La modella inglese si salvò facendo innamorare il suo rapitore

La modella Ayling

Un episodio che comunque ha suscitato delle polemiche, una ragazza che ha rischiato di essere venduta nel mercato del sesso, ma si è salvata in questo modo: “Ho fatto di tutto per far innamorare il mio rapitore”. Quindi ha usato la potente arte della seduzione Chloe Ayling, la modella inglese rinchiusa in una valigia e tenuta prigioniera per giorni con la minaccia di essere venduta come schiava sessuale nel deep web ha raccontato per la prima volta alla BBC di come è riuscita a far perdere la testa al suo aguzzino, Lukasz Pawel Herba, e a riacquistare così la sua libertà. Per raggiungere il suo scopo la ventenne ha rivelato di aver condiviso il letto con il suo rapitore, il quale secondo il suo racconto non l’ha mai sfiorata. Secondo le indagini della Squadra Mobile di Milano, coordinate da Storari, allora in forza alla Dda milanese, la modella venne tenuta segregata tra l’11 e il 17 luglio 2017, prima in un appartamento del capoluogo lombardo e poi in una baita isolata a Lemie, in provincia di Torino. Dopo essere stata tenuta prigioniera per sei giorni, la ragazza venne infine liberata da Lucasz, definito dagli inquirenti un “mitomane avventuriero” che è già stato condannato in primo grado a 16 anni e 9 mesi di carcere. L’11 luglio 2017 Chloe Ayling fu drogata con ketamina, spogliata, ammanettata, chiusa in una valigia e trasportata nel bagagliaio di un’auto per 193 chilometri, rischiando di morire, fino a una baita isolata in Piemonte, a Lemie, nel Torinese. Qui i suoi rapitori la tennero per due giorni legata a una cassettiera. Secondo il racconto della modella il polacco le disse che l’avrebbe messa in vendita sul “dark web” come schiava del sesso, a meno che non pagasse un riscatto di 300 mila euro. Poi però l’uomo cominciò a corteggiarla, le chiese un bacio e le offrì di condividere il letto matrimoniale con lui. E, come ha raccontato la modella inglese, a quel punto ha intravisto una possibilità di ritrovare la libertà e riabbracciare il figlio che all’epoca dei fatti aveva 2 anni. “Ho pensato che questa potesse essere la mia chance per scappare”. Il giorno in cui ha deciso di rilasciarla, l’ha accompagnata al consolato britannico di Milano, ma mentre aspettavano che la struttura aprisse, i due sono stati visti ridere e scherzare in un bar. Nell’intervista alla Bbc, la 21enne ha chiarito anche per quale ragione un testimone, sentito anche nel processo, li vide ridere e scherzare assieme in un bar. “Perché avrei dovuto avere un atteggiamento distante con l’uomo che stava cominciando a provare dei sentimenti per me, ed era proprio quello che mi serviva per essere liberata?”. A molti, tuttavia, è sembrato sospetto un rapporto così intimo tra vittima e aguzzino e In tanti, soprattutto sui social, non hanno creduto alla sua versione anche sé è stata accreditata dagli inquirenti e dai giudici italiani: “Non ha senso che le persone credano di più a quello che raccontano i media che al Tribunale. Mi hanno dato della bugiarda e ho dovuto chiudere il mio account di Instagram per tutto l’odio che mi hanno riversato, soprattutto le donne”, ha rivelato la modella. Ma è importante comunque che lei è sana e salva dallo scampato pericolo di essere una schiava sessuale.

 

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