il sindaco di Formia Sandro Bartolomeo
il sindaco di Formia Sandro Bartolomeo
L'assessore Claudio Marciano
L’assessore Claudio Marciano

 

In questi ultimi mesi, a Formia, c’è stato un gran parlare di una società che dal 1° maggio del 2015 dovrà cominciare a gestire in toto la raccolta dei rifiuti solidi urbani, in modo da evitare errori del passato per poter gestire in tutta tranquillità economica questo settore di primaria importanza, in quanto già nel consiglio comunale del 4 aprile del 2014 il Consiglio Comunale di Formia ha avvertito l’esigenza, poi deliberata con la n. 24, di provvedere in proprio o meglio anglicizzato in house providing la gestione della raccolta dei rifiuti attraverso un servizio di tipo internazionalizzato come Rifiuti Zero, infatti la delibera ha dato l’indirizzo alla costituzione dei una società che si occupi attraverso la redazione di un piano industriale e della costituzione sotto forma di società di capitale. Infatti quando si è portato in Consiglio Comunale questo argomento, la discussione è stata abbastanza accesa e qui parlano i verbali di questa assise, ma comunque con una assenza di finalità lucrative e perseguimento del pareggio di bilancio, facendo un piano industriale che è costato 40000 euro redatto dallo studio di ingegneria per l’ambiente e il territorio Girardi di Capannoni (Lu).

Questo passaggio dell’aprile del 2014 si doveva concretizzare  poi nella date del 20 giugno ha prodotto altre due delibere consiliari, la 50 e 51, con le quali si costituiva la nuova società municipalizzata Formia Rifiuti Zero con capitale sociale di euro 10.000 che doveva poi prendere il posto della società Latina Ambiente che aveva avuto una proroga di un anno del servizio in affidamento in quanto in seguito al subentro della nuova assise amministrativa del comune del sindaco Bartolomeo, la nuova maggioranza già da allora aveva manifestato l’ intenzione della  “volontà di ripubblicizzare il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, nonché orientarne la gestione verso la strategia “Rifiuti Zero”; che, pertanto ha scelto come forma di gestione quella della costituzione di una società pubblica in applicazione della Legge n. 221/2012, cui affidare “in house” la gestione dei servizi di igiene urbana; che la gestione pubblica del servizio di igiene urbana è preferibile per il contesto economico e sociale del Comune di Formia, rispetto ad altri modelli privatistici o misti”. Questo perché, oltre alla economicità del servizio e della convenienza sociale per l’instaurazione di una maggiore sensibilità al riciclaggio dei rifiuti, anche per impedire delle infiltrazioni pericolose della malavita organizzata che con questo settore in passato ha avuto altri profitti con costi contenutissimi. Ma è bene che si possa riportare la relazione dell’assessore Marciano fatta il 30 giugno 2014 con deliberazione n. 242 preceduto dall’articolo 34 del decreto legge n. 79 del 18 ottobre 2012, il quale recita che:

 

Misure urgenti per le attivita’ produttive, le infrastrutture e i trasporti, i servizi pubblici locali, la valorizzazione dei beni culturali ed i comuni

  1. Al comma 14 dell’articolo 11 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, e successive modificazioni, come modificato dall’articolo 38, comma 4, della legge 23 luglio 2009, n. 99, e dal comma 1 dell’articolo 3-bis del decreto-legge 8 luglio 2010, n. 105, convertito con la legge 13 agosto 2010, n. 129, le parole: «entro il 31 dicembre 2012» sono sostituite dalle seguenti: «entro il 31 dicembre 2013». La scadenza del servizio per la sicurezza del sistema elettrico nazionale nelle isole maggiori di cui all’articolo 1 del decreto-legge 25 gennaio 2010, n. 3, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 marzo 2010, n. 41, e’ prorogata al 31 dicembre 2015. L’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas provvede ad aggiornare le condizioni del servizio per il nuovo triennio, secondo le procedure, i principi e criteri di cui all’articolo 1 del citato decreto-legge n. 3 del 2010.
  2. All’articolo 3, comma 19-bis, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, sono apportate le seguenti modificazioni:
  3. a) al primo periodo, dopo le parole: «dal Ministero della difesa per i suoi specifici compiti istituzionali» sono inserite le seguenti: «e di quelle destinate alle finalita’ del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti – Magistrato alle Acque di Venezia»;
  4. b) al quarto periodo, dopo le parole: «d’intesa con il Ministero della difesa» sono inserite le seguenti: «e con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti».
  5. Al fine di garantire il rispetto, da parte di tutti gli operatori del sistema dell’aviazione civile, degli standard di sicurezza stabiliti dalla normativa internazionale e comunitaria, in attesa dell’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione per l’assunzione di ispettori di volo, dalla data di entrata in vigore del presente decreto l’Ente nazionale per l’aviazione civile e’ autorizzato ad

assumere, in via transitoria, venti piloti professionisti con contratto a termine annuale rinnovabile di anno in anno sino ad un massimo di tre anni.

