LA MORTE DEL PRIMO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA ENRICO DE NICOLA

Firma della Costituzione
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Enrico De Nicola
Enrico De Nicola

Enrico De Nicola nasce a Napoli il 9 novembre del 1877, da Angelo De Nicola e Concetta Capranica, aveva studiato al liceo classico Antonio Genovesi, laureandosi a Napoli in giurisprudenza nel 1896. Nel 1907 ebbe la sua prima esperienza politica nel Consiglio Comunale di Napoli, nel 1090 venne eletto per la prima volta deputato nel Regno d’Italia nel collegio di Afragola. Venne riconfermato finché all’indomani del 1922, quando Mussolini prese il potere con il partito fascista si ritrova garante del patto di pacificazione tra socialisti e fascisti, che non andò a buon fine. Nel 1920 venne eletto presidente della Camera dei deputati fino al 1924 sebbene pur eletto nel listone nazionale con la famosa legge truffa, non volendo prestare giuramento al Partito Fascista, decadde automaticamente. Nel 1929 venne nominato senatore del regno, ma tranne qualche commissione non partecipò mai ai lavori assembleari. Si tenne in disparte fino alla caduta del fascismo del 1943 quando considerato giurista e politico autorevole della politica pre- fascista, mediò il passaggio dei poteri tra gli Alleati e la Corona, e fu lui a suggerire l’invenzione della Luogotenenza del regno in modo da rendere più accettabile la sconfitta ed il passaggio dei poteri monarchi9ch da Vittorio Emanuele III e il figlio Umberto II. Fu eletto Capo Provvisorio dello Stato nel 1946 dall’Assemblea Costituente, frutto di un lungo lavoro di mediazione tra i parlamentari, per rendere meno traumatico il passaggio di consegne politiche tra la monarchia e la Repubblica, lui convinto monarchico che dovette andare dal Re Umberto per consegnargli i risultati del referendum.  I criteri di elezione erano quattro, sostanzialmente. Doveva essere – siccome il risultato del referendum era stato dodici milioni di voti alla Repubblica e dieci ai Monarchici, quindi, sostanzialmente una differenza abbastanza esigua – doveva essere un monarchico per rassicurare la parte monarchica del paese. Quindi, poiché il Nord aveva votato prevalentemente Repubblica e il Sud prevalentemente Monarchia, doveva anche essere un meridionale, seconda condizione. Terza condizione doveva essere una personalità di tale rigore morale da rassicurare la parte repubblicana del paese che aveva vinto. Infine doveva essere un uomo gradito ai tre grandi partiti di massa. Se uno di questi poneva un ‘no’, un veto all’elezione di un nome, questo nome non doveva essere gradito. Il ballottaggio fu intorno ai nomi di Benedetto Croce e Vittorio Emanuele Orlando e siccome c’erano da una parte e dall’altra qualche volta delle resistenze, spuntò il nome di De Nicola. Chi parlava di Croce, chi parlava di Vittorio Emanuele Orlando… “poi ci sarebbe anche De Nicola”… “ma De Nicola non accetterà”, e si andava avanti così. Poi si ripetevano i criteri, poi si ricominciava a dire i nomi e poi si diceva “ma ci sarebbe anche De Nicola”… “ma De Nicola non accetterà”. Alla fine di fronte alle difficoltà si chiese all’avvocato Porzio di Napoli di andare a parlare con De Nicola che accettò. “Venne eletto con 396 voti su 501 e assunse la carica il 1° luglio del 1946. Una delle più scottanti questioni fu la condanna a morte gli autori della strage di Villarbasse, in quanto questi stragisti, avendo chiesto la grazia presidenziale, egli la rifiutò considerata l’efferatezza del delitto. Gli autori della strage furono condannati a morte e fu l’ultima sentenza di questo tipo in Italia. Il 25 giugno del 1947 si dimise da capo provvisorio dello Stato ma venne rieletto il giorno dopo con 405 voti su 431 votanti. Dopo l’entrata in vigore della Costituzione, in base alla prima norma transitoria della Carta, egli Assunse il potere di Primo Presidente della repubblica fino alle elezioni del nuovo Parlamento, cosa che avvenne nell’aprile del 1948 quando la DC prese la maggioranza assoluta del paese. Nel 1948, dopo l’elezione di Luigi Einaudi come presidente della repubblica, divenne senatore a vita fino al 1955 quando divenne giudice costituzionale su proposta del Presidente Gronchi. Egli rimase in carica fino al 1957 poi riprese le funzioni di senatore. Il 1° ottobre morì nella sua casa di Torre del greco a 81 anno ed il suo corpo riposa nel cimitero di Poggioreale a Napoli.

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