia si accolgono una ventina di rifugiati, ma molto bisogna ancora fare , anche perché sempre più ci sono persone che rovistano trai rifiuti in cerca di cibo, e pertanto l’invito dell’arcivescovo a limitare le spese per le feste patronali che possono diventare uno schiaffo morale verso i poveri. Quindi l’invito a seguire le orme del Cristo attraverso l’esempio di san Giovanni Battista e quindi abbiamo bisogno del corpo del Cristo che è apportatore di salvezza. L’ultimo pensiero viene attraverso il Concilio Vaticano II: “L’uomo quando segue Cristo diventa uomo.”

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