La piscina di Scampia a rischio di chiusura: petizione su Change.org

Piscina

C’è un rischio reale: la piscina Galante di Scampia è stata per molto tempo l’unico svago rimasto per i tanti disabili, bambini e famiglie della zona che adesso non sanno più dove andare. La piscina è stata chiusa all’improvviso e a pagare sono i tanti ragazzi e ragazze della zona che perdono un punto di riferimento importante. Per questo è stata creata una petizione pubblicata su Change.org ed indirizzata al sindaco di Napoli De Magistris:

Il 21 ottobre la Piscina Massimo Galante è stata sgomberata e chiusa, lasciando per strada numerosi lavoratori oltre a togliere uno spazio di socialità ai ragazzi di Scampia. Per oltre vent’anni questa struttura ha rappresentato un faro per le persone del quartiere Scampia: per i ragazzi che nello sport trovavano un punto di riferimento, per i tanti che crescevano con le attività sportive, per i meno fortunati che in questa piscina sempre hanno avuto uno spazio. Ma anche per quelli come noi che da lì sono partiti per aprirsi al mondo e poi tornare in vasca come lavoratori e come sognatori. Questa Piscina è stata casa, rifugio e opportunità per tutti, anche per gli ultimi; anche per i ragazzi disabili che gratuitamente potevano usufruire della struttura. Sposando uno spirito di squadra e di sacrificio, abbiamo deciso di unire le forze di istruttori, collaboratori, atleti, al fine di costituirci cooperativa e raccogliere il testimone per una futura riapertura della struttura. E a nome di questa squadra di cuori e a nome di tutte le persone che ci hanno dato fiducia in questi anni chiediamo al Sindaco Luigi de Magistris di permetterci di continuare a credere in questa piscina e in quello che rappresenta. Chiediamo all’amministrazione comunale di permetterci di rientrare, di riprendere il lavoro e di unire gli sforzi per riqualificare la struttura garantendo uno spazio di sport e socialità all’interno di una periferia come Scampia.  Abbiamo scelto di restare qui e chiediamo solo fiducia nel nostro progetto di rinascita; per restituire a tanti altri bambini e bambine come noi, emozioni e sensazioni che ci hanno resi gli uomini e le donne che siamo oggi.”

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