Filippo Mondelli

A soli 27 anni un potenziale canottiere se ne andato per sempre. Si tratta di Filippo Mondelli, canottiere delle Fiammme Gialle di casa a Sabaudia per la preparazione delle gare per un tumore alla gamba. Lo sportivo era molto legato a Sabaudia e al III Nucleo Atleti Fiamme Gialle, che piangono il ragazzo e il campione, come tutto il mondo del canottaggio e dello sport in generale. Messaggi dal presidente FIC Giuseppe Abbagnale, il presidente del Coni Giovanni Malagò, il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega allo sport, Valentina Vezzali. Campione europeo e del mondo nel quattro di coppia nel 2018 (con Luca Rambaldi, Andrea Panizza e Giacomo Gentili) e bronzo nel doppio nel 2017,  numerosi titoli iridati ed europei anche a livello giovanile, Filippo Mondelli ha scoperto il male mentre si stava allenando per le Olimpiadi di Tokio. Due settimane fa era stato eletto in quota atleti nel Consiglio Nazionale del Coni con 54 voti, il più votato tra tutti i candidati. Toccante la nota diramata dall’Ufficio Stampa delle Fiamme Gialle:

“Se ne è andato Filippo! Un campione, un guerriero, un ragazzo d’oro.

Pippo è stato uno che si è fatto da solo, che ha lottato per tutti gli straordinari traguardi che ha raggiunto sia nel canottaggio, lo sport che lo ha reso grande agli occhi del modo, sia nella vita dove per tutti è sempre stato il “gigante buono”, la persona più leale e vera che si potesse incontrare.

L’8 maggio 2018, dopo i successi dell’anno precedente, è riuscito a coronare il suo sogno entrando a far parte delle Fiamme Gialle. Lo stesso anno, il 15 settembre a Plovdiv, si avverava il sogno di una vita: la medaglia d’oro in quattro di coppia Senior e il titolo di Campione del Mondo. Si vola in avanti e il 2019 gli consente di staccare il pass per i Giochi di Tokyo, conquistando il bronzo mondiale sempre in quattro di coppia.

Inizia la preparazione per le Olimpiadi giapponesi e Pippo è tra i più forti. Giorno dopo giorno si dedica completamente al canottaggio e al suo sogno olimpico. Poi ad un tratto arriva quel maledetto 13 gennaio 2020: il “Pippo nazionale”, deve fermarsi per un problema che lo terrà lontano dai campi gara per un po’.

Campione, guerriero e ragazzo d’oro. Anche nella malattia le sue qualità emergono tanto da far sperare più volte che presto sarebbe tornato in barca con i suoi compagni.

Oggi, dopo un anno, tre mesi e sedici giorni dalla scoperta della grave malattia, Pippo non ce l’ha fatta!

Zio Filip, così lo chiamavano gli amici, ha lasciato un segno che resterà per sempre indelebile nei cuori di tutti quelli che gli hanno voluto bene e lo ricorderanno come il gigante buono capace di essere campione, un guerriero e un ragazzo d’oro.

I dirigenti, i tecnici e gli atleti delle Fiamme Gialle si stringono in un affettuoso abbraccio alla sua famiglia ed esprimono le più sentite condoglianze.

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