Scuola

Dopo la Gilda nazionale, anche la Gilda Insegnanti di Latina prende posizione sull’eventualità di allungare il termine delle lezioni a fine giugno.ò Ha spiegato la posizione del sindacato Patrizia Giovannini, coordinatrice provinciale della Gilda: “L’ potesi di prolungare o modificare il calendario scolastico dimostra ancora una volta la mancanza di considerazione dei reali bisogni della scuola, soprattutto di studenti e docenti. Le priorità e le necessità sono ben altre. Tra le più urgenti, la situazione dell’edilizia scolastica, la cattiva organizzazione degli spazi, l’assenza di strumenti adeguati a svolgere l’attività didattica, lacune che l’emergenza sanitaria ha reso ancora più evidenti. Penso anche a un sistema di ventilazione e condizionamento delle classi e degli ambienti di studio che consenta lezioni in sicurezza in sicurezza igienico-sanitaria. L’insufficienza degli organici  è un problema annoso mai risolto; per le classi pollaio di cui tanto si parla non è stata pensata alcuna soluzione, eppure sarebbe bastato dimezzare tutte le classi la scorsa estate e investire con nuove e immediate assunzioni dei tanti precari storici che affollano le graduatorie e hanno l’esperienza di anni di lavoro sul campo. Sicuramente non era questo il momento per bandire nuovi concorsi e modificare le graduatorie. L’organico Covid predisposto a fronte dell’emergenza non è sufficiente a favorire la continuità didattica, tantomeno a contenere i contagi nelle scuole. Si insiste col non voler ascoltare i principali attori che vivono e fanno la scuola in classe, e parlo soprattutto di insegnanti e studenti. Per quanto riguarda poi la didattica in classe, si lavora all’addiaccio con finestre spalancate per garantire il ricambio d’aria e con mascherine non sempre adeguate e spesso indossate oltre sei ore al giorno. Considerate già solo queste condizioni: come si può pretendere che i ragazzi arrivino al successo scolastico? La dispersione scolastica, problema serio da decenni, è cresciuta e di certo non si risolverà allungando il tempo scuola. Tutti, docenti e alunni, hanno bisogno poi di idonei spazi temporali per programmare e consolidare l’apprendimento e le attività, cosa che il doppio turno con orario pomeridiano non permette di fare”. Intanto continuano le riunioni regionali per cercare di trovare soluzioni percorribili: “Si parla di prolungamento dell’anno scolastico come se con la Dad non si fosse svolta alcuna attività didattica. Non è mai stato riconosciuto l’impegno profuso dai docenti nella didattica a distanza: anche i meno “attrezzati” hanno raccolto la sfida del digitale nell’immediato e hanno saputo sperimentare e sviluppare percorsi nuovi, con le proprie forze, senza sostegni economici nè morali”.

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