Comune di Formia – foto di Pietro Zangrillo

Forse si ha paura di ammettere il proprio fallimento, qualcuno nei commenti su Facebook ha detto che era una trappola creata apposta per metterla in difficoltà, ma in realtà non è nessuna trappola, è stata solo una partita a poker politica giacata male dal ormai sindaco dimissionario Paola Villa che ha cercato di bluffare, ma aveva solo una coppia in mano, e ormai avendo capito come lei gioca le partite, pertanto i suoi avversi, ossia i 12 più l’impossibilitato a votare per motivi tecnici hanno detto no, calando il loro poker d’assi. Ma inventarsi che i conti stanno a posto quando mancano i soldi che stanno in banca, come una pèromessa di pagamento ma che i soldi non son arrivati a giacciono in magazzino, significa avere gli occhi foderati di prosciutto. Ma comunque andiamo a vedere cosa in realtà ha scritto il sindaco di Formia per giustificare questo allineamento dei conti, che in realtà non c’è ion questo momento, e lo dice chiaramente la delibera del commissario ad acta nelle prime pagine, anche se poi a pagina 9 della delibera dice che se ci fossero stati queis soldi, tutto sarebbe a posto. Ma quei soldi adesso non ci sono, se no quella relaizone non srebbe stata scritta invano, e dare la colpa agli altri serve solo ed ergersi come delle vittime e non accettare le proprie responsabilità di inefficienza politica: “Nella giornata di ieri, 11 gennaio 2010, il dottor Maurizio Alicandro, commissario ad Acta nominato dalla Prefettura di Latina, ha redatto ed approvato la delibera per la salvaguardia degli equilibri di bilancio del Comune di Formia. Nella delibera il commissario CONFERMA quanto affermato da questa Amministrazione e dal settore economico-finanziario in data 23 novembre 2020. Come sappiamo, la delibera in questione non ha trovato la maggioranza dei consiglieri comunali favorevoli nella successiva seduta di Consiglio Comunale del 28 dicembre. Nella fattispecie è doveroso sottolineare che la variazione di bilancio proposta per il consiglio comunale del 28 dicembre garantiva il mantenimento degli equilibri, in quanto consentiva la copertura delle mancate entrate legate all’emergenza covid-19 (tosap, Imu per immobili turistici, sanzioni codice della strada, introiti parcheggi, tassa di soggiorno). Le minori entrate del Comune di Formia, infatti, ammontano a €1.249.698.06. Queste sarebbero state coperte con i fondi assegnati dal Governo al Comune di Formia, pari a € 2.369.689,38, mentre la differenza, ossia € 1.119.991,32, sarebbe andata a costituire un “risultato positivo” di amministrazione, vincolato al Covid, il quale sarebbe stato utilizzabile a tutto vantaggio della città. Purtroppo, però, non avendo il consiglio comunale approvato la variazione di bilancio, questi fondi assegnati GIACCIONO ORA IN BANCA E NON POSSONO ESSERE USATI. Va detto che nel 2020 lo squilibrio è stato riportato dalla quasi la totalità dei comuni italiani, tanto che la Camera dei Deputati il 16 settembre scorso ha istituito un fondo di 3,5 miliardi di euro per “assicurare ai comuni, alle province e alle città metropolitane le risorse necessarie per l’espletamento delle funzioni fondamentali, anche in relazione alla possibile perdita di entrate locali connesse all’emergenza Covid…”. Queste risorse, assegnate ed usate dai diversi comuni italiani, hanno consentito alle amministrazioni locali di approvare la salvaguardia degli equilibri entro lo scorso mese di dicembre e mettere così in ordine i conti. Il fatto che ciò non sia avvenuto per il Comune di Formia, il quale è costretto a riportare un disavanzo della gestione di competenza, mentre le risorse restano inutilizzate in banca, sta ad indicare la gravità del gesto di alta irresponsabilità politica da parte di chi, pur appartenendo alla maggioranza, pur avendo approvato il bilancio di previsione 2020 e, FATTO INCREDIBILE QUEST’ULTIMO, pur avendo votato la delibera degli equilibri di bilancio in commissione consiliare poche settimane prima del consiglio comunale del 28 dicembre, ossia i Consiglieri della lista Ripartiamo con Voi, ha deciso di bocciare la delibera, evidenziando in maniera definitiva che la crisi amministrativa non ha avuto alcun aspetto politico e proprio nulla a che vedere con gli aspetti economici-finanziari dell’Ente. Oggi la città riporta i danni e tutti siamo ancora in attesa di comprenderne la ragioni.”

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