LA MORTE DI PIETRO INGRAO: RICORDO DEL SINDACO DI FORMIA SANDRO BARTOLOMEO

Pietro Ingrao
Pietro Ingrao
Ingrao in Calabria
Ingrao in Calabria
Insediamento di Ingrao come presidente della Camera
Insediamento di Ingrao come presidente della Camera
Funerale di Ingrao
Funerale di Ingrao
Pietro Ingrao
Pietro Ingrao
Un momento in Piazza di Montecitorio dei funerali di Pietro Ingrao,
Un momento in Piazza di Montecitorio dei funerali di Pietro Ingrao
Pietro Ingrao durante i lavori dell'Assemblea Arcobaleno alla fiera di Roma nel 2007
Pietro Ingrao durante i lavori dell’Assemblea Arcobaleno alla fiera di Roma nel 2007

Il 27 settembre del 2015 è morta una delle voci critiche dello storico PCI italiano, Pietro Ingrao, che aveva un forte legame con il Sud Pontino, infatti era nato a Lenola il 30 marzo del 1915, ed era stato nel corso della sua giovinezza studente modello del Liceo Classico Vitruvio Pollione di Formia quando aveva sede in quella che oggi viene chiamata Piazza Aldo Moro in corrispondenza con l’attuale edificio delle Poste Centrali del Comune di Formia. Era nipote di Francesco Ingrao, un uomo politico  molto influente nel pensiero e frequentando il liceo formiano (gli studi ginnasiali li aveva compiuti a Santa Maria Capua Vetere)  aveva conosciuto gli insegnanti Pino Albertelli e Gioacchino Gesmundo. I suoi genitori erano originari di Grotte, in provincia di Agrigento. Iscritto al Gruppo Universitario Fascista, in seguito aderì all’antifascismo militante ed esattamente nel 1939. Dopo la Seconda Guerra Mondiale divenne deputato ininterrottamente dal 1950 al 1992, poi durante il suo mandato parlamentare assunse la direzione dell’Unità dal 1947 al 1957. Primo storico presidente comunista della Camera dei Deputati dal 1976 al 1979, critico verso la svolta della Bolognina avviata da Achille Occhetto nel 1991, aderì comunque al Partito Democratico della Sinistra dove coordinò il gruppo dei Democratici Comunisti fino al 1993 quando annunciò l’addio al PDS. Aderì alle posizioni prima di Rifondazione Comunista, poi negli ultimi anni di Sinistra, Ecologia e Libertà in quanto favorevoli ai matrimoni gay.  Sposato con Laura Lombardo Radice, ebbe da lei cinque figli.

E grande il suo cordoglio politico manifestato da vari esponenti. Renzi ha detto che “a tutti noi mancherà la sua passione, la sua sobrietà, il suo sguardo, la sua inquietudine che ne ha fatto uno dei testimoni più scomodi e lucidi del Novecento, della sinistra, del nostro Paese.” Non da meno è stato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha affermato che “ “Ingrao è stato un leader importante nella nostra storia repubblicana. E’ stato presidente della Camera in un passaggio travagliato e difficile della vita del Paese. Non ha avuto paura di esplorare terreni nuovi, nè di esprimere dissenso anche quando questo lo ha esposto a sacrifici sul piano personale. Nel difendere il proprio punto di vista ha tuttavia sempre cercato di assumere una visione nazionale e di tenere vivo il confronto con gli altri. La sua passione ha concluso Mattarella – resterà un patrimonio del Paese e la sua libertà interiore è un esempio per le giovani generazioni”.Anche il presidente emerito e senatore a vita Giorgio Napolitano ha detto di lui questo: “Amicizia indistruttibile e comune alle prove più belle, e alle più drammatiche, vissute insieme per decenni”.E proprio il tributo della camera di cui è stato per tre anni presidente ha fatto si che venisse allestita la camera ardente a Montecitorio, dove nella piazza sottostante al palazzo dell’Istituzione della Camera si è tributato l’ultimo saluto a colui che è sempre stato segno di contraddizione a sinistra, libera e atea mente pensante. Infatti il “Ciao Pietro” di Walter Veltroni è stato ripreso dal un  manifesto creato congiuntamente dal Comune di Formia e il Liceo Vitruvio Pollione dove tanti anni fa aveva studiato. Ma il sindaco Sandro Bartolomeo ha espresso così il suo cordoglio per questo personaggio che è stato una icona nel mondo politico della sinistra: “Un pezzo di ‘900, la storia della sinistra che, pur salda nei principi, ha saputo recitare un ruolo di primo piano nell’opera di modernizzazione del Paese. Un uomo libero, un intellettuale mai schiavo delle sue idee ed un uomo che ha amato Formia come pochi altri. Addio Pietro, non ti dimenticheremo.  “Sin dai tempi della formazione al Liceo Classico ‘Vitruvio Pollione’ Ingrao ha avuto per Formia un sentimento profondo. Un gigante del Novecento italiano che non ha mai spezzato il legame con le sue radici. Formia gli ha dedicato significativi momenti di riconoscenza. Su tutti la cittadinanza onoraria conferitagli il 21 marzo 2014 dal Consiglio Comunale in occasione dei festeggiamenti per i suoi 99 anni”. Per Formia Ingrao ha sempre avuto un pensiero speciale: “fu il primo luogo di una esperienza comune dove mi avvicinai ad una storia più grande, a misurarmi con una coscienza di Nazione, a interrogarmi sul senso della parola Europa; il vero inizio dell’apertura della mia mente sul mondo. Se penso che in questa città era passato ed aveva soggiornato Antonio Gramsci, allora mi viene da pensare agli strani incroci della vita o ai segnali che ci sfiorano e anticipano cose che verranno dopo”.

Il sindaco Sandro Bartolomeo conclude il suo pensiero riguardo Ingrao: “gli inverni dolci, il mare smaltato, la macchia mediterranea. Pietro non ha mai dimenticato Formia e Formia conserverà la sua memoria con la gratitudine e l’affetto che merita un personaggio della sua statura”.

Ma ecco il testo congiunto del manifesto affisso nelle strade di Formia fatto dal preside del Liceo Pollione Pasquale Gionta e il sindaco Sandro Bartolomeo dal titolo CIAO PIETRO:

“Con Pietro Ingrao scompare un figlio dell’ultimo secolo dello scorso millennio, uno dei Padri della nostra Repubblica. Nei suoi 100 anni di vita, con la sua testimonianza esemplare di partigiano prima, di uomo delle Istituzioni e parlamentare sensibile alle esigenze dei più deboli poi, Ingrao ha saputo dare un significato forte, rigoroso e coerente, alle parole libertà, democrazia, uguaglianza e giustizia. E ha incarnato tutta la dignità storica e la nobiltà politica di questi ideali.

In anni decisivi per la sua maturazione umana e intellettuale, Pietro Ingrao ha vissuto a Formia e ha frequentato il Liceo Classico Vitruvio Pollione della nostra città dove ebbe che contribuirono in maniera determinante alla sua formazione culturale e alla sua coscienza democratica e antifascista, instillando in lui i primi germi di una eresia politica.

La sua passione civile trova accenti di una sincerità sconcertante: io sento penosamente la sofferenza altrui, ma la sento perché mi da fastidio, mi fa male. Il mio non è stato un agire per gli altri, ma un agire per me stesso.

Ci sono uomini che portano con sé il decoro del mondo. Pietro Ingrao è uno di essi.”

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