La mostra fotografica “insieme è Meglio” alla Torre di Mola a Formia

Logo
Torre di Mola
Foto
Foto
Foto
Foto
Foto
Foto mostra
Artigianato
Artigianato
Artigianato
Artigianato

Foto

Foto

Foto

Foto

Foto

Foto

Foto

Foto

Foto

Foto

Foto

Foto
Artigianato
Artigianato
Foto
Foto

Artigianato

Foto

Foto

Foto

Foto

Foto

Artigianato

Foto

Foto

Foto

Foto

Foto

Artigianato

Artigianato

Artigianato

Artigianato

Artigianato

Foto

Artigianato

Foto

Foto

Sicuramente è stato un caso ma quando si parla di Africa, si parla esclusivamente perché ci sono dei profughi, degli immigrati che per la maggior parte scappano da miseria e guerre per trovare una nuova vita in Europa, e spesso la porta per andare in Europa è l’Italia, ed ecco che l’ Associazione Guinea Action, associazione che si occupa di lavorare per dare benessere alla Guinea Conakry, una nazione che se non è la più povera del Continente Nero,sicuramente è una delle più povere, ma alla povertà si contrappone il sorriso,quel sorriso che in Africa è sempre presente, e quindi il senso di questa mostra proviene dal titolo “Insieme e Meglio”, perché solo insieme, africani e italiani, possono dare dignità e benessere a questa parte dell’Africa. Ed è una mostra che mette in evidenza la possibilità di aiutare gli altri, un popolo che merita rispetto e attenzione, perché come diceva Nelson Mandela “…. E quando ci liberiamo dalle nostre paure la nostra presenza automaticamente libera gli altri”.  Perché è proprio vero: liberarsi dalle paure significa stare bene, e farlo insieme significa stare bene insieme. La mostra prende spunto dalla vita quotidiana che si svolge in Africa, in quei villaggi sparsi per tutto lo stato della Guinea, per un bambino, come ha scritto Issah della Guinea, mettendo in evidenza la sua storia di piccolo studente, è “io viaggio e pensare… tutto dentro testa, testa fa male! Scuola tutto!… tutto dentro testa può uscire….Issah è come in prigione, prigioniero dentro lui! Scuola ….. sh sh sh sh”.  Ma studiare può, come dice Zacharia del Burkina Faso, rendere un uomo così: ”Io voglio essere un uomo libero.” Ed essere liberi significa anche che si può,come ha scritto Angela del Venezuela, “desideriamo come popolo di poter vivere nel rispetto della dignità umana, della verità,della libertà, della giustizia, nell’impegno per il bene comune.” Il bene comune per tutto il mondo è vivere come fratelli, perché come dice Idrissa Konedella Costa d’Avorio “non andare solo dove il percorso ti porta, meglio andare dove non c’è sentiero e lasciare una traccia.” Lasciare una traccia come ritorna a dire lo stesso Zacharia, cheè fuggito dal suo paese perché da lui non c’è la libertà, come lui ha fatto perché “nel mio paese non c’è libertà,non è possibile essere liberi. In Italia sono diventato più libero quando ho imparato a leggere e a scrivere. Io voglio essere un uomo libero.”  Perché come dice di nuovo Idrissa “uno ha bisogno di fare oggi, non domaniperché il domani non ti appartiene.” Perché Bryan del Gambia dice che peravere una vita migliore oggi, “donaci laconsapevolezza che tutti noi siamo uguali, siamo persone.” E per avere questa consapevolezza, come ha detto l’italiana Ilenia, “poi si siamo conosciuti e “Abu”, “Ibrahim” “Moustafà” sono diventate persone.” Conoscendosi non si ha paura, perché come dice Sollou del Senegal“come possiamo fare? Solo conoscersi meglio, ascoltare e guardarsi negli occhi, Forse così ci sarà meno paura.”  Un percorso che questa mostra allestita fa capire come un uomo dalla pelle e dalla cultura diversa dalla nostra non può far paura, non può essere un mostro, ma è una persona. A corredo di questa mostra fotografica, di ottima qualità negli scatti, c’è stata anche l’esposizione di prodotti artigianali dell’Africa che sono stati disposti lungo le stanze del piano superiore della Torre di Mola per far capire ai visitatori che tutti gli uomini hanno diritto ad essere felici.

Articoli Correlati

- No Comments on this Post -

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *