Video Galileo Galilei

Galileo Galilei è nato a Pisa il 15 Febbraio 1564 ed è morto ad Arcetri l’8 gennaio 1642. Si è iscritto allo studio di Pisa nel 1581 per ottenere la laurea in Medicina, ma ha interrotto gli studi per tornare a Firenze dove viveva la sua famiglia. Otto anni dopo la sua iscrizione è diventato lettore di matematica allo Studio pisano. Nel 1592 ha iniziato il lungo periodo come insegnante di matematica a Padova, dove ha scoperto la forma parabolica del moto dei proiettili. Nel 1609 ha perfezionato ed usato il “telescopio”. Nel 1609 l’Università di Padova gli ha riconfermato l’incarico come lettore di matematica, ma nel 1610Galileo è tornato a Firenze come “matematico e filosofo” del Gran Duca di Toscana. Nel 1611 è entrato a far parte dell’Accademia dei Lincei. Nel 1604 aveva tenuto una conferenza sulla comparsa di una “stella nuova“, in cui sosteneva dei punti di vista quanto mai scomodi per la cultura di quegli anni. Il primo consisteva nell’affermare che un problema astronomicoè risolubile solo sulla base di misure, non di considerazioni metafisiche. Il secondo portava a demolire la diffusa opinione secondo cui era fondamentale, anche per uno scienziato, conoscere l’essenza delle stelle. Le opinioni di Galileo erano aspramente criticate. Le sue affermazioni erano in evidente contrasto con l’interpretazione letterale di alcuni passi delle Sacre Scritture e l’autorità religiosa ha iniziato a preoccuparsi. Nel 1616 il Cardinale Roberto Bellarmino ha convocato Galileo nella sua abitazione e, a nome del Papa, gli ha vietato di professare l’opinione che “il Sole sia al centro del Mondo e immobile mentre la Terra si muoveva: non doveva professarla in nessun modo né inserirla o difenderla a voce o con gli scritti, altrimenti contro di lui si sarebbe proceduto nel Sant’Uffizio“. Nel 1632 a Firenze viene pubblicato “Il Dialogo sopra i massimi sistemi del mondo“. L’ostilità verso Galilei, il rancore dei filosofi “in libris”, le gravi difficoltà politiche che assillavano il regime papale, hanno dato il via a grandi polemiche e denunce. Papa Urbano VIII, che è stato accusato da più parti d’essere troppo aperto nella cultura e troppo debole nei confronti dell’eresia, ha scelto Galileo come capro espiatorio. Il “Dialogo” è stato inviato alla congregazione del Sant’Uffizio e l’autore nell’ottobre del 1632 ha ricevuto a Firenze l’ordine di recarsi entro 30 giorni a Roma. Malgrado le precarie condizioni di salute, Galileo si è recato a Roma per il processo, in seguito al quale è stato condannato all’abiura e al carcere, con la proibizione del “Dialogo“. La condanna al carcere è stata commutata dal Papa prima in una vincolata dimora a Trinità dei Monti a Roma, poi a Siena e infine ad Arcetri, nella villa “Il Gioiello”, dal 1631, dove è morto nel 1642, ormai cieco e malato.

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