La nomina di Marco Omizzolo Cavaliere della Repubblica Italiana: la cerimonia al Quirinale

Cerimonia al Quirinale

Il 5 marzo si è svolta la cerimonia al Quirinale la cerimonia di consegna delle onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, conferite “motu proprio” dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il 29 dicembre 2018 a cittadini considerati “esempi civili”. Si tratta di persone che si sono distinte per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella cooperazione internazionale, nella tutela dei minori, nella promozione della cultura e della legalità. Tra di loro anche Marco Omizzolo, sociologo 43enne di Sabaudia, che ha ricevuto dal presidente Mattarella l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Un titolo che Omizzolo ha dedicato, “a chi c’era e c’è, a chi lotta con me per ottenere più libertà e democrazia e a papà che non c è più ma c è ancora. Oggi papà mi accompagna e con me e mia madre sorride ed è felice”. Il Presidente Mattarella ha individuato, tra i tanti esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni, alcuni casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani. La cerimonia, condotta da Veronica Pivetti, è stata aperta dalla proiezione di un filmato realizzato dalla RAI e si è conclusa con l’intervento del Capo dello Stato. A Marco Omizzolo è stato nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana “per la sua coraggiosa opera in difesa della legalità attraverso il contrasto al fenomeno del caporalato” si legge tra le motivazioni. ricordano dal Quirinale in una nota :“Sociologo, legale rappresentante dell’associazione di promozione sociale Tempi moderni e consigliere della cooperativa sociale In Migrazione che svolge servizi di mediazione culturale e assistenza ai migranti. Ha più volte denunciato, anche con dettagliati dossier, il fenomeno del caporalato e dello sfruttamento degli stranieri nei campi. Segue da anni il fenomeno dei braccianti nell’Agro Pontino: ha descritto la rete dei caporali, raccontato le condizioni di vita, i problemi di salute e lo stato delle abitazioni di questi lavoratori. Da quando ha cominciato ad impegnarsi sulla questione, riceve avvertimenti e minacce di morte”.

- No Comments on this Post -

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *