La presentazione della manifestazione “Bianco, rosso e Pontino” a Latina

Conferenza

È stato presentato nella giornata del 1 marzo, il progetto “Bianco, Rosso e Pontino” che è stato ideato dall’assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Latina in collaborazione con la Pro Loco di Latina centro Lido, l’Ais (Associazione Italiana Sommelier) di Latina e l’Ente Parco Nazionale del Circeo. Un percorso culturale alla scoperta delle eccellenze enogastronomiche dell’Agro Pontino che si terrà da domenica 10 marzo fino al 7 luglio con appuntamenti domenicali presso il Museo Cambellotti e a turno presso le principali aziende vinicole del territorio e i birrifici pontini. I partecipanti: il sindaco di Latina Damiano Coletta, l’assessore alla Cultura del Comune di Latina Silvio Di Francia, il presidente della Provincia di Latina Carlo Medici, l’assessore al Turismo e Pari opportunità della Regione Lazio Lorenza Bonaccorsi, l’assessore all’Agricoltura e alla Promozione della Cultura del cibo della Regione Lazio Enrica Onorati, il direttore dell’Ente Parco Nazionale del Circeo Paolo Cassola, il presidente de “Le Strade del Vino” Marco Carpineti, il presidente dell’Ais Latina Annamaria Iaccarino, il presidente della Pro Loco di Latina Fabio Fanelli, il direttore delle Guide di Repubblica Giuseppe Cerasa e l’Istituto Agrario Alberghiero San Benedetto di Borgo Piave.Una conferenza stampa che più che la presentazione di una rassegna è stata una vera e propria tavola rotonda sull’importanza oltre che economica, anche sociale e culturale, della promozione di un territorio così ricco e così generoso da molteplici punti di vista, quale è la provincia pontina. L’idea, molto semplice, è quella di unire le molteplici potenzialità culturali ed enogastronomiche della nostra provincia con le opportunità turistiche. Solo una rete di cooperazione stretta tra istituzioni, produttori e realtà consolidate come l’AIS coadiuvate dall’entusiasmo e la creatività giovanile degli studenti dell’Istituto Agrario Alberghiero San Benedetto di Borgo Piave avrebbero potuto creare un percorso che non è solo degustazione ma conoscenza della storia, del lavoro e dell’altissima professionalità presente e attiva sul territorio. Come ha affermato oggi Annamaria Iaccarino, presidente dell’AIS Latina, conoscere la storia di un vitigno e di un vino non è prerogativa legata prettamente all’enologia, ma è raccontare la storia di un territorio. Ogni produttore racconta una storia, legata non solo alla propria attività, ma a quella dei luoghi in cui si trova a operare. Il territorio pontino ha una storia antichissima che stupisce per come riesce ad allacciarsi stretta a quella moderna, e i suoi produttori riescono a far rivivere questa eredità e a realizzare un prodotto di altissima qualità, ancora troppo poco conosciuto. Illuminante in questo senso, l’intervento di Marco Carpineti in rappresentanza di alcuni dei maggiori produttori di vini locali, che ha sottolineato come il progetto abbia trovato subito la loro approvazione perché per la prima volta si parla di cibo e vino come parte integrante della nostra cultura. Secondo Carpineti mettere a frutto le bellezze e le caratteristiche del nostro territorio, è fondamentale per risollevare l’economia e aiutare i giovani a trovare una strada soddisfacente qui, senza dover andare in altri Paesi. È necessario valorizzare ciò che abbiamo a casa nostra, puntare su tutto ciò che non può essere delocalizzato, come è accaduto con le tante industrie farmaceutiche che a poco a poco stanno spostando i loro stabilimenti lasciando tantissimi disoccupati nella nostra provincia. Il primo passo è sicuramente conoscere e promuovere le eccellenze del nostro territorio, per esempio raccontando ai nostri stessi concittadini che il vino più amato nell’antica Roma era prodotto al limitare della palude Pontina. Questo progetto arriva a proposito, per iniziare questo percorso virtuoso di valorizzazione e conoscenza del