Legenda

La Regione Lazio si sta avviando verso la zona arancione. Venerdì 15 gennaio, il Ministero della Salute stilerà i nuovi provvedimenti ed il rischio di misure più stringenti, visti anche i numeri, si fa sempre più concreto il rischio. Da novembre, quando è iniziata la suddivisione del Paese in fasce, il Lazio è sempre stato in zona gialla, ad eccezione del periodo delle festività natalizie con alternanza di giorni in zona rosa e arancione, secondo quanto disposto per tutta Italia dal decreto del Governo. Ma nelle prossime ore qualcosa potrebbe cambiare. E come detto sono i numeri a raccontare il rischio di questo scenario. La scorsa settimana anche lo stesso assessore alla Sanità Alessio d’Amato aveva parlato della previsione di un “peggioramento della curva” dei contagi dal covid. Nella provincia di Latina nei soli primi 13 giorni di gennaio sono stati quasi 2800 i casi giornalieri, con una media di 200 al giorno, e anche il Lazio ieri ha fatto registrare un rialzo della curva. Uno dei dati più importanti, il criterio che potrebbe far scattare il passaggio dalla zona gialla alla zona arancione, è priorio quel famoso indice Rt. Nell’ultimo rapporto settimanale dell’Istituto superiore di Sanità quello del Lazio era a 0,99, un solo centesimo dalla soglia dell’1; la proiezione, è dell’1.1. Secondo l’ultimo dato aggiornato il 13 gennaio dalla Regione, son più di 78mila gli attuali positivi in tutto il Lazio, con 2829 ricoveri e 313 terapie intensive occupate ed un rapporto tra positivi e tamponi all’11%. Resta ancora alta nel Lazio la pressione sugli ospedali. Stando ai dati forniti dall’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali, i posti letto delle terapie intensive occupati sono oltre la soglia minima del 30% per le terapie intensive e del 40% per le aree non critiche individuate dal decreto del Ministro della Salute del 30 aprile 2020. Con il 35% raggiunto nelle ultime ore, infatti, il Lazio è tra le nove regioni italiane che hanno superato il livello di guardia fissato dall’Iss. Negli altri reparti, quelli in area “non critica”, il Lazio con il 45%: quindi 5 punti percentuali il livello di allerta. La scorsa settimana, proprio per limitare la pressione negli ospedali, la Regione aveva annunciato l’ampliamento di 85 posti a disposizione nelle terapie intensive. Nei giorni di zona arancione è previsto il divieto di spostamento da una regione all’altra e da un comune all’altro salvo per i tre ormai noti motivi di lavori, salute e necessità. Rimane poi in vigore il coprifuoco dalle 22 alle 5. Saranno consentiti gli spostamenti dai Comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti, entro 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia. E’ prevista la chiusura di bar e ristoranti con l’asporto consentito fino alle 22, mentre non ci sono restrizioni per la consegna a domicilio. Nelle aree o negli orari in cui è sospeso il consumo di cibi e bevande all’interno dei locali, l’ingresso e la permanenza negli stessi da parte dei clienti sono consentiti esclusivamente per il tempo strettamente necessario ad acquistare i prodotti per asporto e sempre nel rispetto delle misure di prevenzione del contagio. Non sono comunque consentiti gli assembramenti né il consumo in prossimità dei locali. Non sono previste limitazioni alle categorie di beni vendibili. Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi i centri commerciali, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole che restano aperti. Nella zona arancione l’autocertificazione serve per spostarsi nelle ore del coprifuoco (dalle 22 alle 5), quando gli spostamenti sono autorizzati solo per ragioni di lavoro, salute o necessità e urgenza. Nell’autocertificazione, il firmatario deve dichiarare che il proprio spostamento è determinato da: esigenze di lavoro; motivi di salute; altri motivi ammessi dalle vigenti normative ovvero dai predetti decreti, ordinanze e altri provvedimenti che definiscono le misure di prevenzione della diffusione del contagio.

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