LA MORTE DI GIUSEPPE MEAZZA A RAPALLO

Giuseppe Meazza in azione
Giuseppe Meazza in azione
Giuseppe Meazza in maglia interista
Giuseppe Meazza in maglia interista
Giuseppe Meazza con la maglia della Nazionale
Giuseppe Meazza con la maglia della Nazionale
Tomba di Giuseppe Meazza
Tomba di Giuseppe Meazza

Milanese DOC, nacque il 23 agosto del 1910 e già i primi calci alla palla li diede per strada sui campetti di Greco Milanese e di Porta Romana. Già a 12 anni egli guidò una squadretta di ragazzi come lui alla conquista dei campionati giovanili. Ben presto orfano di padre (morì nella Grande Guerra nel 1917) con solo la madre a badare a lui, tentò il provino nel Milan che lo scartò per via del fisico troppo mingherlino (c’era già Berlusconi a quei tempi?) e quindi si rivolse all’Internazionale che lo prese subito. Già Bernardini aveva notato il talento di quel ragazzo che con il pallone ai piedi era un furetto dandogli il soprannome di Balilla, come i piccoli del Fascio, infatti Conti disse di lui che adesso i giocatori gli andiamo a prendere all’asilo: Adesso andiamo a prendere i giocatori perfino all’asilo! Facciamo giocare anche i balilla!” Di Meazza vanno ricordati i dribbling ubriacanti, la tecnica eccezionale e le punizioni a foglia morta che poi diverranno una specialità della squadra interista negli anni a venire, ricordando Suarez e Corso e Beccalossi e Mazzola. Un giocatore così non poteva non essere notato dal selezionatore della nazionale di allora, Vittorio Pozzo, che con lui vinse due campionati del mondo (1934 in Italia e 1938 in Francia).Ma la partita che lo consacrò fuoriclasse sarà a Budapest quando la Nazionale Italiana dette una severa lezione di gioco all’Ungheria l’11 maggio del 1930 quando Meazza segno tre dei cinque goal che prese la nazionale magiara, una partita che avrà una memoria indelebile. Nella sua carriera in serie a segnò 269 goal, mentre in Nazionale ne fece 33. Da allenatore ebbe un discreto successo, ma più importante era per lui insegnare calcio ai più piccoli diventando responsabile del settore giovanile dell’Inter dove scoprì un  certo Sandro Mazzola, figlio di Valentino che morì nel incidente di Superga. Meazza morì a Rapallo il 21 agosto del 1979 e gli venne intitolato lo stadio di San Siro. Di lui disse Vittorio Pozzo: Averlo in squadra significava partire dal 1-0”.

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