Caschi

La manifestazione è stata chiamata: “Persone, non numeri”: l’iniziativa annunciata da Cgil Cisl e Uil di Latina, congiuntamente a tutte le articolazioni del sindacato confederale in Italia, e prevista per giovedì 20 maggio quando anche i luoghi di lavoro saranno teatro di assemblee di approfondimento sul tema degli infortuni sul lavoro: “Una giornata di riflessione e impegno per fermare la strage di donne e uomini nei luoghi di lavoro. E poi una settimana di mobilitazione per chiedere accordi innovativi al Governo e alle imprese perché il tema della salute e sicurezza sul lavoro è ormai una vera e propria emergenza nazionale”. Hanno spiegato Giovanni Gioia, Roberto Cecere e Luigi Garullo, rispettivamente segretari di Cgil Cisl e Uil di Latina “Leggendo i dati dell’Inail vediamo che le denunce di infortunio sul lavoro da gennaio a marzo 2021 sono state 128.671, in diminuzione di oltre duemila casi rispetto a quelle del primo trimestre del 2020. Un numero che solo a prima vista sembra rassicurante, ma che in realtà nasconde insidie. Prima di tutto hanno inciso le chiusure, le limitazioni e le zone rosse, istituite per frenare la corsa del virus. E poi, scendendo nel dettaglio, scopriamo che il numero delle denunce con esito mortale sono state 185, ben 19 in più rispetto alle 166 dello stesso trimestre del 2020. Se analizziamo poi solo la nostra regione scopriamo che in questi tre mesi diciannove tra donne e uomini sono usciti di casa e a casa non sono più rientrati, nel trimestre dello scorso anno erano stati sette gli infortuni mortali. Una fotografia allarmante  che smuove le coscienze e che ci spinge con convinzione all’iniziativa di giovedì prossimo, quando delegati, quadri e rappresentanti sindacali della sicurezza sul lavoro dei sindacati confederali prenderanno parte alla mobilitazione nei luoghi di lavoro. Serve una strategia innovativa – continuano i segretari di Cgil, Cisl e Uil – la nostra piattaforma è chiara: la formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro deve essere un diritto universale. E’ per questo bisogna partire dalla scuola, inserendo nei programmi scolastici, almeno nelle scuole superiori, la materia di salute e  sicurezza sul lavoro, perché rispettare le norme non è questione burocratica ma rispetto della vita. Bisogna poi aumentare le ispezioni, integrare le banche dati.  E’ necessario poi investire su ricerca e sicurezza, rafforzare la rappresentanza sindacale responsabile della sicurezza. Non va dimenticato il ruolo centrale della contrattazione come misura di prevenzione. E infine bisogna ragionare su una sorta di patente a punti, che qualifichi le aziende in base al rispetto e alla piena applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro. Il prossimo 27 maggio dalle ore 11.00 saremo presenti al presidio a Roma presso la sede della giunta regionale del Lazio, anche per sollecitare l’approvazione della legge regionale su salute e sicurezza e una maggiore dotazione di risorse umane ed economiche dei servizi ispettivi di competenza regionale. Inoltre il 25 maggio dalle ore 10.00 alle ore 11.00 stiamo organizzando un presidio sotto la Prefettura di Latina per sensibilizzare tutti sull’emergenza delle morti sul lavoro”. 

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