Florence Nightigale
Florence Nightigale
Florence NIghtigale con la lampada di notte
Florence NIghtigale con la lampada di notte
Tomba di Florence Nightigale
Tomba di Florence Nightigale
Florence Nightigale giovane
Florence Nightigale giovane

Nasce a Firenze (da dove prende il nome) da William Edward Shore  e da Frances “Fanny” Smith la secondogenita Florence il 12 maggio del 1820, ambedue i genitori erano di buona famiglia inglese e per coniugare il viaggio di nozze con il Gran Tour, essi rimasero in Italia per ben due anni quando rientrarono a Londra nel 1821. Le due ragazze Shore, poi Nightigale ( in italiano Usignolo) vissero in distinte case in Inghilterra : Embley nel Hampshire in inverno, attualmente una scuola e Lea Hurst nel derby shire, oggi una casa di riposo. Il padre era un medico impegnato nel ramo dell’epidemiologia, quindi una fonte inesauribile di consigli della futura inventrice della infermieristica moderna, mentre la madre era cattolica.

La prima educazione culturale, come si usava fare nell’epoca in cui vivevano i nobili, erano i genitori ed in questo caso il padre a fornire le basi culturali necessarie all’educazione in particolare di donne che poi dovevano fare un buon matrimonio per perpetuare il casato, la piccola Florence studiò con profitto chimica, geografia, fisica, astronomia, greco, latino, composizione, filosofia, storia, francese, italiano e tedesco, per la matematica invece l’insegnante fu il cugino e primo spasimante della ragazza Henry Nicholson. Mentre si avvicinava il tempo in cui le ragazze della buona società inglese venivano presentate ai loro futuri mariti e questo era anche il caso della Nightigale, prima di conoscere la chiamata di Dio nel febbraio del 19376 come ella stessa definì questa cosa con queste parole “God spoke to me and called me to His service”. Ma non aveva ancora compreso che cosa doveva fare. All’età di 21 anni rifiuto dopo sette anni di fidanzamento il matrimonio con il futuro Barone Houghton, Richard Mockton Milnes. Quindi fece un viaggio in Europa con la coppia amica Charles e Selina Bracebridge, visitando Italia, Egitto e Grecia.Intanto stava facendo la visita negli ospedali e voleva coronare il suo sogno: fare l’infermiera che a quei tempi era una professione che non si addiceva a ragazze della buona società e che era considerata alla stegua di vivandiere o peggio prostitute a seguito dell’esercito. Florence conobbe in seguito a due viaggi in Germania Padre Theodore Fliedner e l’opera da lui compiuta nel suo ospedale di Kaiserswerth. La seconda volta che vi ritornò fece un corso di tre mesi per ottenere il sospirato diploma da infermiera (oggi il corso di laurea in Scienze Infermieristiche dura tre anni). La madre ovviamente non era d’accordo, mentre il padre si era arreso all’evidenza contribuendo al suo mantenimento con una dote annua di 500 sterline, ma essa comunque cominciò a lavorare una volta tornata a Londra conoscendo già dal 1847 il politico Sidney Hebert con quale mantenne influenti rapporti, e nel 1853 diventò soprintendente della Establishment for Gentlewoman during Illness, che si occupava dell’assistenza di donne malate e bisognose prive di mezzi economici.