territorio. Il turismo pontino è stato per molto tempo vittima del cosiddetto “mordi e fuggi”, dirottando talvolta qualcuno dei numerosi visitatori annui di Roma, ma è tempo per Latina di emergere e farsi conoscere superando anche i confini italiani. Giuseppe Cerasa, direttore delle Guide di Repubblica, su invito dell’Assessore Di Francia ha iniziato a lavorare a una guida dedicata all’agro pontino, ed è rimasto stupito e affascinato dal fatto che è bastato un semplice piano di lavoro che elencasse i siti più belli da visitare, per comprendere che la provincia pontina ha tra le mani “oro da valorizzare”: bellezze paesaggistiche, storico-archeologiche, culturali ed enogastronomiche. La valorizzazione del territorio pontino è un passo ormai necessario, richiesto da molteplici categorie, infatti l’assessore all’Agricoltura e alla Promozione della Cultura del cibo della Regione Lazio Enrica Onorati sottolinea come la sinergia tra soggetti, solo apparentemente diversi ma in realtà complementari, sia fondamentale. La veicolazione di contenuti è indispensabile per la comprensione e quindi la promozione del reale valore del nostro territorio e delle sue produzioni. Solo una fitta collaborazione tra i vari attanti può dare risultati significativi. In questo senso la lettura culturale dei percorsi agroalimentare e vitivinicoli che prevede questo progetto è una strada da percorrere, ed altrettanto di successo la scelta di unire all’enogastronomia anche la produzione locale delle birre che proprio in questo periodo stanno riscuotendo successi anche fuori dai confini italiani. Occorre ripensare e riorganizzare sin dalle basi il concetto e l’organizzazione del turismo. L’assessore al Turismo e Pari opportunità della Regione Lazio Lorenza Bonaccorsi ha infatti sottolineato l’importanza di dedicare un assessorato specifico al turismo che in passato è sempre stato appoggiato ad altri assessorati. Per una regione come il Lazio e in particolare per il territorio pontino, il turismo è una fonte di ricchezza da promuovere, da curare ma in maniera accorta. Il turismo che può risollevare l’economia di una città, di una regione intera non può essere quel turismo giornaliero che non porta reale guadagno, né si può più soprassedere al fenomeno del sovraffollamento di alcuni luoghi a discapito di molti altri, come può evidentemente capitare con la città di Roma così vicina. Per questo sono stati indetti gli Stati Generali del Turismo al fine di definire un “Piano Strategico del Turismo”: dunque spostarsi di città in città, tra i tantissimi luoghi d’interesse della nostra regione, per comprendere quale possa essere l’offerta turistica per ciascuno, i possibili target di riferimento e avviare un piano mirato di turismo esperienziale e sostenibile. Come ha sottolineato Paolo Cassola, direttore dell’Ente Parco Nazionale del Circeo, è fondamentale pensare al futuro del territorio sia da un punto di vista ambientale che economico, puntando sul comparto biologico e biodinamico del territorio e soprattutto con l’educazione di cittadini e turisti alla cultura del rispetto e della cura dell’ambiente che ci circonda. La consapevolezza è che la strada per incentivare il turismo in terra pontina è lunga, come giustamente sottolinea il presidente della Provincia di Latina Carlo Medici, è importante adeguare l’urbanistica e le strutture ricettive, ma il percorso è iniziato in maniera positiva con la collaborazione attiva di istituzioni e privati. Anche il sindaco Damiano Coletta, in chiusura della conferenza stampa ha salutato questo progetto come un primo passo verso la valorizzazione di un territorio che per la sua bellezza e ricchezza merita di essere conosciuto e apprezzato e di cui tutti noi pontini dobbiamo sentirci orgogliosi. Un incontro denso di contenuti e spunti per presentare una rassegna che partirà a breve e di cui è già prevista anche una edizione estiva e una natalizia.

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