Coltura

La Giunta regionale del Lazio ha approvato una memoria che impegna la Regione a richiedere alla Commissione Europea l’autorizzazione a modifiche e rimodulazioni del PSR 2014-2020 volte a  “liberare” risorse necessarie a fronteggiare l’emergenza. Ha commentato l’assessore regionale all’ Agricoltura, Ambiente e Risorse Naturali Enrica Onorati: “Il PSR 2014-2020 della Regione Lazio ha rappresentato un volano fondamentale per l’economia agricola, raggiungendo gli obiettivi prefissati attraverso performance di eccellente livello. Allo stato attuale, il Lazio ha messo a bando il 95% delle risorse disponibili. Ne deriva quindi che resta solo un 5% di risorse da utilizzare. Poche, ma comunque importanti se non fondamentali in un momento in cui il territorio vive una crisi inaspettata e senza un limite temporale. Appare oggi più che mai doveroso, oltre che necessario, adottare ogni possibile semplificazione operativa utile a consentire la più ampia partecipazione e la massima tempestività nell’utilizzo da parte della collettività di queste risorse. Per questo come Regione ci impegneremo a rimodulare la nostra programmazione per avere risorse immediatamente spendibili sul territorio, investendo nuovamente sulle misure a superficie per l’adozione di tecniche colturali rispettose dell’ambiente e della biodiversità che non richiedono progettualità impegnative. Così come sarà altrettanto importante investire sul futuro del nostro territorio, dando speranza e prospettive di sviluppo in un momento drammatico per l’intero Paese. La grande partecipazione all’avviso pubblico della sottomisura 6.1.1 per l’insediamento dei giovani agricoltori  è stata una manifestazione straordinaria del vivo interesse di una nuova generazione di imprenditori per il mondo dell’agricoltura. Con l’autorizzazione della Commissione Europea potremo investire ulteriori risorse, ricavandole dalle somme ancora disponibili sulla programmazione e non ancora impegnate, per permettere lo scorrimento della graduatoria già pubblicata. In tal modo sarà possibile ammettere a contributo i progetti istruiti e valutati ammissibili, ma a oggi non finanziabili per carenza di fondi”

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