La giornata della Memoria al Grassi di Latina con il prefetto Faloni

Foto di gruppo
Foto di gruppo
Prefetto Faloni
Prefetto Faloni
Momento cerimonia
Momento cerimonia
Pubblico presente al Grassi
Pubblico presente al Grassi

Dopo l’evento culturale che si è svolto al Ponchielli presso il plesso scolastico Volta, ancora un giorno per commemorare e ricordare quello che non deve essere più ripetuto, ossia il Giorno della Memoria. Nella mattinata di ieri  si è svolta, presso l’Auditorium del Liceo Scientifico G.B. Grassi di Latina, la Cerimonia di consegna, da parte del Prefetto, Pierluigi Faloni, delle Medaglie d’Onore ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra ed ai familiari dei deceduti, concesse con Decreto del Presidente della Repubblica a sette cittadini pontini: il sig. Antonio Volpe,  che ha ricevuto la Medaglia il 27 gennaio, nel corso della tradizionale manifestazione al Quirinale e  che è stato  presente, con la propria diretta testimonianza degli avvenimenti; i signori Carlo Casertano, Pietro Vaudo e Armando Andrea Zona da Gaeta; il signor Giuseppe Maser da Pontinia; il signor Aldemiro Casoni da Aprilia ed il sig. Innocenzo Pennacchia da Sonnino, per i quali hanno ritirato il riconoscimento i familiari.
La consegna delle Medaglie è avvenuta nell’ambito di una manifestazione   promossa da questa Prefettura per il Giorno della Memoria e realizzata con la collaborazione dell’Ambito Territoriale di Latina dell’Ufficio Scolastico Regionale, del Liceo Scientifico G.B.Grass inonché  dei partners privati che hanno concorso all’iniziativa mettendo a disposizione le proprie professionalità.

La manifestazione ha visto la partecipazione degli studenti del Liceo, delle Autorità militari e civili della provincia e di rappresentanze dell’associazionismo, oltre ai familiari degli insigniti.

Nel suo discorso commemorativo, il Prefetto ha sottolineato come la cultura, di cui la Scuola è il luogo privilegiato,  misuri il grado di civiltà di una collettività, ne sia  fattore di coesione e di crescita, e come soltanto attraverso di essa sia possibile sconfiggere la sterilità dell’ignoranza, dell’intolleranza, della discriminazione. In tal senso ha invitato i ragazzi a far tesoro delle lezioni di vita trasmesse dai testimoni diretti e indiretti di momenti di vita da non dimenticare.

Particolarmente significativo il momento dedicato agli insigniti, con le  interviste  degli studenti sulle esperienze vissute e sulle conseguenze che la deportazione e l’internamento hanno avuto per ognuno, così come la lettura, da parte dello scrittore pontino Claudio Volpe, di un suo racconto che narra in prima persona i tormenti di coscienza di un ex nazista pentito.

I diversi momenti della manifestazione sono stati  accompagnati dall’esecuzione di brani musicali da parte del soprano MING JI KANG e del cantante pontino ELIA.

La manifestazione è stata trasmessa in modalità streaming alle scuole della provincia, al fine di consentire la partecipazione del maggior numero di studenti.

Ai ragazzi è stato rivolto dal Prefetto l’invito ad inviare alla casella di p.e. dedicata: giornodellamemoria.pref_latina@interno.it le proprie impressioni e riflessioni sugli avvenimenti ricordati e sulle testimonianze ascoltate, al fine di costruire insieme le celebrazioni previste per il prossimo 27 gennaio 2017, con l’intento di proseguire nel percorso di apertura della Prefettura al territorio e di rendere sempre più fattivo e visibile il rapporto di collaborazione e interazione tra le istituzioni e la cittadinanza.

Ma ecco il discorso che il prefetto Faloni ha pronunciato per ricordare l’evento del Giorno della Memoria:

“Care ragazze, cari ragazzi, Gentili docenti, Signore e Signori, Autorità tutte,

grazie per essere intervenuti a questa Cerimonia nel corso della quale saranno consegnate le medaglie d’onore concesse dal Signor Presidente della Repubblica a coloro che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte nei campi di sterminio nazisti.

Oggi sono con noi :

ANTONIO VOLPE,  al quale va il nostro particolare saluto , affetto e riconoscimento;

nonché i familiari di CARLO CASERTANO, ALDEMIRO CASONI,GIUSEPPE MASER, INNOCENZO PENNACCHIA, PIETRO VAUDO, ARMANDO ANDREA ZONA

cittadini italiani che hanno subito e visto atroci sofferenze, atti fuori da ogni possibile immaginazione che solo attraverso il ricordo possono ma, soprattutto, devono rimanere  vivi nella nostra memoria perché ciò non accada più.

A tutti loro, per quello che hanno subito,  e ai loro familiari  va la nostra solidarietà e riconoscenza ed il nostro commosso e caloroso applauso.

Ho voluto fermamente che questa ricorrenza potesse svolgersi in un luogo dove i giovani tutti i giorni si confrontano per il sapere e con il sapere.

Convinto che la scuola rappresenta il mezzo attraverso il quale quel sapere diventa parte integrante della nostra vita e conseguentemente della nostra cultura.

La cultura, quindi,  come  grado di civiltà di una collettività, come fattore di coesione e di crescita, come regola dei nostri comportamenti.

Cultura per sconfiggere la sterilità dell’ignoranza, dell’intolleranza, della discriminazione e per far crescere, invece, il desiderio di conoscenza ed essere protagonisti del cambiamento per migliorare le nostre condizioni di vita.

Cultura, quindi, della parità per fare della nostra società un luogo dove ognuno, anche nella diversità,possa esprimere il suo pensiero ed il suo credo in piena libertà.

Cultura e libertà. Un binomio inscindibile, dove, reciprocamente, l’una è il presupposto dell’altra.

Libertà per la quale i nostri eroi, che oggi onoriamo, hanno dato la vita.

Cultura che i nostri eroi ci offrono come lezione di vita per il rispetto altrui, la solidarietà umana e la vicinanza.

E credo che non sia un mistero per voi studenti conoscere il valore di una lezione, non tanto per quello che in un’ora od in un intero  corso si possa insegnare ma soprattutto per  chi insegna e come lo insegna.

Alle volte un professore con una semplice lezione può cambiare la nostra vita, il nostro modo di approcciare i problemi, stimolare a leggerci dentro sempre più nel profondo delle nostre idee nascoste, sopite o addirittura trattenute volontariamente per troppo tempo a freno.

E allora credo, e lo spero vivamente così come del resto è già accaduto a me, che voi possiate far tesoro delle lezioni di vita che oggi ascolteremo in questa aula.

Lezioni che saranno impartite da professori speciali, testimoni diretti o indiretti di momenti di vita da non dimenticare.

Professori per un giorno, maestri per la vita, che spero possano lasciare in noi un segno, aprire un varco nel nostro cuore, accendere la fiamma per la  verità, la giustizia,la legalità ovvero per il rispetto delle regole.

Professori e maestri che oggi ci daranno una lezione di vita vissuta , vista con gli occhi di chi è stato vittima dell’indifferenza , dell’odio, dell’aberrazione umana. Che hanno lottato per la libertà e la vita, che ci chiedono di essere donne e uomini di cultura.

Insomma mi auguro che oggi sia un giorno per avere memoria, approfondire, conoscere, sapere, meditare, comprendere ma anche per apprezzare, amare,   e rispettare la bellezze e la felicità della vita che in ogni caso va sempre vissuta.

Grazie per la vostra attenzione.”

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