  1. L’Ente nazionale per l’aviazione civile provvede a determinare il contingente dei posti da destinare alle singole categorie di impiego ed i requisiti minimi di cui i piloti da assumere devono essere in possesso.
  2. Ai piloti assunti secondo quanto previsto dai commi 3 e 4 e’ corrisposta la remunerazione prevista per tale tipologia di personale in base al CCNL per il personale non dirigente dello stesso Ente.
  3. Alla copertura dell’onere derivante dall’attuazione dei commi da 3 a 5, pari a 1 milione di euro per l’anno 2012 ed a 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014, l’ENAC provvede con risorse proprie. Alla compensazione dei conseguenti effetti finanziari in termini di indebitamento netto pari a 500.000 euro per l’anno 2012, a 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2013 e 2014, si provvede mediante corrispondente utilizzo del Fondo di cui all’articolo 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189.
  4. All’articolo 11, comma 5, secondo periodo, del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 febbraio 2012, n. 14, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, nonche’ delle altre strutture dell’ANAS che svolgono le funzioni di cui all’articolo 36, comma 2, lettere b), c), d), e) ed f), del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,».
  5. Per far fronte ai pagamenti per lavori e forniture gia’ eseguiti, ANAS S.p.A. puo’ utilizzare, in via transitoria e di anticipazione, le disponibilita’ finanziarie giacenti sul conto di tesoreria n. 23617 intestato alla stessa Societa’ (ex Fondo centrale di garanzia), ai sensi dell’articolo 1, comma 1025, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, nel limite di 400 milioni di euro, con l’obbligo di corrispondente reintegro entro il 2012 mediante utilizzo delle risorse che verranno erogate ad ANAS dallo Stato a fronte di crediti gia’ maturati.
  6. Nelle more del completamento dell’iter delle procedure contabili relative alle spese di investimento sostenute da ANAS S.p.A., nell’ambito dei contratti di programma per gli anni 2007, 2008 e 2009, il Ministero dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a corrispondere alla stessa Societa’ le somme all’uopo conservate nel conto dei residui, per l’anno 2012, del pertinente capitolo del bilancio di previsione dello Stato.
  7. All’articolo 32 del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, dopo il comma 6 e’ inserito il seguente:

«6-bis. Le somme relative ai finanziamenti revocati ai sensi dei commi 2, 3 e 4 iscritte in conto residui dovranno essere versate all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica, sul Fondo di cui al comma 6.».

  1. Gli accordi di cui all’articolo 1, comma 5, della legge 23 agosto 2004, n. 239, sono stipulati nei modi stabiliti con decreto del Ministero dello sviluppo economico, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza unificata, da adottarsi entro sei mesi.
  2. Le concessioni di stoccaggio di cui al decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, hanno una durata non superiore ai trenta anni, prorogabile non piu’ di una volta e per dieci anni. La disposizione si applica anche ai procedimenti in corso e alle concessioni in primo periodo di vigenza alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge.
  3. Per i servizi pubblici locali di rilevanza economica, al fine di assicurare il rispetto della disciplina europea, la parita’ tra gli operatori, l’economicita’ della gestione e di garantire adeguata informazione alla collettivita’ di riferimento, l’affidamento del servizio e’ effettuato sulla base di apposita relazione, pubblicata sul sito internet dell’ente affidante, che da’ conto delle ragioni e della sussistenza dei requisiti previsti dall’ordinamento europeo per la forma di affidamento prescelta e che definisce i contenuti specifici degli obblighi di servizio pubblico e servizio universale, indicando le compensazioni economiche se previste.
  4. In relazione agli affidamenti in essere alla data di entrata in vigore del presente decreto, la relazione prevista al comma 13 deve essere pubblicata entro la data del 31 dicembre 2013. Per gli affidamenti per i quali non e’ prevista una data di scadenza, gli enti competenti provvedono contestualmente ad inserire nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto un termine di scadenza dell’affidamento, pena la cessazione dell’affidamento medesimo alla data del 31 dicembre 2013.
  5. Gli affidamenti diretti assentiti alla data del 1° ottobre 2003 a societa’ a partecipazione pubblica gia’ quotate in borsa a tale data, e a quelle da esse controllate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile, cessano alla scadenza prevista nel contratto di servizio o negli altri atti che regolano il rapporto; gli affidamenti che non prevedono una data di scadenza cessano, improrogabilmente e senza necessita’ di apposita deliberazione dell’ente affidante, il 31 dicembre 2020.
  6. Dopo il comma 1 dell’articolo 3-bis del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148, e successive modificazioni, e’ inserito il seguente:

«1-bis. Le procedure per il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica sono effettuate unicamente per ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei di cui al comma 1 del presente articolo dagli enti di governo istituiti o designati ai sensi del medesimo comma.».

  1. L’articolo 53, comma 1, lettera b) del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, e’ abrogato.
  2. I commi da 13 a 15 non si applicano al servizio di distribuzione di gas naturale, di cui al decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, il servizio di distribuzione di energia elettrica, di cui al decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79 e alla legge 23 agosto 2004, n. 239, nonche’ la gestione delle farmacie comunali, di cui alla legge 2 aprile 1968, n. 475. Restano inoltre ferme le disposizioni di cui all’articolo 37 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, convertito dalla legge 7 agosto 2012, n. 134.
  3. All’articolo 2, comma 4, del decreto-legge 25 gennaio 2012, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 28, le parole: «A decorrere dal 31 dicembre 2013,» sono sostituite dalle seguenti: «A decorrere dal 31 dicembre 2012,».
  4. Gli introiti derivanti dalla vendita dei biglietti d’ingresso al sistema museale sito nell’isola di Caprera dedicato a Giuseppe Garibaldi, comprendente il Museo del compendio garibaldino e il memoriale custodito nell’ex forte Arbuticci, nonche’ quelli derivanti dalla vendita dei biglietti degli ascensori esterni panoramici del Monumento a Vittorio Emanuele II in Roma, a decorrere dall’anno 2013 sono versati all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnati allo stato di previsione del Ministero per i beni e le attivita’ culturali, al fine di assicurare la gestione, manutenzione e restauro conservativo per la migliore valorizzazione e fruizione di detti complessi monumentali. Al relativo onere, pari 1.770.000 euro annui a decorrere dall’anno 2013, si provvede ai sensi dell’articolo 38. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato con propri decreti ad apportare le occorrenti variazioni di bilancio.
  5. Le somme versate entro il 9 ottobre 2012 all’entrata del bilancio dello Stato ai sensi delle disposizioni indicate nell’allegato 1, che, alla data di entrata in vigore del presente decreto, non sono state riassegnate alle pertinenti unita’ previsionali, restano acquisite all’entrata del bilancio dello Stato.
  6. Il recupero al bilancio dello Stato di cui all’articolo 13, comma 17, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni, e’ ridotto per l’anno 2012 di 120 milioni. Al relativo onere si provvede mediante utilizzo delle risorse recuperate dall’attuazione del comma 21. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

 

E chiaro che in questa situazione l’Assessore alla Sostenibilità Urbana Claudio Marciano insieme al Sindaco Sandro Bartolomeo si è dovuto fare carico in un lavoro non indifferente sfociato in questa relazione, preludio anche di un piano economico e di un bilancio molto articolato:

Delibera della giunta comunale n. 241 del 30 6 2014 Piano industriale Formia rifiuti zero recante le strategie di gestione del servizio di igiene urbana per l’affidamento alla costituenda società in house in via di costituzione – adozione finalizzata alla pubblicazione e partecipazione preventiva alle determinazioni del consiglio comunale

AFFIDAMENTO IN HOUSE DEL SERVIZIO DI IGIENE URBANA ALLA FORMIA RIFIUTI ZERO S.R.L. – SOCIETA’ A TOTALE CAPITALE PUBBLICO DEL COMUNE DI FORMIA RELAZIONE EX ART. 34 D.L. 179/2012

 

  1. Premessa

L’art. 34, comma 13, del Decreto Legge 179/2012, delega alle Amministrazioni comunali il compito di redigere una relazione che giustifichi la decisione sulla forma di affidamento prescelta in tema di

servizio pubblico locale di rilevanza economica al fine di assicurare il rispetto della disciplina europea,la parita’ tra gli operatori, l’economicita’ della gestione e di garantire adeguata informazione alla collettivita’ di riferimento. In particolare, la relazione deve:

  1. spiegare le ragioni per cui si predilige una particolare forma di gestione del servizio in corso di

affidamento;

  1. dimostrare il rispetto dei requisiti previsti dall’ordinamento normativo comunitario;
  2. definire i contenuti specifici degli obblighi di servizio, indicando le compensazioni economiche se previste.

Il Consiglio Comunale di Formia con Delibera n. 40 del 04.04.2014 ha individuato nell’in house

providing la forma di gestione preferenziale del servizio di igiene urbana. Pertanto, ha delegato alla Giunta la predisposizione dei seguenti atti:

  1. la redazione di un piano industriale, economico e finanziario ispirato alla strategia internazionale Rifiuti Zero;
  2. l’elaborazione di uno Statuto di una società a totale capitale pubblico comunale;
  3. l’elaborazione di un Regolamento comunale per disciplinare il “controllo analogo” che il Comune di Formia dovrà esercitare nei confronti della società;

Con Delibera n. 50 e 51 del 20.06.2014 il Consiglio Comunale ha approvato lo Statuto della Società

“Formia Rifiuti Zero” e il Regolamento comunale per il controllo analogo della stessa. Con delibera della Giunta Comunale ha adottato il piano industriale, economico e finanziario “Formia verso Rifiuti Zero”, che costituisce il documento apicale di programmazione strategica, economica e politica della costituenda società per la gestione del servizio di igiene urbana.

La disponibilità di tali atti, la cui redazione è stata curata da professionalità interne ed esterne all’Ente, rende possibile una ampia e chiara visione dei vantaggi derivanti dalla gestione in house del servizio di igiene urbana per la città di Formia.

 

  1. Maggiore sostenibilità del servizio pubblico

La gestione in forma pubblica del servizio di igiene urbana a Formia è più sostenibile dal punto di vista economico, ambientale e sociale. Per dimostrarlo è necessario comparare il piano industriale della società municipalizzata Formia Rifiuti Zero con quello della gestione pregressa, a cura di una società privata.

Il servizio di igiene urbana è attualmente gestito in regime di proroga dalla “Latina Ambiente Spa”,

società a prevalente capitale pubblico del Comune capoluogo, con la consistente presenza di un socio privato, la “Daneco Impianti”, che detiene il 49% del capitale sociale.

Nel 2013, il consuntivo speso dal Comune per l’assicurazione dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti previsti dall’affidamento in oggetto è stato di 5.150.000,00 euro lorde. Il canone versato alla società è stato rivisitato rispetto agli accordi iniziali ( 4.680.000,00 euro lorde) per la sopravvenuta estensione del sistema di raccolta differenziata porta a porta a tutta la città, per la necessità di provvedere ad un rinforzo di personale per i servizi estivi e per il rinnovo del parco mezzi comunale non più rimandabile.

Nel 2014, con la definitiva estensione del sistema porta a porta nel quartiere di Gianola e

l’adeguamento ISTAT previsto dalla legge, l’importo complessivo del servizio a dodici mesi alla società Latina Ambiente ammonta a circa 5.380.000,00 euro lorde, come riportato dal Piano Economico e Finanziario TARI 2014 (allegato n.1)

Il piano industriale ed economico/finanziario predisposto dall’amministrazione comunale (allegato

n.2) in vista dell’affidamento in house del servizio, prevede per gli stessi servizi erogati attualmente dalla Latina Ambiente, a parità di personale, una spesa annuale lorda di 4.850.000,00 euro. La diminuzione del costo del servizio è dovuta principalmente a due fattori:

forte riduzione dell’aggio di impresa, dovuto alla natura pubblica della società in house comunale e dall’assenza di finalità lucrative;

razionalizzazione della gestione, fondata su una diversa organizzazione del lavoro, una flotta mezzi a metano e la riduzione di turni di raccolta eccessivi e non coerenti con la visione a rifiuti zero, come ad es. il doppio turno di raccolta del secco residuo domiciliare e il triplo turno di raccolta dell’organico nei mesi non estivi.

Tuttavia, come si desume dal Piano Industriale, i risparmi non terminano con la riduzione del canone erogato alla Formia Rifiuti Zero. La riorganizzazione dei servizi inciderà profondamente anche sulla spesa per lo smaltimento, che costituisce l’altra voce di spesa maggiore per i cittadini.

Lo smaltimento dei rifiuti urbani è costato al Comune, nel 2013, circa 1.800.000 euro lorde. Di questi, 1.350.000,00 euro circa per lo smaltimento di RSU non recuperabili, e 450.000,00 circa per il conferimento della frazione umida e per i servizi di selezione e trattamento della frazione

multimateriale. Gli introiti, invece, derivanti dai contributi dal CONAI sono ammontati a circa 180.000 euro.

Il Piano prevede la riduzione della spesa per lo smaltimento a 1.000.000 euro nel 2015, con ulteriori riduzioni negli anni a venire, e l’aumento dei contributi fino a 250.000,00 euro nel 2015 e ulteriori incrementi negli anni a venire.

Questo è reso possibile dalla crescita della raccolta differenziata al 65% entro il 2015, dato piuttosto credibile dato l’attuale 60% del mese di Maggio (nel 2013, la percentuale era del 38,5%).

Inoltre, il Piano prevede la realizzazione di un piccolo impianto a biocelle e l’acquisto di un selettore ottico per separare fino a 5 tipi di multimateriale, al fine di abbattere la spesa per il recupero di organico, plastica, carta e vetro. I costi per la realizzazione degli impianti sono compresi nella quota che il Piano destina agli investimenti da pagare con mutuo bancario, mentre la gestione ordinaria degli stessi richiederebbe una spesa di circa 200.000 euro.

