Marinella Pacifico

Dopo l’annuncio dell’interrogazione parlamentare della senatrice pontina di Coraggio Italia, Marinella Pacifico, sulla vicenda che ha visto l’Inps continuare ad escludere dal ricalcolo pensionistico Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria, è intervenuto anche il sindacato Es che, per bocca dei suoi rappresentati, chiede che gli operatori del comparto non siano considerati “figli di un dio minore”. La vicenda è ricca di passaggi e la spiega nel suo intervento la stessa Pacifico che ha scelto di schierarsi al fianco dei servitori dello stato per veder riconosciuto il loro diritto ad un giusto trattamento pensionistico: “In sintesi l’Inps, nonostante le sentenze sfavorevoli emanate da tutte le Corti dei Conti d’Italia ed infine dalla Corte dei Conti centrale, aveva stabilito motu proprio l’interpretazione errata della norma, costringendo così migliaia di ex militari come pure finanzieri e carabinieri a ricorrere, con risultati sempre positivi. A seguito della sentenza definitiva l’Inps guidato dal presidente Tridico, dopo aver perso tutte le cause, è stata costretta ad emanare una circolare nella quale chiede a tutti gli uffici periferici di adeguare il trattamento pensionistico non solo dei ricorrenti ma di tutti gli aventi diritto, così come imposto dalla legge e disapplicato negli anni dall’Istituto. Sarebbe interessante capire la somma di denaro pagata dall’Inps per le spese legali. Un braccio di ferro nei confronti di categorie di lavoratori che per 40 anni hanno servito lo Stato con sacrificio e a volte con la vita. Ma la burocrazia la fa da padrona. E infatti con la circolare n 107 del 14 luglio di questo anno l’Inps esclude nel ricalcolo pensionistico la Polizia di Stato e la Polizia Penitenziaria.
Nelle motivazioni l’esclusione dello status di militare. Ma l’Inps sa che la smilitarizzazione della polizia è avvenuta il 1 aprile 1981 e l’attuazione è stata data il 25 maggio 1982 e che pertanto il personale arruolato dal 1 gennaio 1981 e fino al 25 maggio 1982, proviene dallo status militare, come l’art. 54 del DPR 1092/73 richiede? La sperequazione che si sta ancora perpetrando e inaccettabile. E’ necessario che il ministro dell’Interno e il ministro della Giustizia  mettano fine a questa sperequazione. Presenterò al Ministro del Lavoro una interrogazione,  al fine di conoscere l’esatto ammontare delle spese sostenute dall’Inps per farsi certificare, da decine di Corti dei Conti, ciò che era scritto nella norma. L’Inps concede redditi di cittadinanza e pensioni a non aventi diritto e le nega proprio a chi lavora per scoprire persone che quelle misure non possono vantarle, un paradosso”.

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