LaicitàLa laicità. La laicità dello Stato, dicono, è una grande conquista. La laicità dello Stato, dicono, è un grande atto di progresso e civiltà. Ecco allora via i crocifissi dalle scuole, via le benedizioni, via la religione di stato, via le feste religiose. Via tutto. O forse no. Non proprio, almeno. Come segnala la rivista Tempi: “Dal prossimo anno scolastico, gli istituti di New York resteranno chiusi in occasione di due festività islamiche: la fine del Ramadan (Eid al-Fitr), che l’anno prossimo però cadrà in estate (5 luglio), e la festa del Sacrificio (Eid al-Adha) del 24 settembre. La decisione è stata annunciata mercoledì dal sindaco Bill de Blasio: si tratta di «un cambiamento che rispetta la diversità della nostra città. È solo una questione di uguaglianza»”. L’uguaglianza, appunto. Ma si dà il caso che l’uguaglianza è solo per alcuni e per altri no. Infatti: “secondo il nuovo calendario scolastico distrettuale, il 24 settembre la scuola sarà chiusa per la festa dei musulmani Eid al-Adha; il 25 e 26 settembre per la festa ebraica Rosh HaShanà; a dicembre, però, la scuola non chiuderà per una ricorrenza cristiana, il Natale. Il 24 dicembre, infatti, comincia ufficialmente la «sospensione invernale». Anche le vacanze di Pasqua non esistono più, è rimasta solo la «sospensione di primavera»”. Le feste cristiane, in nome della laicità e del rispetto altrui, vengono snaturate o censurate. Le feste islamiche e ebraiche, in nome della stessa laicità e del rispetto altrui, vengono conservate, difese, tutelate e rispettate. L’ipocrisia occidentale è nota, così come nota la sua sottomissione culturale. Chissà se qualcuno se ne renderà conto.

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