mamma-e-bambino-500x250Il tema dei figli e dei genitori è sempre un tema caldo. In questo periodo lo è non tanto per le difficoltà comunicative reciproche, quanto per il discutere (in maniera piuttosto strumentale e mai realmente edificante) su cosa significhi essere genitore e, quindi, chi può esserlo. Stiamo subendo un bombardamento mediatico (degno della miglior strategia di guerra) atto a farci passare per lecito (a conferma che, naturalmente, non lo è) che i genitori di un bambino possano essere due uomini o due donne e, peggio, che essi possano essere due estranei, cioè che nessuno dei due sia il genitore naturale. È il fenomeno degli uteri in affitto. Il quotidiano La Stampa riporta un’interessante ricerca scientifica sviluppata negli Stati Uniti in cui si è voluto studiare un aspetto del problema dei bambini nati prematuri (cioè tra la ventiduesima e la trentasettesima settimana). Questi registrano dei problemi e si è tentato di velocizzare il loro processo di maturazione cerebrale. Come? Esponendoli “all’ascolto della voce e del battito cardiaco della propria madre. Ciò è stato possibile installando all’interno delle piccole incubatrici degli altoparlanti con la registrazione dei suoni. La “cura” è durata per tre ore al giorno in aggiunta al contatto “reale” con la mamma.” Il risultato? “Dalle analisi è emerso che i bambini sottoposti al test, a differenza di quelli trattati con le cure standard, presentavano un maggior sviluppo della corteccia cerebrale uditiva.” Come la mettiamo con i sostenitori del ‘genitore 1’ e ‘genitore 2’ e tutto il corredo di dottrine sul gender?

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