LA MORTE DELL’ARCHITETTO NAZISTA ALBERT SPEER

Albert Speer
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Albert Speer, architetto tedesco, nacque a Mannheim il 19 marzo del 1905, ebbe un ruolo importante nel nascente ordine nazista di Hitler in quanto dal 1934, morto l’architetto Troost, venne chiamato a sostituirlo. D’altra parte lo stesso architetto era stato stregato dallo stesso dittatore tedesco in un suo discorso e fu amore politico a prima vista: si iscrisse al Partito Nazionalsocialista e divenne un collaboratore del partito, quando con la morte di Troost, egli mise in scena nel raduno di Norimberga una scenografia straordinaria che ebbe il personale riconoscimento di Hitler, che lo assunse nel suo staff, da allora divenne per tutti l’architetto del diavolo. Secondo lui Norimberga doveva essere una sede di palazzi ufficiali del nazismo che però non vennero mai realizzati anche perché Hitler era affaccendato in tutt’altre faccende (la preparazione della guerra). Secondo la sua teoria architettonica, la Germania doveva costruire degli edifici che dovettero essere ricordati in eterno, come le rovine della Grecia antica e di Roma : era la teoria delle rovine. Realizzò il secondo palazzo della cancelleria hitleriana a Berlino, distrutto dall’Armata Rossa nel 1945. Hitler ebbe una grande ammirazione per questo architetto geniale, ma la guerra portò via tutti i sentimenti, infatti dopo la morte di Fritz Todt divenne ministro degli armamenti e della produzione bellica. Lui, che non aveva alcuna esperienza in materia, lavorò con grande impegno utilizzando una gran parte di manodopera gratuita (si direbbe sfruttamento oggi) dei prigionieri di guerra e degli ebrei abili al lavoro. Tanto che un giornalista inglese nel 1944 sull’Observer scrisse di lui:

“Albert Speer non è il solito nazista appariscente e ottuso… è molto più del semplice uomo che raggiunge il potere, simboleggia invece un tipo d’uomo che sta assumendo sempre più importanza in tutti i Paesi belligeranti: il tecnico puro, l’abile organizzatore, il giovane brillante uomo senza bagaglio e senza altro scopo che seguire la propria strada, senza altri mezzi che le proprie capacità tecniche e manageriali. Degli Hitler e degli Himmler ce ne sbarazzeremo, ma con gli Speer dovremo fare i conti ancora a lungo…”

Dopo la guerra e fatto prigioniero nella Norimberga dove riscosse numerosi successi da architetto del regime, durante il famoso processo ai gerarchi nazisti si assunse la responsabilità di quello che aveva fatto, collaborando per avere uno sconto di pena, infatti fu uno dei pochi gerarchi a salvarsi dalla condanna a morte, e condannato a venti anni di carcere da scontare a Spandau. Uscito il 1°è ottobre del 1966, e rinunciato ad esercitare la sua professione di architetto, scrisse due libri che riscossero molto successo: Memorie del Terzo Reich e Diari segreti di Spandau, dove emergevano anche le sue responsabilità sull’organizzazione del progetto dell’eliminazione totale degli ebrei, la cosiddetta soluzione finale.

Condusse una vita ritirata fino alla morte avvenuta a Londra il 1° settembre del 1981 dove era andato per partecipare ad una trasmissione radiofonica della BBC.

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