La Lega a Latina denuncia l’incompatibilità di D’Achille e Leggio: la replica alle accuse

Comune di Latina

C’è stata una botta e risposta tra opposizione e maggioranza in consiglio comunale a Latina per il caso sollevato dal consigliere della Lega Massimiliano Carnevale, relativo al progetto Upper, che vede tra i partner scelti dal Comune per il bando da 4 milioni di euro anche la cooperativa che ha come socio un consigliere comunale di Lbc, Fabio D’Achille. Il caso è stato denunciato il 26 settembre, durante un question time e lo stesso consigliere Carnevale insieme agli altri esponenti della Lega fa il punto anche sull’incompatibilità dell’assessore Cristina Leggio che, come amministratore comunale, nel consiglio di amministrazione della società Tecla, destinataria di contributi per circa 108mila euro. Ha spiegato Carnevale: “Riteniamo che sia quanto meno inopportuno se non moralmente e politicamente inaccettabile  che un’amministrazione, che non perde occasione di vantarsi del comune come una casa di vetro caratterizzata dalla trasparenza e legalità, faccia insorgere il minimo sospetto su quegli stessi principi. Torniamo dunque a chiedere se sia stato opportuno attribuire la partnership del progetto europeo da quasi 4 milioni di euro alla cooperativa di cui è socio un consigliere comunale di maggioranza, presidente di una delle più importanti commissioni comunali”.  Prontamente è arrivata la replica di Lbc e dei diretti interessati, come ha dichiarato l’assessore Cristina Leggio:  “C’è molta confusione, tanta imprecisione e chissà cos’altro nella ricostruzione del consigliere Carnevale rispetto alla costruzione del partenariato all’interno del progetto Upper.  Per il bene della città credo che debba essere ripristinata la verità. Puntualizzo qui per lui e per tutti che Tecla, destinataria di fondi europei e di cui sono consigliera d’amministrazione, è un’associazione di enti pubblici nata per migliorare la conoscenza delle politiche comunitarie all’interno delle istituzioni locali e per favorire le loro capacità e potenzialità di accesso ai finanziamenti europei. Io sono parte dei Cda di Labsus e Tecla per rappresentare il Comune di Latina e quindi gli interessi della città. Un incarico che, non sarebbe neanche il caso di precisarlo, non prevede alcun compenso. Il progetto Upper è un prodotto della città ed è una grande opportunità”.  Ha aggiunto il consigliere Fabio D’Achille: “Massimiliano Carnevale inventa mie presunte incompatibilità, dando improbabili lezioni di moralità e di legalità. Una macchina del fango approssimativa e becera, che non si preoccupa di gettare ombre su un progetto importante di rigenerazione urbana per la città, che per la prima volta trova una sua dimensione europea insieme a sole altre 6 città italiane. È l’ennesima dimostrazione che la classe dirigente della Lega non ha mai, neanche sotto le innumerevoli altre vesti che ha ricoperto, ripeto mai avuto a cuore gli interessi della città. Affronta una sua crisi di valori, di contenuti e di ruoli attaccando chi le cose si dà da fare per farle e farle nel modo più specchiato possibile”.  Lbc e il segretarioFrancesco Giriesprimono solidarietà e fiducia ai due esponenti dell’amministrazione: “La Lega è palesemente in difficoltà. Non ha elementi, temi da proporre alla città e tenta di gettare fango sull’operazione più qualificata che Latina ha fatto in Europa negli ultimi 30 anni. Mi auguro che non sia questa la modalità con cui l’onorevole Adinolfi ha intenzione di rappresentare il nostro territorio in Europa”. Ha commentato l’assessore alla CulturaSilvio Di Francia: “Per molti motivi sono solidale con Fabio D’Achille e Cristina Leggio. Ne bastano però tre: conosco Fabio D’Achille da più di un anno e so che è onesto e, semmai, fin troppo generoso; da tempo osservo una lotta politica a colpi di basse insinuazioni che si basa soprattutto sulla cultura del sospetto e della malevolenza; il terzo è che una giovane amministratrice ha conseguito un risultato straordinario per la città (di cui sono anche un po’ invidioso) consistente nel finanziamento europeo. Buttarla in “caciara” per non doverlo riconoscere è in linea, si dice, con lo spirito del tempo, ma è anche autolesionista per chi vorrebbe, legittimamente, governare la città in futuro”.

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