Aula

Quando l’amore si dice cieco: intanto la professoressa accusata di un amore clandestino con un ragazzo che è poi un suo alunno si difende: “Ero innamorata del mio alunno, ho commesso un errore: solo ora mi rendo conto”. Così si è difesa la professoressa 40enne accusata di aver avuto rapporti sessuali con un suo alunno di 13 anni, oggi 14enne, davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Bergamo, Marina Cavalleri. La donna, che attualmente si trova agli arresti domiciliari,  si è presentata all’interrogatorio di garanzia accompagnata dal suo legale. La docente, che è separata separata e con due figli, in lacrime davanti al giudice ha parlato del rapporto con il suo studente: “Avevo completamente perso la testa per lui. Solo adesso mi rendo davvero conto di ciò che ho combinato. Ho cercato più volte di fargli capire che era giusto troncare la nostra relazione. Ma lui non capiva. Io ero fragile e andavo avanti. A un certo punto ho detto allo studente che stavamo sbagliando tutto, che era meglio smettere di vederci. Ma lui non ne ha voluto sapere, ha insistito e io non sono stata capace di troncare. Stavo vivendo un momento particolare della mia vita in quanto mi stavo separando da mio marito”. La storia, secondo quanto ricostruito dal pubblico ministero Davide Palmieri, sarebbe iniziata quando il ragazzo, in questi giorni impegnato negli esami di terza media, di anni ne aveva soltanto tredici. Tutto è successo in un paese della Val Seriana. Lì i due avrebbero iniziato a frequentarsi anche al di fuori delle mura scolastiche, senza destare alcun sospetto tra colleghi e compagni di classe. I due si sarebbero scambiati molti messaggini, in uno di questi la professoressa dice di essere innamorata dell’allievo e inoltre si sarebbero anche appartati nell’auto di lei. Una storia d’amore proibita, per il codice penale, che condanna i rapporti con i minori di età inferiore ai 16 anni, anche se non c’è stata di costrizione. Per il reato di atti sessuali con minorenne la 40enne rischia dai 5 ai 10 anni di carcere. Al termine dell’interrogatorio il legale dell’indagata ha chiesto al Gip la revoca dei domiciliari o, in subordine, il divieto di avvicinarsi alla vittima. L’insegnante intanto è stata sospesa dal ruolo dall’Ufficio Scolastico Provinciale. Il ragazzo invece non è stato ancora ascoltato dal giudice, mentre sono stati sentiti i genitori, che erano totalmente all’oscuro della vicenda.

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