La nave Gregoretti della Guardia Costiera

Tra le unità impegnate nell’operazione “Confine illegale”della Guardia Costiera, un ruolo fondamentale lo assume l’unità navale Gregoretti che ha le seguenti caratteristiche:

Varo: 2011

Anno di costruzione: 2013

Cantiere di Costruzione: MEGARIDE

CARATTERISTICHE UNITA’

Tipo: Supply Vessel

Lunghezza: 62,60 mt.

Larghezza: 13,80 mt.

Altezza: 24 mt.

Dislocamento: 2153 T.

Velocità massima: 14 knts

Propulsione: ibrida

2 Motori termici Caterpillar

4 diesel generatori

2 motori elettrici

2 radar Foruno

1 telecamera FLIR  Astim

Equipaggio:

44 militari nelle varie Componenti

Essendo stata ideata, progettata e allestita per la tutela del patrimonio ittico e la connessa attività di vigilanza pesca, questa unità navale, del tipo Supply vessel da 60 mt., permette al Corpo di disporre di una piattaforma alturiera adeguata al contrasto delle relative attività illegali.  Costruita dal Cantiere Navale Megaride di Napoli su progetto appositamente studiato dal Comando Generale, è dotata di motorizzazione diesel e diesel-elettrica per operare a bassi regimi(velocità fino a circa 8 nodi) con bassi consumi e ridotto impatto ambientale.Può svolgere attività di Comando e Controllo, Ricerca e Soccorso (SAR),Antinquinamento, Polizia Marittima, Controllo flussi migratori, Operazioni di protezione civile, Rimorchio e addestramento. Essendo specificatamente costruita e allestita per l’attività di vigilanza pesca (VIPE) l’unità dispone fra le sue attrezzature principali anche di nr. 2gru elettroidrauliche da 12 ton., nr. 1 verricello salpa reti tipo Power block,e nr. 3 unità tender. Inoltre è predisposta per l’installazione di ROV, SideScan Sonar . L’unità è inoltre dotata di un sistema di posizionamento dinamico del tipo DP0. Armamento: nr. 2 mitragliatori di tipo MG. Ma da chi prende il nome questa unità navale? 

CENNI STORICI M.A.V.M. Capitano di Porto Bruno GREGORETTI: “Comandante  di Ufficio  Italiano  di Porto  in  territorio di occupazione,  organizzava  e potenziava  al  massimo i  servizi affidatigli.  In condizioni  particolarmente  difficili si  prodigava con  azione costante  ed  efficace per  neutralizzare  e limitare l’attività  dei  guerriglieri lungo  la  costa di  propria giurisdizione.  In mare  ed  in terra,  con  scarsi mezzi  e  pochi uomini, eseguiva  a  questo scopo,  numerose  operazioni effettuando  arditi sbarchi  e  perlustrazioni  notturne e  diurne. Durante  una  di  queste azioni,  mentre  dirigeva il  fuoco  dei marinai imbarcati  con  lui su  un  piccolo natante,  cadeva gloriosamente  colpito  al cuore dal  tiro  avversario, lasciando  di sé  luminoso esempio  di coraggio  ed elevato  spirito  combattivo”. (Croazia, aprile 1942 – febbraio 1943)

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