LA MORTE DI CESARE PAVESE IL 27 AGOSTO DEL 1950

Cesare Pavese
Cesare Pavese
Cesare Pavese
Cesare Pavese
Targa ricordo di Cesare Pavese
Targa ricordo di Cesare Pavese

Nasce a Santo Stefano Bembo in provincia di Cuneo nelle Langhe il 9 settembre del 1908 Cesare Pavese, secondogenito di Eugenio, cancelliere del Palazzo di Giustizia di Torino e Fiorentina Consolina Mesturini, figlia di abbienti commercianti del posto. Nonostante l’agiatezza, già tre figli della coppia erano morti prematuramente, ma il colpo di grazia lo si ebbe nel 1914 quando il padre morì per un tumore al cervello, questo fatto tragico sconvolse il piccolo Cesare per sempre. La madre, nel 1916, non potendo più reggere alle spese della azienda agricola di famiglia, la vendette e con il ricavato comprarono una villetta nelle vicinanze di Torino. Studiò alle medie tra i Gesuiti, il liceo lo svolse al Cavour. Nel 1924 sconvolto dalla morte suicida di un suo compagno di studi, Elico Baraldi, ebbe la tentazione di togliersi la vita anche lui cosi come scrive in un verso ad un suo amico: Sono andato una sera di dicembre  per una stradicciuola di campagna tutta deserta, col tumulto in cuore.  Avevo dietro me una rivoltella. Per lui il suicidio era una vocazione, forse dettata dalla tragicità di cui era testimone diretto. Infatti per lui la vocazione al suicidio era un gesto d’eroismo, una affermazione della dignità dell’uomo davanti al destino. Dirige la rivista la Cultura tra il 1934 ed il 1936, poi comincia a pubblicare il suo promo libro Lavorare stanca che è una raccolta poetica ed il suo primo romanzo Paesi tuoi. Scoppia la guerra ed già in passato condannato per attività antifascista al confino per un anno, riesce comunque a scrivere  sotto l’egida di Einaudi. Dopo il 1945 egli venne inviato a Roma da Einaudi per occuparsi della sede romana, e qui conobbe la donna che lo portò al suicidio: Costance Downing. Egli con altre donne era rimasto scottato in amore, ma questa donna gli rubò l’illusione dell’amore, e poi riparte per l’America. Pavese si sconvolse a tal punto da decidere di uccidersi e scrisse nel suo diario: Tutto fa schifo… Non scriverò più.” Il compagnoLa casa in collinaLa bella estateLa luna e i falò, sono autentici capolavori della letteratura italiana contemporanea. Importante poi era stata l’opera di traduzione di alcuni capolavori della letteratura straniera, quali Moby Dick di Melville e Dedalus di James Joyce

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