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La Giordania è un paese che ha molto da offrire a chi decide di visitarla, oltre ad una affascinante natura con il suo immenso deserto arabo, fra le sue montagne sgorgano come meraviglie nascoste, fiumi, torrenti, cascate. Tra i suoi luoghi di grande interesse turistico, annovera una varietà di monumenti di grande patrimonio storico ed archeologico, inoltre la sua storia, che risale alle origini della nostra civiltà, ha attraversato la convivenza di popoli diversi. Dal 1946 la capitale è Amman una città moderna con quasi tre milioni di abitanti, posizionata a 1000 metri d’altezza sul livello del mare, che si trova al centro di un altopiano fertile. La collina dove si erge “la cittadella di Amman”, è stata un importante centro in epoca greco romana e islamica, le tracce della presenza dell’uomo in questi luoghi risalgono addirittura all’epoca del bronzo: “il tempio di Ercole” costruito nel periodo di massima espansione dell’impero romano, è un’opera che domina il sito archeologico. Percorrendo alcuni Km, ci si imbatte in un ambiente unico al mondo, il posto più basso della terra, il mar Morto, posizionato a 400 metri sotto il livello del mare, dove si accumulano ingenti incrostazioni di sale. In questo mare, dove la concentrazione di sale è nove volte quella del Mediterraneo, si può galleggiare e perfino leggere un giornale comodamente seduti sull’acqua, inoltre a seguito dell’aria ricca di ossigeno e le importanti proprietà curative contenute nei minerali del fango nero, gente di tutto il mondo accorre in questo luogo per godersi una vacanza di riposo e salute. A causa dell’evaporazione e delle alte temperature, il livello delle sue acque si è abbassato gradualmente, pertanto, si può affermare con certezza, nonostante il gioco di parole, che il mar morto stia effettivamente morendo, dal momento che parte delle sue acque provenienti dal suo unico affluente, il fiume giordano, vengono utilizzate dai paesi circostanti, per l’irrigazione. Dopo migliaia di anni, la sabbia del deserto ha saputo restituire, perfettamente conservata, la perla della Giordania romana: Jerash, (Gerasa in latino), cosi i suoi templi, ninfei, teatri sono potuti riapparire nella loro magnificenza. Questo importante sito archeologico, può essere considerato nei nostri giorni, come uno dei meglio conservati nel mondo, nel tempo del suo massimo splendore, l’antica città era abitata da popolazioni locali, legate a ovest con l’impero di Roma, oggi nell’ippodromo di Jerash, si riproducono spettacoli teatrali e delle imponenti esercitazioni militari romane, inoltre combattimenti tra gladiatori e corse con le bighe. Nel cuore del deserto giordano durante la sua primitiva epoca storica, i viaggi carichi di incenso, spezie e oro duravano mesi, e in quest’area si era stabilita per meglio governarla, una popolazione araba,” i Nabatei “, che da questo punto controllavano il traffico carovaniero tra l’Arabia e il Mediterraneo riscuotendo pedaggi. I Nabatei fondarono Petra, attorno all’800 a.C., una suggestiva città interamente scavata nella roccia che emerge dai fianchi delle montagne, con pareti che si innalzano verticali fino a cento metri di altezza, oggi per la sua originalità e bellezza è considerata una delle sette meraviglie al mondo e patrimonio dell’umanità dell’Unesco. Nonostante si presentano punti il cui passaggio è largo pochi metri, dopo circa un Km di corridoio in penombra, si resta accecati dalla luce rosa della facciata relativa al monumento funebre denominato “il tesoro”. Il nome deriva dalla credenza beduina che all’interno dell’urna fosse nascosto il ricco tesoro di un faraone, in realtà pare che questo monumento sia stato creato come tomba di un re dei Nabatei. Nel lungo percorso, sui lati, sono facilmente riconoscibili i canali scavati nella roccia, che permettevano la raccolta dell’acqua piovana, inoltre, nel passato, un raffinato sistema idrico garantiva acqua per innaffiare i giardini. Petra era considerata “l’oasi nel deserto”, inoltre, le alte pareti di roccia intorno, la città, sono state l’ideale per la protezione dalla pioggia e dal vento, di delicati dettagli.Dopo la sua prima ed importante storia, venne completamente dimenticata e “la città perduta” venne poi scoperta con uno stratagemma nel 1812 dal viaggiatore e arabista svizzero Jean Louis Burckhardt, che convertitosi all’islam, si fece portare dai beduini sul sito di Petra (proibito agli stranieri) con la scusa di immolare una capra sulla vicina tomba di Aronne. Proseguendo nella visita di Petra, il percorso dimostra di non essere agevole, ottocento gradini conducono alla sommità della montagna, ma i più pigri possono utilizzare il dorso d’asino. I Nabatei seppellivano i loro re in alto, in posizioni di prestigio, di conseguenza le tombe reali si trovano posizionate anch’esse in punti elevati, poi come massima espressione, in cima, si erge il monastero, che è il monumento più grande di Petra, con i suoi 50 mt.- A poca distanza da questo importante sito archeologico, si può far visita alla “piccola Petra”, dove nonostante l’atmosfera decisamente più raccolta rispetto al sito precedente, è un altro angolo di Giordania da non perdere, e per la suggestione del luogo è ormai meta di importanti avvenimenti culturali e sociali. A Sud la Giordania si affaccia sul mar Rosso con Accaba, un tempo un piccolo porto di pescatori, oggi invece, una nuova meta del turismo balneare, grazie alla temperatura che non scende mai sotto i venti gradi, si possono fare immersioni in ogni stagione. La Giordania è una terra sacra per ebrei, musulmani e cristiani, il Monte Nebo ne è testimone in quanto evocato nei testi sacri, da qui racconta la Bibbia, Mosè vide la terra promessa. All’interno della chiesa costruita nel 1930, si trovano le rovine del primo edificio costruito nel quarto secolo, tradizione vuole che questo sia il luogo dov’è stato sepolto lo stesso Mosè. La Giordania considerata la Terra santa, è sempre stata una terra contesa, per questa ragione esistono differenti castelli del tempo delle crociate, tra questi è da menzionare, quello di Karack. Arroccato su una montagna alta mille metri, Karack eretto nel 1136, fu teatro di scontri fra crociati e musulmani guidati dal signore del regno di oltre Giordania Rinaldo di Chatillon e dal condottiero arabo e sultano d’Egitto, conosciuto come il feroce Saladino. Ma è il deserto di Wadi Rhum che si trova all’estremo sud del regno di Giordania, la gemma di questo viaggio: le sue catene rocciose alte centinaia di metri, si snodano lungo il percorso di un antico fiume, (la parola uadi significa proprio in arabo letto di un torrente). Percorrendo le escursioni con le jeep, si possono osservare su alcune montagne, suggestive incisioni rupestri, risalenti fino al quarto millennio avanti Cristo. Le variazioni di colore dal giallo al rosso, conferisce un aspetto irreale a questo altipiano conosciuto come la “valle della luna”, il cui paesaggio è stato spesso paragonato a quello di Marte. Il nome di Wadi Rhum è legato ad un personaggio storico leggendario: Lawrence d’Arabia, l’agente segreto al servizio di Sua Maestà, che contribuì nel 1917 alla disfatta dell’impero ottomano nel medio Oriente.
Rino R. Sortino

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