La morte di Sergio Marchionne

Elkann e Marchionne

Nonostante i tentativi dei medici di Zurigo di riportalo in condizioni di salute accettabili, il manager dal maglione nero, l’italo canadese Sergio Marchionne è morto. Aveva subito a giugno un intervento alla spalla destra, ma le condizioni dell’ex ad di Fca e Ferrari si sono aggravate negli ultimi giorni fino a rendere il suo stato irreversibile. Era ricoverato in Svizzera, a Zurigo. Ha segnato un profondo cambiamento nel mondo Fiat e puntava a riportare la Rossa sul tetto del mondo Un vuoto improvviso e inaspettato. Un cambiamento che chiude un’era passata alla storia. Sergio Marchionne è scomparso all’età di 66 anni, a causa di un problema di salute che si è aggravato dopo un intervento chirurgico alla spalla destra. La notizia dell’aggravamento ha sconvolto il Gp di Germania – e il mondo dello sport – già nel weekend. Ciò ha portato alla convocazione d’urgenza dei consigli di amministrazione di Fca, Ferrari e Cnh Industrial e allo stravolgimento ai vertici della Scuderia di Maranello. John Elkann è il nuovo presidente della Ferrari, mentre Louis Camilleri ricoprirà il ruolo di amministratore delegato. Entrambi sostituiscono Sergio Marchionne, che è stato anche amministratore delegato di FCA e co-presidente del Consiglio per le Relazioni tra Italia e Stati Uniti d’America. L’uomo riconosciuto per il “maglioncino blu”, una scelta che lo distingueva in ogni situazione, è nato a Chieti nel 1952. Emigrato con la famiglia in Canada a soli 14 anni, Sergio Marchionne ha sempre manifestato una certa passione per gli studi, con tre lauree in tasca (in Filosofia, Economia e Giurisprudenza) e un master in Business Administration. Il suo nome cominciò ad avere un peso nell’ambito economico e finanziario internazionale a partire dal 2002, quando venne nominato amministratore delegato della SGS di Ginevra, azienda leader mondiale nei servizi di ispezione, verifica e certificazione, con un gruppo di 55.000 dipendenti in tutto il mondo. Sergio Marchionne nasce a Chieti nel 1952, mentre nel 1966  la famiglia si trasferisce in Canada. Quattordici anni tra Fiat e FCA. Sergio Marchionne divenne amministratore delegato del gruppo Fiat il 1 giugno 2004, dopo aver fatto parte del Consiglio di Amministrazione su designazione di Umberto Agnelli (dal 2003). A lui viene riconosciuto il merito di aver trasformato l’azienda in uno dei più grandi colossi mondiali dell’industria automobilistica. Inventiva, strategia e mosse giuste. Così, l’ex presidente della Ferrari, riuscì a risanare un’azienda fortemente in crisi, portandola poi a raggiungere il vertice più alto della sua storia. Una svolta resa possibile grazie all’alleanza con Chrysler, colpita dalla crisi nel 2009. Negli anni successivi, Marchionne riuscì a rilanciare il colosso americano, completando la fusione tra le due società nel 2014. Nello stesso anno in cui dava vita a FCA, Marchionne sostituì Luca Cordero di Montezemolo alla presidenza della Ferrari (il 13 ottobre 2014). Sergio Marchionne arrivò alla Scuderia di Maranello dopo la deludente annata del 2014 che non vide mai le Rosse tagliare il traguardo per prime. Solamente 2 i podi (Fernando Alonso 3° in Cina e 2° posto in Ungheria). Anche in questo caso, il suo intervento fu rivoluzionario. Sotto la sua presidenza, le Rosse hanno ottenuto 12 vittorie nei GP e dal 2015, la sua prima stagione a capo della scuderia di Maranello, sono 59 i podi totali. E’ stato il settimo presidente della Ferrari, succedendo, dopo anche burrascosi botta e risposta, in occasione del gran premio d’Italia, a Montezemolo. Un’eredità pesante, considerando, i 14 titoli, tra piloti e costruttori, conquistati in 23 anni, dal suo predecessore. Numeri che non lo hanno mai spaventato: del resto, Sergio Marchionne ha sempre amato le sfide più difficili. Adesso il presidente della Ferrari è niente meno che John Elkann.  Nelle ultime ore si è parlato di coma, terapia intensiva, gravi complicazioni e, in ultimo, più genericamente, di malattia tumorale. Ma altre indiscrezioni arrivano da altre fonti. Franzo Grande Stevens, che per molti anni è stato l’avvocato della famiglia Agnelli, in una lettera al Corriere Della Sera definisce Sergio il “miglior amico di una vita”, considerandolo un fratello. Poi ha parlato di “dolore indicibile per la sua malattia”, specificando di aver avuto da Zurigo “la conferma che i suoi polmoni erano stati aggrediti e che era vicino alla fine”. Di quale malattia si parli, nello specifico, non lo dice neppure Stevens. Le sue parole portano a ipotizzare si tratti di un tumore, ma né la Fca, i medici dell’ospedale o la famiglia hanno voluto rompere il muro del silenzio assoluto. “Quando dalla tv di Londra appresi il giovedì sera che egli era stato ricoverato a Zurigo, pensai purtroppo che fosse in pericolo di vita. Perché conoscevo la sua incapacità di sottrarsi al fumo continuo delle sigarette”, fumava tre pacchetti di sigarette al giorno. La compagna di Marchionne, Manuela Battezzato, era riuscita in parte a convincerlo a smettere, un anno fa, ma senza troppa convinzione, al punto da fargli spesso dire con il sorriso: “Saranno la mia morte”. Ha parlato ancora Grande Stevens:  “Quando seppi che era soltanto un ‘intervento alla spalla’, sperai. Invece, come temevo, da Zurigo, ebbi la conferma che i suoi polmoni erano stati aggrediti e capii che era vicino alla fine”. Dall’Italia, una fonte vicina all’entourage di Marchionne, sostiene si tratti proprio di un tumore, alla parte apicale del polmone. Di certezze, ripetiamo, non ce ne sono, ma le “complicazioni dopo l’intervento alla spalla destra”, unica informazione medica ufficiale arrivata da Fiat Chrysler, potrebbero esserne una conferma indiretta, come ha riportato il Corriere:  “Quel tipo di patologia polmonare porta infatti con sé forti dolori proprio alle spalle  ed esperti di oncologia spiegano che intervenire chirurgicamente significa mettere in conto la possibilità (non bassa) di una lesione all’aorta quindi anche al cervello”.

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