LA RESA DEL GIAPPONE IL 15 AGOSTO DEL 1945

L'imperatore Hirohito in abiti tradizionali da giovane
L’imperatore Hirohito in abiti tradizionali da giovane
Delegazione Giapponese sul Missouri
Delegazione Giapponese sul Missouri
Firma della resa
Firma della resa
Documento della resa del Giappone
Documento della resa del Giappone
Particolare della firma della resa
Particolare della firma della resa
Firma della resa di MacArthur
Firma della resa di MacArthur
Bobine del discorso di resa di Hirohito
Bobine del discorso di resa di Hirohito
L'imperatore Hirohito in abiti militari
L’imperatore Hirohito in abiti militari

Il 15 agosto del 1945 avvenne un fatto straordinario, forse irripetibile: si sentiva per la prima volta in pubblico la voce dell’Imperatore Hirohito, il Figlio prediletto degli Dei, l’inavvicinabile. In quella occasione in tutto il Giappone si poteva creare caos e panico, anche perché la potenza distruttrice dell’arsenale atomico statunitense aveva dato il suo esempio con le bombe di Hiroshima e Nagasaki e quindi l’imperatore decise che era il momento di arrendersi all’evidenza che la guerra non poteva più andare avanti. Infatti il discorso dell’Imperatore chiamato radiotrasmissione della voce del Gioiello” (Gyokuon hōsō), che fu uno vero shock per i giapponesi abituati a considerare l’imperatore come la viva voce del dio vivente, anche  perché ogni suo comando era indiscutibile, il giapponese gli doveva obbedienza nello spirito antico dei samurai. Il discorso era questo:“Ai nostri onorevoli e leali sudditi. Il nemico ha cominciato a usare un nuovo tipo di bomba, inumano. I danni che essa è in grado di arrecare sono incalcolabili ed esigono un tributo elevato di vite umane innocenti. Proseguire la guerra a queste condizioni non porterebbe soltanto all’annichilimento della nazione, ma anche alla distruzione dell’intera civiltà umana. È per questo che, secondo i dettami dell’epoca e del destino, ci siamo decisi a lastricare la strada dalla grande pace per tutte le generazioni future, sopportando l’insopportabile e tollerando l’intollerabile. In particolare dovete stare attenti a evitare ogni scatto emotivo che potrebbe generare complicazioni inutili, cosí come vi asterrete da conflitti e alterchi che potrebbero creare confusione, risultando gravemente fuorvianti”.
Sua Maestà Imperiale Showa (昭和天皇 Shōwa Tennō) nato Hirohito (裕仁 Hirohito), discorso di accettazione della Dichiarazione di Potsdam e di resa del Giappone, trasmesso dalla Agenzia Informativa Domei in radio”

La resa venne firmata il 2 settembre del 1945 sulla corazzata USS Missouri e la cerimonia venne trasmessa in tutto il mondo. La prima firma venne apposta dal ministro degli esteri Giapponese Mamoru Shigemitsu , dal generale responsabile delle truppe giapponesi Yoshijiro Umezu e successivamente dal comandante supremo delle Forze alleate nel pacifico Douglas MacaArthur. Poi seguirono tutta una serie di firme, ma quello che è più significativo e che il Giappone divenne una nazione moderna di stampo americano dopo la fine della guerra. .  La notte prima dell’annuncio, al palazzo imperiale, alcuni esponenti delle forze militari contrarie alla resa avevano messo in atto un  tentativo, poi fallito, di trafugare il nastro contenente la registrazione dell’imperatore. Il paese rimane tuttavia occupato dalle truppe statunitensi fino al  1952 e governato dal Comando Supremo delle Potenze Alleate (SCAP), diretto dal generale Douglas MacArthur. Lo SCAP impone a Hirohito la rinuncia pubblica al suo carattere divino e il trasferimento del potere esecutivo a un primo ministro eletto dal parlamento.

 

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