A partire dal secondo anno di Formia Rifiuti Zero, il Piano prevede che la spesa per lo smaltimento

venga ridotta di circa 500.000 euro rispetto ai costi consolidati nel 2013, mentre incrementerebbero di 80.000 euro circa i proventi dei consorzi. L’investimento delle biocelle e del selettore ottico consentirebbe di ridurre la spesa crescente per il conferimento dell’organico e la pre-selezione di plastica e metalli, consentendo anche una maggiore remunerazione del materiale riciclato.

Questo vuol dire che rispetto alle 12.500 tonnellate di rifiuti non riciclabili conferiti nel 2013, il Piano prevede di scendere a circa 7500 entro il 2015, mentre prevede di ridurre la quota di rifiuti generale del 10% entro il 2020.

FORMIA RIFIUTI ZERO LATINA AMBIENTE

Spesa primo anno: 4.850.0000,00 Spesa previsionale TARI 2014 : 5.380.000,00

Spesa pro capite: 123,00 Spesa pro capite: 143,00

FORMIA RIFIUTI ZERO GESTIONE ATTUALE

Smaltimenti RUR

(Primo anno): 1.000.000, 00

(Secondo anno): 850.000, 00

Smaltimenti RUR

(Consuntivo 2013): 1.350.000,00

(Previsionale TARI 2014): 1.200.000,00

Smaltimento Organico e pre-trattamento materiali

(Primo anno): 500.000

(Secondo anno): 300.000

Smaltimento Organico e pre-trattamento materiali

(Consuntivo 2013): 450.000

(Preventivo 2014): 600.000

FORMIA RIFIUTI ZERO GESTIONE ATTUALE

Totale costi di gestione comprensivi di introiti

Primo Anno: 7.150.000,00 (sec. 6.750.000,00)

Pro capite: 190,00

Totale costi di gestione comprensivi di introiti

Previsionale Tari 2014: 7.750.000,00

Pro capite: 206,00

Si tratta di due obiettivi importantissimi per la tenuta ecologica del territorio pontino, su cui pende la carenza di impianti capaci di smaltire ulteriormente il rifiuto non riciclabile e il peso ambientale delle discariche esistenti, prima fra tutte Borgo Montello.

Appare chiaro che il Piano può essere svolto solo a condizione che il soggetto gestore del servizio e quello gestore dello smaltimento sia lo stesso. Se fosse privato, la realizzazione del Piano comporterebbe maggiori introiti al soggetto capace di investire e gestire il servizio secondo tali previsioni. Nel caso di soggetto pubblico, i maggiori introiti potranno essere invece utilizzati per

migliorare i servizi ai cittadini, per creare nuove occasioni di lavoro e per ridurre il peso del tributo per i soggetti meno abbienti.

La gestione pubblica del servizio rispetto a quella privata comporterà pertanto una spesa annua lorda per il pagamento dei servizi di raccolta e smaltimento inferiore di 400.000 euro circa rispetto ai costi 2013 e di 550.000 euro rispetto ai costi previsionali 2014 in caso di gestione semi-privatistica come l’attuale. La realizzazione del ciclo virtuoso previsto dal Piano in merito allo smaltimento, potrà, nel corso degli anni, comportare risparmi fino a 650.000 euro rispetto ai costi consolidati nel 2013.

Il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti pro capite, nella gestione pubblica, sarebbe per il primo anno di circa 190 euro, con ulteriori risparmi negli anni successivi. Attualmente, il costo del servizio è di 208,00 euro pro-capite.

 

  1. Rispetto dei requisiti previsti dall’ordinamento normativo comunitario per l’affidamento in house providing

Accanto alle ragioni di sostenibilità economica, ambientale e sociale, l’art. 34 del DL 179/2012 prevede che la presente relazione illustri come la procedura di affidamento in house rispetti i requisiti previsti dall’ordinamento comunitario.

Va premesso che il settore dei servizi pubblici locali, con particolare riferimento ai servizi di “rilevanza economica”, è stato nell’ultimo decennio oggetto di un’intensa attività normativa che ha prodotto notevole e a volte contraddittoria stratificazione di norme.

Dirimente è stato l’esito del Referendum popolare di Giugno 2011, che ha abrogato la normativa

pregressa per cui era lecito affidare la gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica solo a soggetti scelti a seguito di gara ad evidenza pubblica, rendendo di fatto impossibile il ricorso alla procedura in house.

Dopo le sentenze n. 24/2011 e n. 199/2012 della Corte Costituzionale, il riferimento generale risulta costituito dalla disciplina e giurisprudenza europea, nonché dalle norme settoriali attualmente in vigore.

Allo stato attuale, pertanto, l’affidamento della gestione dei servizi pubblici locali può avvenire

mediante una delle seguenti modalità:

gara ad evidenza pubblica in applicazione delle norme inerenti gli appalti o le concessioni di servizi di cui al D.Lgs. 163 del 12 aprile 2006;

affidamento a società a capitale misto pubblico e privato con procedura di gara per la

scelta del socio privato, a cui attribuire specifici compiti operativi connessi alla gestione del

servizio; affidamento diretto a società c.d. in house.

