Manolete
Manolete
Busto di Manolete a Linares
Busto di Manolete a Linares

All’anagrafe Manuel Laureano Rodriguez Sanchez nasce a Cordova il 4 luglio del 1917, da giovane già mostrava quel talento innato nella pratica dello sport nazionale iberico, ossia il torear nelle arene con i tori esordendo nella scuola per toreri a 13 anni a Montilla nella sua città natale. E nel 1939 divenne torero con la tradizionale cerimonia dove un torero autorizza ad essere il matador de toro, divenendo ben presto eccelso nell’arte della suerte de matar, assumendo il mitico soprannome di Manolete. Dal 1940 in poi è stata tutta una escalation di successi, sia in Spagna ma soprattutto nelle nazioni del Sud America dove le sue esibizioni lo consacrarono il più grande torero di tutti i tempi.

Ma nel 1947 la sua carriera fini: il 28 agosto del 1947 mentre combatteva contro il toro Islero venne incornato da questo toro. La versione di quel tempo diceva che la ferita che aveva riportato era mortale, ma già da qualche tempo non si sentiva più lui, infatti stava per nascere un altro nastro nascente delle corride, ossia Dominguin. Ma la verità si saprà solamente 50 anni più tardi, grazie alla testimonianza del figlio del  medico che curò Manolete dopo l’incornata del toro: Fernando Garrido, il medico che lo curò e che venne inseguito accusato di imperizia, in realtà curò la ferita secondo le buone pratiche mediche, ma intanto venne chiamato da Madrid il suo medico personale Luiz Gimenez Guinea, che portò con se un a scorta di plasma che poi all’analisi risultò tossico, infatti secondo questa testimonianza del figlio di Garrido si capì subito tutto, questo plasma proveniva da una ditta che lo produceva e che qualche giorno prima esplose provocando l’intossicazione delle scorte esistenti, infatti “fu questione di pochi secondi: appena il plasma entrò nel sangue di Manolete si resero conto che il torero sarebbe morto e così fu, dopo aver pronunciato un’ultima frase: “Don Luis, non vedo piu’ niente”. Questa è la vera storia della morte di Manolete.

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