Vittorio De Sica

Alla anagrafe a De Sica gli sono stati imposti i nomi di Vittorio, Domenico, Stanislao, Gaetano, Sorano. Nato a Sora, un tempo provincia di Terra di Lavoro, attuale provincia di Frosinone, si considerava di estrazione culturale un napoletano, così come nei desideri di mia madre, e amava dire che “nu cafone ‘e fora può amare Napoli più di un napoletano. “. Amava Napoli e la napoletanità ma la sua meta preferita era Ischia dove soggiornava al “Regina Isabella” di Lacco Ameno e nelle cui stanze ha creato le trame di alcuni suoi capolavori da regista. Spesso si intratteneva, anche per giocare a carte che era la sua grande passione, con Angelo Rizzoli l’umile tipografo milanese diventato il magnate della stampa e del cinema che sbarcando ad Ischia dal suo panfilo “Sereno” con l’inseparabile sigaretta in bocca, trasformò l’isola dei pescatori e dei contadini in una meta ricercata per turisti di alto rango. Ad Ischia Vittorio De Sica fu il formidabile interprete di “Vacanze a Ischia” di Mario Camerini accanto ad Antonio Cifariello, a Paolo Stoppa, a Peppino De Filippo e Maurizio Arena. Aveva iniziato giovanissimo la sua carriera prima ai microfoni dell’EIAR, poi a teatro nella compagnia di Italia Almirante, una celeberrima diva del muto, poi davanti alle macchine da presa nel cinema muto diretto da Mario Almirante, il papà del futuro segretario del MSI Giorgio. Quando arrivò la voce al cinema, fu l’attore preferito da Mario Comencini e l’interprete principale di numerosi film tra cui “Gli uomini, che mascalzoni…” dove lanciò la famosa canzone “Parlami d’amore Mariù”. La filmografia di De Sica attore è vastissima ma tutti lo ricordano come il maresciallo Carotenuto di “Pane Amore e…”, e accanto a Totò quando il maresciallo diventa Vittorio Cotone ne “I due marescialli”. Ma il nome di Vittorio De Sica diventa universalmente noto quando passò dietro la macchina da presa. Insieme a Federico Fellini fu l’unico regista italiano a vincere ben quattro premi oscar per il miglior film straniero: “Sciuscià“, “Ladri di Biciclette“, “Ieri, oggi e domani” e “Il giardino dei Finzi Contini“. Il 13 novembre del 1974, in quella clinica francese nota per i viaggi della speranza, si spense Vittorio De Sica che aveva fatto appena in tempo a vedere l’anteprima nazionale di “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola dove, per pochi minuti, appare Vittorio De Sica attore.

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