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Un recente studio di ricercatori e biologi dell’Università di Montreal in Canada, dimostra che non c’è un limite massimo per la durata della nostra vita, i centenari sono la classe demografica che negli ultimi 30 anni è cresciuta di più, in Italia sono oltre 17 mila persone in maggioranza donne, nel 2050 si calcola che saranno 200 mila. Il segreto della longevità è scritto nei nostri geni e più precisamente nei mitocondri dove si produce l’ATP che è la fonte di energia del nostro organismo. I geni possono essere accesi o spenti in riposta a stimoli che provengono dall’ambiente, si attivano quando si mangia ricavando dal pasto l’ energia occorrente da usare subito, ma una parte delle calorie viene immagazzinata nel grasso dove l’organismo costruisce una riserva per i periodi di scarsità di cibo e per difendersi dal freddo. Si deve considerare però, che dopo un pasto specie se abbondante, il metabolismo energetico delle cellule genera anche delle scorie tossiche denominati radicali liberi, che sono gas di scarico dei processi di combustione e danneggiano le cellule che determinano l’invecchiamento. I radicali liberi danneggiano i mitocondri che vivono poche settimane e li sostituiscono con mitocondri nuovi, ma se si inceppano i meccanismi, i mitocondri difettosi possono rimanere più a lungo nelle cellule, favorendo l’invecchiamento. Se i radicali liberi sono troppi come succede quando eccediamo nei pasti, l’organismo non ce la fa più a contrastarli e subisce uno stress ossidativo, i geni favoriscono il processo di invecchiamento e fanno morire le cellule intossicate in modo che ne nascono di nuove. Tra le varie località dove vivono ultracentenari, in Sardegna c’è un posto che da qualche tempo è balzato alle cronache per la longevità dei suoi abitanti, l’Ogliastra nella Sardegna centro-orientale. Tra i borghi di Arzana, Villegrande, Straisaili, Perdasdefogu, Talana, Baunei, Urzulei, Ulassai vivono otto centenari che hanno in comune lo stesso stile di vita: sveglia all’alba, una dieta semivegetariana a base di cereali integrali, frutta e verdura, legumi, formaggi di capra, (che pare essere l’unico animale in natura che non si ammala di cancro) olio extravergine di oliva e un bicchiere di vino al giorno. Tra le attività che svolgono quotidianamente c’è quella di coltivare l’orto e l’ovile e questa quotidiana abitudine di coltivare la terra e allevare gli animali risulta essere un toccasana fisico e mentale, poi quando sopraggiungono gli acciacchi, i centenari ricorrono a infusi di erbe selvatiche come la malva, il lentisco, il finocchio selvatico, l’elicriso, il rosmarino, la menta. Le recenti ricerche hanno dimostrato che nella dieta mediterranea ricca di cereali integrali, verdura, frutta, pesce azzurro e olio extravergine d’oliva arricchita di latte e latticini leggeri, con la presenza di vitamina D, si costituiscono sostanze pro infiammatorie di origine vegetale che stimolano l’organismo e lo predispongono a vivere bene dopo i 65 anni.
Rino R. Sortino

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