Nell’ottobre del 1853 scoppiò la guerra di Crimea ed ella sentì per la seconda volta la chiamata di dio, e questa volta capì che cosa doveva fare: servire i malati. La Guerra in Crimea a detta dei corrispondenti di guerra creava molti disagi ai militari presenti in quelle terre, infatti scrive il Russel “ I più comuni accessori di un ospedale qui mancano. Qui non si bada alla decenza e alla pulizia; il fetore è opprimente; l’aria fetida ostacolava l’atmosfera purificatrice che non riesce a filtrare attraverso i crepacci dei muri e dei tetti e, da tutto quello che io qui vedo, posso affermare che tutta questa povera gente muore senza che nessuno faccia niente per salvarla. Sono i malati che assistono i malati e i morenti che assistono i morenti.” Per cui Hebert, allora Ministro della Guerra Inglese,conoscendo l’opera della Nightigale pensò di inviarla in Turchia per occuparsi dei malati ed ella accettò immediatamente, partendo con un gruppo di 37 infermiere volontari (c’erano alcune suore di Santa Luisa de Marillac) ed arrivò nell’ospedale di Scutari, ed arrivate li si resero conto della situazione e quindi riorganizzò l’ospedale non solo a livello infermieristico e igienico, ma anche per quanto riguarda l’accoglienza da fare ai malati. Una poesia di Henry W. Longfellow era il simbolo emblematico della situazione: “ I feriti sul campo di battaglia,  nei tristi ospedali del dolore,  i bui corridoi senza vita,  i pavimenti di fredda pietra.  Guarda ! in quella casa della sofferenza vedo una signora con la lampada  mentre passa nella luce incerta  veloce da una baracca all’altra.” Si, nel Regno dell’Inferno, come veniva chiamato l’Ospedale di Scutari, la Signora con al lampada passava la notte a vedere come stavano i suoi Pazienti, e riuscì anche ad organizzare aiutandoli un a corrispondenza con la famiglia con lettere e pacchi, il risultato fu la salvezza del 50% in più dei militari feriti, e gli alti gradi dell’esercito capirono l’importanza di questa infermiera di estrazione borghese femminista ante litteram che rifiutò il matrimonio per dedicarsi al servizio dei malati. Rientrò in patria a guerra finita, ma si portò anche una forma invalidante di brucellosi, lei che comunque e nonostante le energie profuse per il lavoro da infermiera, era fin da bambina di salute cagionevole, non si tirò indietro di fronte a nulla. Venne chiamata a corte dalla regina Vittoria e dal suo consorte Alberto per conoscere l’andamento dei fatti. Intanto era sorta una fondazione che portava il suo nome, e con questa fondazione cominciò a fondare la prima scuola di infermiere chiamata Nightigale Training School, la prima in tutto il mondo. Fu anche l’inventrice dei grafici a torta per dimostrare l’incidenza delle malattie nei vari casi. Nel 1859 dette alle stampe un libro di 139 pagine chiamato Notes of Nursing, un libro ancora attuale nonostante siano passati 155 anni dalla sua pubblicazione: “Osservando le malattie, sia nelle abitazioni private sia negli ospedali pubblici, ciò che colpisce con maggior forza è il fatto che i sintomi dolorosi che di solito si considerano inevitabili e propri di quel male, molto spesso non ne sono affatto i sintomi ma sono dovuti ad altro: alla mancanza di aria fresca, o di luce, o di tepore, o di tranquillità, o di pulizia, o di regolarità e attenzione nella dieta alimentare…..” Si, tutto quello che ha scritto Florence è ancora vero, è la base delle scienze infermieristiche, dove allora come adesso le donne che affrontano il duro lavoro di infermiere negli ospedali si attengono a queste norme basilari. Nel 1861 ricevette una richiesta di aiuto dagli Stati dell’Unione per la Guerra civile che aveva cominciato a insanguinare gli Sati Uniti, e attraverso l’opera di consulenza a Dorothea Dix, la Florence degli Stati Uniti. Perché nel 1861 essa non poteva più camminare a causa della malattia che aveva contratto qualche anno prima e quindi dal 1865 che si era trasferita a Mayfair, nel west End londinese, continuò a pubblicare libri arrivando a comporne circa 200. Nel 1872 lo svizzero Henry Dunant il fondatore della Croce Rossa disse che il suo lavoro era stato influenzato dall’opera di Florence, Nel 1883 la Regina Vittoria le conferì la Croce Rossa Reale in riconoscimento del lavoro svolto e nel 1890 Thomas Alva Edison registrò la sua voce in un cilindro che poi venne restaurata nel 1939. Nel 1907 ebbe ancora un riconoscimento al merito, ma ormai si era completamente ritirata dalle scene, e nel 1910 ella morì a 90 anni, rifiutando per espressa volontà di essere tumulata nell’Abbazia di Westminster ma invece nella tomba di famiglia, ma ebbe comunque i funerali di stato. La sua lapide recita così: “Florence Nightigale. Nata 1820. Morta 1910. Ha vissuto novant’anni e tre mesi.” Ma le sue parole risuonano ancora attraverso i suoi scritti: Ogni donna, o quasi ogni donna, nel corso della propria vita, prima o poi deve farsi carico della salute di qualcuno. Ogni donna è un’infermiera”

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