La polemica di Rifondazione Comunista di Formia riguardo l’assenza di una seria politica dei trasporti

Struttura Cotral al porto di Formia
Struttura Cotral al porto di Formia

Stavolta Rifondazione Comunista di Formia se la prende con il COTRAL che oltre di fatto a penalizzare gli utenti in quanto si trova sotto una situazione debitoria, e si dice che il Cotral abbia ceduto all’Astral la competenza del trasporto del Comune di Latina, ma quello che più si mette in risalto la struttura all’ex porto commerciale, installata e mai inaugurata e anche oggetto di espressioni pittoriche. Ed ecco il documento che questa volta Rifondazione Comunista ha preparato per questa situazione, di fatto comuni minori della provincia in questi giorni si trovano penalizzati dalla riduzione degli orari

“Siamo alle solite: non si fa in tempo a festeggiare l’anno che ti sei lasciato alle spalle con tutti i suoi problemi, che gli amministratori della COTRAL ne combinano un’altra delle loro, cambiando l’orario dei autobus, con una significativa riduzione delle corse.

Peccato che questo abbia significato la rovina per molti pendolari, molti sono lavoratori,che ahi noi utilizzano i mezzi pubblici per i loro spostamenti.

Eppure alla Pisana pare avessero fatto di tutto per invertire un trand sempre più negativo, fatti di debiti e di disservizi.

Il presidente Zingaretti aveva annunciato trionfalmente – nel maggio 2015 – che nel triennio 2015-2017 la regione Lazio sarebbero stati investiti 116 milioni di euro, con 415 nuovi pullman e 104 nuovi assunti, per il potenziamento del servizio di trasporti pubblico regionale.

L’assessore regionale ai trasporti Civita addirittura parlava dell’aumento dell’offerta e di un miglioramento del servizio.

Passando però dal fantastico mondo disegnato da Zingaretti alla realtà di tutti i giorni è facile accorgersi che le cose non stanno come le ha dipinte il presidente della regione Lazio e quindi tocca per l’ennesima volta denunciare che il servizio di trasporti pubblici laziale è allo sfascio, confermati in ciò dalla recente denuncia degli autisti della COTRAL sullo stato disastroso in cui versa il parco autobus che sono costretti a guidare.

Eppure è passato già un anno e di investimenti almeno nel territorio pontino se ne vedono pochi e probabilmente fatti anche male.

D’altronde i problemi sono cronici, motivo per i quali vanno affrontati con la dovuta serietà e non alla scordata, come si suole dire, confidando cioè che gli utenti si abituino – come hanno sempre fatto – ai nuovi disservizi di cui sono vittime.

Se l’intento è quello di aspettare che le acque si calmino per continuare a distruggere il servizio di trasporto pubblico, fino al punto da gettare le basi per la sua privatizzazione, ci stanno riuscendo.

E’ inspiegabile altrimenti che si continuino a pagare degli amministratori per distruggere un’azienda pubblica.

E’ necessario cambiare rotta.

Ciò significa dotarsi di un serio piano di riorganizzazione del servizio di trasporti pubblico e quindi da un lato aprire i cordoni della borsa e dall’altro è necessario prevedere il coinvolgimento dei lavoratori e dei cittadini, gli unici a conoscere quali sono veramente i problemi del trasporto pubblico laziale.

Limitando invece lo sguardo alla sola situazione di Formia ci preme sottolineare lo stato di abbandono in cui versa il capolinea dei pullman che attualmente si trova al Molo Vespucci.

Che poi chiamarlo capolinea è un azzardo, vista l’assenza di una qualsiasi segnalazione che lo identifichi come tale. Nemmeno una pensilina hanno avuto modo di installare. Continua anche a mancare un ufficio informazioni, così che diventa impossibile per chi vuole sapere come fare per raggiungere la sua destinazione.

E’ vero che esiste un sito internet molto efficiente ma è anche vero che non tutti sono dotati di una connessione internet mobile.

Così come non è previsto un luogo adeguato per il personale della COTRAL che sosta nell’area in attesa di prendere servizio.

In tal senso è assurdo che la struttura prefabbricata posta nell’area portuale in concessione al Comune di Formia – e inaugurata in pompa magna dall’attuale amministrazione comunale – non sia stata mai aperta.

Un mistero che è costato – a noi cittadini – 18mila euro + IVA.”

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