Celebrazione dei Vespri di Sant'Erasmo con l'Arcivescovo D'Onorio a Formia
Celebrazione dei Vespri di Sant’Erasmo con l’Arcivescovo D’Onorio a Formia
Antica cattedrale di Sant'Erasmo a Formia
Antica cattedrale di Sant’Erasmo a Formia

Nei vespri solenni della vigilia della solennità di Sant’Erasmo, patrono di Formia e di Gaeta e insieme a san Marciano patrono dell’intera arcidiocesi, l’Arcivescovo S. E. Fabio Bernardo D’Onorio ha fatto la riflessione cominciando con il dire che ha ringraziato il Signore perché anche quest’anno è riuscito a venire nella antica basilica dedicata al santo patrono di Formia in quanto il giorno 2 era impegnato in un incontro alla Congregazione dei Santi . Questo invito da parte del parroco Don Alfredo Micalusi a venire a presiedere l’assemblea liturgica di questa vigilia della solennità per lui è stato motivo di grande gioia, anche perché potrebbe essere l’ultimo anno da arcivescovo in carica. Il presule ringraziava anche le varie autorità presenti in quanto questo significa l’altissimo spessore civico che possiede il santo patrono che è un referente indispensabile per la vita della intera collettività, perché nella città di Formia questa è una presenza importante in quanto il martirio del santo patrono porta nelle coscienze di ogni cittadino conseguenze molto importanti. La festa liturgica di Sant’Erasmo offre quindi l’opportunità di mettere a fuoco la disponibilità del nostro santo a servire Gesù, la storia della Passio scritta dal papa gaetano Gelasio II con il manoscritto originale custodito a Montecassino, si conosce che il patrono venne a Formia per mettere al servizio dei fedeli la missione di predicatore annunciando l’amore descritto nei santi Vangeli con le prospettive delle beatitudini: “Beati i pacifici, beati i miti, beati gli operatori di giustizia.”

Lo stesso Erasmo venne martirizzato in odio alla fede secondo la tradizione e le sue reliquie vengono custodite e venerate nel luogo che attualmente è posto sotto l’altare maggiore dell’odierna chiesa. La nostra vera devozione a Sant’Erasmo vede soprattutto l’icona dell’immagine di Cristo Gesù, nostro capo e nostro pastore e modello di martirio, il campione fulgido e dolce della  fede nonostante gli oltraggi subiti. Il testimone della fede vede l’amore verso Dio e il testimone vero dell’amore verso il prossimo, amore vissuto in concretezza e con il rispetto e la considerazione verso tutti, con un senso civico che non è mai opera di violenza. Certo l’uccisione di un uomo è sempre l’oscuramento dell’intelligenza umana provocata dalla violenza inaudita, la violenza che può essere esercitata a danno di chiunque, come per esempio l’aborto, l’eutanasia ed altro, anche perché ci arrabbiamo quando succedono queste cose, si organizza qualche marcia  perché è facile farsi prendere dall’emozione, ma ci sono altre cose che ci devono mettere in attenzione e proprio l’eutanasia è uno di quei temi importanti perché è facile andare in Svizzera e morire lì perché ci sono leggi che lo permettono.

Il nostro Sant’Erasmo perseguitato sotto l’imperatore Diocleziano e martirizzato sotto l’imperatore Massimiano  fa parte del tempo dei martiri perché è qualcuno che rende la fede come testimonianza e Sant’Erasmo offrendo la sua vita si fa esempio di testimonianza allora come i testimoni di oggi e dice Papa Francesco che tutti ammiriamo e dobbiamo ricordarci di ciò che dice “uccisi solo perché cristiani”.  Perché è stato documentato che il 2014 è stato l’anno della discriminazione e dell’uccisione dei cristiani dell’età moderna, si chiamano martiri quei 250 giovani cristiani uccisi in Kenya nel campus universitario solo perché cristiani. Per non parlare poi delle vessazioni imposte in India e in Nigeria, e quindi ogni giorno 300-400 persone muoiono martiri per la fede cristiana.

Ci inchiniamo davanti alla testimonianza del nostro patrono Sant’Erasmo, che già con il suo nome che vuol dire Amabile ci mostra come può essere gentile, amabile, non professa violenza ma subì egli stesso violenza, tendendo al grande Amore che ci dona la vita Saremmo noi così forti a vivere questo? Nel momento della tentazione, nel momento del peccato, bisogna essere capaci di rimanere fedeli a questo, e la nostra convinzione è amare significa seguire passo passo il Vangelo, senza deviazioni e senza interpretazioni personali. Il santo patrono Sant’Erasmo illumini le realtà della nostra città e i nostri giovani seguano l’esempio, così come noi sacerdoti attraverso la nostra consacrazione di vivere la strada dell’autenticità. Sbracarsi è facile, ritornare sulla giusta strada è molto difficile.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui