Cardinale, Lonardo e De Luca

Non c’è che dire: il Rosatellum è diventato peggio del Porcellum, in quanto parenti e figli e mogli saranno sistemati con uno scranno in Parlamento, da Nord a sud della penisola e il Bel Paese avrà 700 parlamentari nuovi frutto di questa legge che non farà altro che no0n far governare questo paese, che non dovrà cambiare niente perché tutto rimanga così come è. La legge elettorale in vigore prevede che ciascuno dei due sessi non possa rappresentare più del 60% dei candidati di un listino bloccato e che non possa presentare più del 60% dei capilista nei listini di un singolo partito. Perciò nei collegi plurinominali con due seggi da assegnare, i candidati del listino dovranno essere un uomo e una donna; con tre seggi, due uomini e una donna o due donne e un uomo; con quattro seggi, fino a tre uomini e una donna (o naturalmente l’inverso). E via a salire di numero. Cosa c’è di meglio che pescare tra i parenti già impegnati in politica? Una tendenza che in vista del voto del 4 marzo va ad accentuarsi. Nelle quote rosa non poteva non essere compresa Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella ora candidata al Senato per Forza Italia nel Collegio Avellino-Benevento-Caserta. Un risarcimento, lo considerano così in casa dell’ex Guardasigilli. Mastella, anni fa venne messo sotto processo insieme alla moglie e al suocero per presunti atti di corruzione, raccomandazione e concussione per cui la Lonardo fu anche messa agli arresti domiciliari. Dopo l’assoluzione con formula piena, riprende la corsa in politica. In Sicilia viene ricandidata per la terza volta Daniela Cardinale, già deputata del Pd per due legislature e figlia dell’ex ministro Salvatore, esponente della Dc. Per la par condicio ci spostiamo a destra, dove la Lega piazza le sue pedine rosa: è il caso di Angela Damigella, moglie di Rocco Zapparata, altro esponente del partito, che corre nel plurinominale in Sicilia.  Tra le quote rosa ecco Palmira Fefe e Annalisa Vessella. La prima è moglie di Michele Schiano, consigliere regionale in Campania per Centro democratico-Scelta civica, la seconda consorte di Michele Pisacane, deputato Udc fino al 2013. Non è solo una questione meridionale e la parentopoli che approfitta del Rosatellum non riguarda soltanto le quote rosa. Al Nord troviamo Alessandro Colucci, figlio di Francesco Colucci (Fi e poi Ncd), candidato per il centrodestra. Di nuovo in Campania non si può non citare Piero De Luca, figlio del governatore della Campania, Vincenzo, candidato nel proporzionale e blindato nella sua Salerno. Gran finale con una esordiente: Anna Calfa, moglie del 75enne Mario Tassone, già viceministro e deputato fino al 2013. La signora Tassone-Calfa è primo nome in lista nel plurinominale in Calabria.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui