Mario Taglialatela

Quando le forze dell’ordine mandano un comunicato dove viene commesso un reato, non viene mai riportato il nome, ma nei piccoli centri come quello di Formia, si scopre presto l’identitià del colpevole. Sembra che per questo reato di abuso edilizio, sia arrivata la voce di una “gola profonda” che proviene dal perimentro del palazzo comunale. Perchè? E’ stata deferità in stato di libertà una 73enne perché sul terrazzo della propria residenza abitativa, in difformità alla Segnalazione Certificata di Inizio Attività ( l’acronimo è SCIA), stava realizzando una tettoia in legno. Ora, secondo le mappe d’impianto presenti al Comune di Formia, l’area che va da Vindicio fino a Piazza della Vittoria, c’è un vincolo d’ordine paesaggistico e ambientale che l’Ufficio tecnico del comune potrebbe risolvere attraverso una attenta analisi della documentazione che il proponente dell’attività edificatoria presenta per realizzare una ristrutturazione o un ampliamento in conformità alle norme urbanistiche in vigore. Ma questo non è accaduto, e quindi la signora Taglialatela si è trovata i militari dell’Arma in casa e ha subito l’onta della denuncia a causa della costruzione in legno in una parte dell’appartamento a lei intestato. Ora le voci si sono rincorse in quanto la signora Taglialatela è la proprietaria dell’appartamento dove vive anche il marito, il dottor Mario Taglialatela, già segretario comunale dell’ente dove è tornato da poco tempo per svolgere le funzioni di capo gabinetto amministrativo dello staff del sindaco Paola Villa. Lui si è difeso, pur non essendo indagato, con queste parole: “Non lo potrei essere perchè l’abitazione in cui vivo è di proprietà di mia moglie”. Ma a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina: che qualcuno al Comune non ha mai gradito la sua ingombrante presenza. Il fatto è che la signora, assistita legalmente dall’avvocato Luca Scipione, si dovrà difendere nelle sedi giudiziarie appropriate. D’altra parte in questa zona di Formia i carabinieri non effettuavano interventi del genere da diversi anni, e tutto sembra essere contro di lui e sua moglie. Ma una cosa che è stata definita disgrazia, può diventare grazia, in quanto adesso la persona interessata può richiedere tutte le conformità in materia ambientale facendo domanda agli enti pubblici superiori per la sistemazione di questo tipo di intervento conservativo nonché rimovibile – si tratta sempre di una tettoia in legno e quindi facilmente smontabile – e quindi ci si chiede in che consiste il reato. Ma forse la questione è dovuta al fatto che il settore dell’Urbanistica, nonché dei Lavori Pubblci attualmente soffrono di una “vacatio acefala” dal punto di vista politico, e la lettera presentata dai professionisti del settore nei giorni scorsi non ha fatto altro che acuire la sofferenza che l’ediliza formiana, ai vari livelli, sta soffrendo per l’incapacità di poter proseguire la sua attività in conformità alla legge. Qualcuno che ha letto la questione con altri occhi “maligni”, si sta chiedendo che la tanto sbandierata legalità amministrativa che Paola Villa sta cercando di portare avanti, pur con mille trappole arrivanti da destra e da manca, sia arrivata al punto di non ritorno e quindi questa supposta violazione delle norme urbanistiche non sia il pretesto per chiedere definitivamente la sua testa. Solo il tempo definirà la questione.

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