Palma Aceto – foto di Pietro Zangrillo

Una delle espositrici della mostra allestita all’Area Archeologica Caposele di Formia dal titolo “Reticulatum” è Palma Aceto, che ha voluto commentare quello che è il senso di questa esposizione artistica, nonché anche una installazione che ha visto coinvolti ben sette autori tra le arti figurative più disparate

Una mostra collettiva un po’ insolita ma molto suggestiva in un’area bellissima della città di Formia.

Più che una mostra è da definire un evento espositivo perché è fatto sia da una parte una installazione e un’altra parte, invece, ci sono delle opere esposte a modo di mostra. Il nome di questo evento espositivo è “Reticulatum”, perché riprende il concetto del sistema di costruzione utilizzato dai Romani che consisteva nell’unire questi massi di pietre, così noi abbiamo inteso unire i linguaggi differenti facendoli dialogare tra di loro e facendo in modo che questi, a loro volta, dialogassero con il luogo che li accoglie, che è appunto questo luogo fantastico, quest’area archeologica del Caposele. Questi differenti linguaggi sono opera di sette artisti, che sono Palma Aceto, Fiammetta Atripaldi, Raffaella Cuscello, Renato Marchese, Francesca Pacello, Gabriella Catania e Anna Musico. Ci sono delle opere polimateriche, delle opere modellate in carta, delle opere figurative in pittura, ci sono delle sculture e della ceramica artistica, quindi c’è una varietà di linguaggi che riescono a dare una visione d’insieme che è particolare. E’ stata una sorta di sfida perché in questo luogo non è facile creare una situazione che riesca comunque ad esaltare il luogo stesso, perché questo è un luogo splendido, però putroppo ha bisogno di un minimpo di esaltazione perché è anche vero che avrebbe bisnogno di maggior cura per quanto riguarda la definizione degli spazi, la pulizia, e così via.”

Anche perché, da ciò che si vede nell’esposizione, sembra un giardino incantato in un’area che è già bella di per se.

Si, assolutamente perché, l’ho detto pure altre volte, queste opere sono contenute in questi spazi come in uno scrigno prezioso, che è appunto il luogo. Questo è un luogo dove qualsiasi realtà si percepisce più come si vede ma in una dimensione differente, che è la dimensione del sogno, la dimesione alternativa che va al di là del reale.”

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui