Battisti con Mogol
Battisti con Mogol
L'Ospedale San Paolo dove morì Lucio Battisti
L’Ospedale San Paolo dove morì Lucio Battisti
Lucio Battisti
Lucio Battisti

Lucio Battisti nasce a  Poggio Bustone in provincia di Rieti alle 13,30 del 5 marzo del 1943 nella casa di Via Roma 40 da Alfiero impiegato al dazio e Dea casalinga. La coppia avrà anche una figlia di nome Albarita, mentre in precedenza ebbero anche un figlio che morì nel 1942 sempre di nome Lucio,  acui dettero il nome di questo bambino.

Nel 1950 egli si trasferì a Roma con la famiglia in Piazzale Prenestino 35 e dopo che ebbe preso la licenza media chiese ai genitori in regalo una chitarra. Tra le tante leggende attribuite alla formazione musicale di Battisti, certo si può dire che le sue basi furono autodidatte. L’interesse per la musica fu talmente grande che ebbe uno scontro in famiglia in quanto Lucio si era iscritto all’Istituto Tecnico Industriale Galileo Galilei e mise a repentaglio il suo diploma, ma facendo un patto con il padre egli riuscì a diplomarsi e nello stesso tempo di dedicarsi alla musica. Cominciò la gavetta  a Napoli, ma ben presto per mancanza di soldi egli tornò a casa, ma la sua fortuna cambiò quando prese il posto di chitarrista nel gruppo I Campioni di Roby Matano, allora leader del genere rock nascente italiano. Si trasferì a Milano e facendo lunghe tournée all’estero, in particolare in Germania e Olanda. E fu Roby Matano a spingerlo a scrivere pezzi per poi suonarli con la band, avendo compreso il talento musicale del giovane Battisti. La svolta avvenne nel 1965 quando incontro la contitolare delle edizioni El & Chris Christine Leroux, cacciatrice di talenti per conto della Ricordi, e fu lei a fargli conoscere Giulio Rapetti, in arte Mogol, e da allora si creò un binomio indivisibile che portò ambedue ai successi che furono in successione. Battisti era sempre scettico riguardo alla sua voce, ma Mogol ne intuì la straordinaria espressività e lo convinse a cantare. Canzoni senza tempo come Mi rimani in mente, Balla Linda, ed altre rimasero nelle hit parade per settimane intere. Nel 1969 la consacrazione definitiva con la canzone Un avventura che vinse il Festival di Sanremo di quell’anno, e nello stesso anno esce il suo primo album Lucio Battisti, subito dopo pubblica il singolo Acqua azzurra, acqua chiara.  Con il sodalizio con Mogol fece la fortuna vincendo il Festivalbar del 1970 con la canzone Fiori rosa fiori di pesco. Nel 1971 lascia la Ricordi per approdare alla Numero Uno, mentre le sue canzoni erano il successo del momento. Nel 1972 esce l’album Il mio canto libero, che segna anche la svolta di ritirarsi progressivamente dalle scene. Si sposa con Grazia Letizia Veronese nel 1976 dalla quale avrà l’unico figlio Luca Filippo Carlo Battisti nel 1973, ed era sempre stato geloso della sua privacy e quella della sua famiglia, tanto da cacciare via in malo modo due fotografi che lo volevano ritrarre nella stanza di ospedale.  Sempre anticonformista arriva a rifiutare offerte vantaggiose come quella di Gianni Agnelli che lo voleva in uno spettacolo per sponsorizzare l’uscita di una nuova linea di auto al Teatro Regio di Torino. Suo figlio Luca nel 1975 sfuggì ad un tentativo di rapimento e quindi lui e la moglie si recarono sempre più spesso a Londra proprio per sfuggire a questo tipo di eventi. Nel 1976 accoglie la proposta di lavorare nella RCA, nel 1979 si sciolse il fortunato sodalizio con Mogol che aiuterà Riccardo Cocciante, mentre Battisti con la moglie prima sotto lo pseudonimo di Velezia e Pasquale Panella poi saranno coloro che lo aiuteranno a ricercare un nuovo stile musicale, perché Battisti è sempre stato un innovatore nel campo della musica leggera. Dopo un periodo di riposo dove sperimenta nuove passioni come il windsurf, nel 1982 esce il nuovo album con i testi di Panella E’ già, la prima copertina di colore bianco dei suoi ultimi album che produrrà. Ma la sua salute stava cominciando a peggiorare: era arrivata la dialisi a cui si sottoponeva periodicamente, ma nel 1998 nell’agosto venne ricoverato in una clinica milanese, ma essendo sopraggiunte complicazioni venne spostato nell’Ospedale San Paolo di Milano morendo il 9 settembre del 1998 con l’emissione  da parte dei medici di questo bollettino medico: il paziente, nonostante tutte le cure dei sanitari che lo hanno assistito, è deceduto per  intervenute complicanze in un quadro clinico severo sin dall’esordio.” Alcune voci non confermate dissero che soffriva di un tumore al fegato.

L’epilogo di Battisti ebbe un seguito negli anni successivi: essendo sepolto al Comune di Molteno, la famiglia il 6 settembre esumò la salma per essere cremata e trasferita al cimitero di San Benedetto del Tronto che è la sede della residenza della vedova Battisti, ma il Tribunale d’Appello di Milano ha condannato gli eredi Battisti a versare una somma di 50 mila euro per questo trasferimento.

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