LA MORTE DI GOFFREDO PARISE

Goffredo Parise
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Goffredo Parise
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Goffredo Parise nacque l’8 dicembre del 1929 da padre ignoto, come si diceva in quei tempi, e da Ida Wanda Bertoli. In realtà Goffredo era il frutto di una relazione extraconiugale tra la madre ed un medico che aveva abbandonato Wanda quando aspettava il figlio. Visse nei primi anni nella casa del nonno materno con difficoltà economiche sopravvenute negli anni della Grande Crisi. Quando la madre sposò nel 1937 Osvaldo Parise le condizioni migliorarono, ed infatti il bimbo assunse il cognome del nuovo padre putativo. Il giovano Goffredo nel 947 si iscrisse la liceo e nel 1951 si trasferisce a Venezia insieme alla famiglia dove comincia a pubblicare il suo primo romanzo Il ragazzo morto e le comete. Dopo alcune brevi collaborazioni con l’Alto Adige, si trasferì nel 1953 a Milano e nel 1954 pubblico Il prete bello. Nel 1955 cominciò collaborare per il Corriere della Sera e nel 1957 si era sposato con Maria Costanza Speroni,  nel 1959 pubblicò Amore e fervore. Incominciò anche l’opera di sceneggiatore teatrale, e poi nel 1963 si separò dalla moglie dalla quale separazione, frutto di dolorosa sofferenza interiore, emersero dei capolavori di letteratura scenografica molto apprezzati. Nel 1966 vince il premio Viareggio ed intanto intensificò la sua opera di giornalista, tra vari reportage in Oriente ed in Africa. Scrisse i due volumi del Sillabario che sono considerati il suo capolavoro letterario. Mori a Treviso il 31 agosto del 1986 dopo un periodo lungo di malattia.

 

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