Con particolare riferimento agli affidamenti in house, non c’è, attualmente, un quadro normativo di

riferimento in ambito UE. Tuttavia esiste una copiosa giurisprudenza comunitaria (oltre quella

nazionale) che, nel corso degli anni, ha elaborato e consolidato importanti principi in materia:

Partecipazione pubblica totalitaria. Va esclusa la partecipazione, anche minoritaria, di

un’impresa privata al capitale di una società in house (C-26/03 Stadt Halle). La Corte di Giustizia è

passata da un orientamento iniziale più rigoroso sul punto ad un orientamento più concreto e

sostanzialistico: la presenza dei soci privati viene infatti considerata ostativa dell’affidamento diretto solo se tale partecipazione sussista al momento della stipula della convenzione (C-371/05 e C-573/07 SEA). Sul punto, si ricorda che, la legislazione interna, in particolare l’art. 4, comma 8, D.L. 95/2010, dal 1° gennaio 2014, dispone che l’affidamento diretto possa avvenire solo a favore di società a capitale interamente pubblico, nel rispetto dei requisiti richiesti dalla normativa e dalla giurisprudenza comunitaria per la gestione in house.

Controllo analogo. L’ente affidante deve esercitare sulla società in house un controllo analogo a

quello che esercita sui propri servizi (C-107/98 Teckal, C-458/03 Parking Brixen, C-371/05, C-324/07 Coditel, C-573/07). Il meccanismo deve importare un’influenza determinante sugli obiettivi strategici e le decisioni rilevanti, e può essere attuato con poteri di direttiva, di nomina e revoca degli amministratori, e con poteri di vigilanza e ispettivi: per controllo analogo si intende un rapporto equivalente, ai fini degli effetti pratici, ad una relazione di subordinazione gerarchica, e tale situazione si verifica quando sussiste un controllo gestionale e finanziario stringente dell’Ente pubblico sull’Ente societario.

Destinazione prevalente dell’attività a favore dell’ente affidante (C-107/98 Teckal, C-340/04;,

Cons. di Stato, V, 26/8/2008, n. 5082).

La procedura in corso di affidamento del servizio di igiene urbana ad una propria società a totale

capitale pubblico comunale risponde perfettamente a tali requisiti. Infatti:

  1. lo Statuto della società, approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. 50 del 20.06.2014,

prevede, all’art. 1 che “Il capitale è di esclusiva proprietà del Comune di Formia. La società è soggetta all’attività di direzione e coordinamento di cui agli artt. 2497 e 2497 bis del Codice Civile da parte del Comune di Formia. L’ingresso di nuovi soci nella società sarà riservato solamente a Enti Locali o ad altri Enti pubblici.” E’ pertanto esclusa la possibilità di partecipazione di soggetti privati, mentre viene consentita, nel futuro, l’eventuale compartecipazione di altri soggetti pubblici.

Recita l’art. 6: “Il trasferimento delle quote può avvenire esclusivamente a favore di soggetti di cui all’art. 1 del presente Statuto. Non sarà pertanto valido, nei confronti della società, il passaggio di azioni a soggetti privati o diversi da quelli di cui all’art.1 del presente Statuto”. L’articolato apre pertanto alla possibilità di una futura gestione comprensoriale dei rifiuti nel Sud pontino, qualora altri Comuni propendessero per la gestione totalmente pubblica del servizio di igiene urbana.

  1. il Consiglio Comunale, con Delibera n. 51 del 20.06.2014, ha approvato un Regolamento per

l’attuazione del controllo analogo da parte del Comune di Formia sulla società costituenda per la

gestione dei rifiuti solidi urbani. Come recita l’art. 12 del citato Regolamento, le modalità di

svolgimento del controllo operativo-gestionale, finalizzato al perseguimento degli obiettivi di interesse pubblico connaturati alla gestione del servizio, si sviluppano attraverso le seguenti attività:

obbligo di invio dei documenti di programmazione, delle deliberazioni societarie di

amministrazione straordinaria, degli atti fondamentali della gestione quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, il bilancio, la relazione programmatica, il piano degli investimenti, il piano di sviluppo, il piano industriale, il piano economico-finanziario, il piano occupazionale, ecc.;

obbligo di preventiva approvazione da parte del Comune dei predetti documenti;

comunicazione dell’organigramma della società al Comune, che si esprime preventivamente in merito, con parere vincolante tramite i propri poteri di indirizzo, prima di ogni variazione;

attribuzione, al Comune, della facoltà di modifica degli schemi tipo di contratto di servizio;

attribuzione, al Comune, dell’esercizio del potere di verifica dello stato di attuazione degli

obiettivi assegnati, anche sotto il profilo della efficacia, efficienza ed economicità;

Inoltre, il regolamento prevede l’istituzione di una commissione comunale, costituita dal dirigente del settore competente le materie ambientali, dall’avvocatura comunale e del dirigente del settore

economico-finanziario. La commissione controlla e verifica il rispetto del contratto di servizio, della

carta dei servizi, del capitolato speciale di appalto e prescrive eventuali sanzioni fino alla revoca

dell’affidamento.

