Gianluca Carfagna

C’è un legame molto stretto in questi ultimi tempi tra il covid e il sovraindebitamento. In questo periodo di pandemia che si trascina ormai da marzo si sono moltiplicate le richieste di aiuto da parte di famiglie e imprese la cui situazione economica è peggiorata per l’impossibilità dui fare fronte agli impegni finanziari e alle obbligazioni assunte in precedenza. Il quadro della situazione lo ha tracciato Gianluca Carfagna, Referente dell’Organismo di Composizione delle Crisi da sovraindebitamento dell’Ordine degli Avvocati di Latina: “Attualmente, a causa della pandemia da coronavirus, vi sono molte persone prive di lavoro o che svolgono un’attività sommersa irregolare rimasti senza gli ammortizzatori sociali che si trovano ad affrontare periodi di quarantena o malattia con gravi difficoltà economiche. Inoltre, a causa del lockdown diverse attività commerciali sono in ginocchio e non riusciranno a ripartire. Questo comporterà un impoverimento dell’economia locale ed un aumento esponenziale della disoccupazione con effetti drammatici per molte famiglie”. L’Organismo di composizione delle Crisi però non si è mai fermato e ha continuato a fornire il suo supporto a chi ha chiesto aiuto per uscire da una situazione difficile attraverso le possibilità offerte dalla legge del 2012. “La Legge del 2012 prevede strumenti per porre fine alle situazioni di sovraindebitamento che potrebbero poi sfociare, nei casi più complessi, anche in problematiche di usura. A tale procedimento possono accedere i lavoratori, i professionisti, i pensionati, i piccoli imprenditori, i commercianti, gli imprenditori agricoli e altre categorie non assoggettabili alle procedure fallimentari tradizionali. Gli strumenti attualmente previsti dalla legge del 2012 sono: il piano del consumatore, al quale può accedere solo il privato; l’accordo con i creditori, riservato anche alle imprese, e la liquidazione del patrimonio alla quale possono accedere sia le imprese che le famiglie. Con l’attivazione di dette procedure è possibile, quindi, liberarsi dai debiti e rientrare nel circuito economico in maniera virtuosa. C’è peraltro un pronunciamento legato proprio alla pandemia in atto che costituisce un importante precedente. La Sezione Fallimentare del Tribunale Napoli ad aprile ha statuito che il debitore, nei confronti dei quali sia già intervenuta l’omologazione di un piano o di un accordo, può rimodulare le modalità e le tempistiche della esecuzione avvalendosi dell’ausilio dell’Organismo di conciliazione quando sussiste una causa sopravvenuta non imputabile al debitore, nel caso di specie il Covid 19. In questa prospettiva, deve ritenersi che l’emergenza epidemiologica da Covid-19 costituisca causa di impossibilità sopravvenuta della prestazione nella disciplina delle obbligazioni in generale”. L’invito è quello di rivolgersi all’organismo prima che sia troppo tardi per attivare tutte le procedure previste.

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