L’attività di controllo e indirizzo sulla gestione della società è infine ribadita nello Statuto della società che prevede, all’art. 13, la nomina e la revoca da parte del Comune, in quanto socio unico, degli amministratori della società, la preventiva approvazione da parte del Consiglio Comunale del bilancio annuale e del piano degli investimenti. L’art. 19 dello Statuto recita: <Anche al fine di ottemperare all’obiettivo di un congruo monitoraggio e controllo, l’organo amministrativo predispone ed invia al Socio Unico che effettua il controllo analogo:

  1. a) entro il 30 novembre di ogni anno, il piano previsionale annuale e triennale delle attività,

contenente il piano industriale, il piano economico e finanziario di breve e di lungo periodo. Tale piano previsionale, conformemente a quanto stabilito dal presente Statuto, dovrà essere approvato dall’Assemblea la quale potrà fornire linee guida e di indirizzo;

  1. b) le eventuali proposte di modifiche statutarie;
  2. c) una relazione trimestrale contenente gli elementi gestionali, economici, patrimoniali e finanziari relativi alla Società;
  3. d) il bilancio annuale completo di ogni allegato tra cui la relazione dell’organo amministrativo contenente il conseguimento degli obiettivi individuati nel piano annuale e la verifica degli investimenti effettuati;
  4. e) tutti gli atti necessari alla verifica anche sotto il profilo dell’efficacia, dell’efficienza ed economicità della gestione e dello stato di attuazione degli obiettivi risultanti dagli atti di programmazione;
  5. f) ogni informazione e documento relativo ad eventi straordinari, non previsti nelle relazioni e piani sopra indicati, che possa riflettersi sull’ordinario e regolare andamento gestionale della Società. La Società ha l’obbligo di trasmettere la documentazione da sottoporre al socio che effettua il controllo analogo con congruo anticipo al fine di consentire un tempestivo ed approfondito esame. Il socio che effettua il controllo analogo potrà presentare eventuali osservazioni scritte ed esercitare le altre prerogative previste dalla legge e dal presente Statuto. Gli Enti Locali Soci, verificano lo stato di attuazione degli obiettivi risultanti dai Bilanci e dai Piani strategici, economici, patrimoniali e finanziari di breve e lungo periodo della società, cosi come da essi approvati, attuando in tal modo il

controllo sull’attività della società>.

La società Formia Rifiuti Zero opera solo nel Comune di Formia e ivi svolge le attività di raccolta e

smaltimento dei rifiuti, nonché tutte le altre attività conferite ad essa nel capitolato prestazionale

allegato allo schema di contratto da approvare.

 

  1. Descrizione dei contenuti degli obblighi di servizio

Come desumibile dal Piano industriale, l’affidamento ha per oggetto l’espletamento dei servizi di

gestione del servizio di raccolta e spazzamento dei rifiuti sul territorio del Comune di Formia.

In particolare, la società “Formia Rifiuti Zero”, dovrà assicurare i seguenti servizi:

  1. a) la raccolta a domicilio e trasporto dei rifiuti urbani domestici non riciclabili e non ingombranti

provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso civile abitazione o adibiti ad usi assimilabili (bar, ristoranti, uffici pubblici e privati, mense collettive pubbliche e private, case di cura, scuole) relativamente alle frazioni residue comunemente dette “secco” e “umido”;

  1. b) la raccolta a domicilio, trasporto, conferimento e smaltimento dei rifiuti differenziati quali: carta, cartone, vetro, lattine, plastica, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso civile abitazione o adibiti ad usi assimilabili (bar, ristoranti, uffici pubblici e privati, mense collettive pubbliche e private, case di cura, scuole);
  2. c) la raccolta e trasporto dei rifiuti cimiteriali assimilabili agli urbani (fiori, carta, ceri ecc.) e di quelli derivanti dalle operazioni di esumazione e di estumulazione con esclusione del materiale inerte;
  3. d) la rimozione delle carogne di animali;
  4. e) la rimozione delle deiezioni di animali;
  5. f) la raccolta e trasporto presso gli impianti di trattamento delle pile esauste dei rifiuti pericolosi

(farmaci, scaduti, siringhe usate, batterie usate, accumulatori, pile, prodotti /contenitori etichettati “T” e/o “F”, lattine di vernice, inchiostri adesivi, lampade e neon, tubi catodici, frigoriferi, frigocongelatori, pneumatici, lavatrici e rifiuti elettronici) ed in genere tutti quei rifiuti domestici che, per la loro mole possono essere definiti “ingombranti”;

  1. g) la raccolta degli oli vegetali e minerali;
  2. h) la raccolta presso gli uffici comunali e conferimento presso il Centro comunale di raccolta da parte delle utenze domestiche di cartucce di toner esauriti;
  3. i) lo spazzamento manuale/meccanizzato di strade, piazze, parcheggi e qualunque altro luogo

asservito ad uso pubblico o pubblico passaggio insistenti sull’intero territorio comunale, comprese le aree portuali di Molo Vespucci e Molo Azzurro, nonché l’innaffiatura, lavaggio e disinfezione;

  1. l) la pulizia delle aree di posizionamento dei cassonetti per la raccolta degli indumenti usati, nonché la pulizia delle aree di posizionamento di contenitori relativi a future raccolte che l’Ente deciderà di promuovere;
  2. m) la raccolta e trasporto dei rifiuti urbani ingombranti e RAEE;
  3. n) la raccolta e trasporto dei rifiuti provenienti da potatura e sfalcio dei giardini pubblici e privati;
  4. o) la pulizia di fontane e bagni pubblici;
  5. p) la pulizia e raccolta rifiuti dopo le feste patronali, feste rionali, natalizie, pasquali, ferragosto e

manifestazioni in genere e per il carnevale, fiere, marcati settimanali e rionali giornalieri;

  1. q) lo svuotamento dei contenitori per la raccolta differenziate e per la raccolta indifferenziata dei

rifiuti, dei cestini portarifiuti e contenitori dog-toilette posti sulle strade pubbliche e private ad uso

pubblico, presso esercizi pubblici e commerciali individuati, nonché presso le farmacie e/o presidi

medici insistenti sul territorio;

  1. r) la fornitura e la sostituzione, ove necessario, dei contenitori e cestini portarifiuti (con esclusione dei gettacarte) posti, sulle strade pubbliche e private ad uso pubblico, presso esercizi pubblici e commerciali individuati, presso le farmacie e/o presidi medici insistenti sul territorio, il cimitero

comunale e le strutture di grosso consumo; per i cestini gettacarte dovrà essere assicurata

l’installazione e la manutenzione periodica mentre la fornitura degli stessi sarà a carico del Comune;

  1. s) la gestione del Centro comunale di raccolta dei rifiuti di Via Santa Maria a Cerquito ex Enaoli, e di n. 08 isole ecologiche a scomparsa distribuite sul territorio comunale;
  2. t) il trasporto dei rifiuti fino agli impianti di trattamento e smaltimento;
  3. u) la promozione di campagne di informazione ed educazione ambientale;
  4. v) l’esecuzione di servizi eventualmente affidati con separato atto aggiuntivo.
  5. z) il trattamento, il recupero, il riutilizzo, il riciclaggio, lo stoccaggio, il deposito temporaneo e lo

smaltimento del rifiuti urbani e speciali, pericolosi e non nonché la commercializzazione dei prodotti derivati, ivi compresa l’energia derivata dagli impianti di cui ai punti precedenti;

 

  1. Conclusioni

La gestione in house del servizio di igiene urbana è sembrata, per tutti i motivi prima indicati, la scelta meglio confacente alla politica ambientale ed economica che la scrivente amministrazione intende portare avanti.

Il Sindaco

Sandro Bartolomeo

L’Assessore alla sostenibilità urbana

Claudio Marciano

 

Ovviamente  a questi passaggi, sono stati in seguito programmati altri ulteriori passi affinché questa società operasse, e in questo senso viene definito un bando pubblico per la scelta del amministratore unico che poi è stato scelto nella figura del dott. Raphael Rossi, un esperto nel guidare società del genere, infatti al momento della nomina il Sindaco Bartolomeo ha dichiarato che sono particolarmente soddisfatto perché realizziamo uno dei punti più importanti del nostro programma in meno di un anno e mezzo di mandato. Ringrazio l’Assessore, i dirigenti del settore Ambiente e, soprattutto, la mia maggioranza. Nessuno mi ha tirato per la giacca chiedendomi un cda con poltrone da distribuire. L’esperienza dei Comuni a noi vicini, quasi tutti interessati da indagini della magistratura che coinvolgono il settore dei rifiuti, ci spiega quanto la scelta presa sia strategica per il futuro dell’intero territorio. Ci poniamo al riparo dal rischio di infiltrazioni malavitose. Investiamo su un manager vero, proveniente da un altro territorio e da esperienze in varie parti d’Italia, libero da legami e condizionamenti. L’esperimento ci consentirà di ridurre i costi di gestione migliorando l’ambiente. Se ci riuscirà Formia gliene sarà molto grata”.

 

Ma i sindacati, ed in particolare l’Unione Sindacale di Base nella persona del dirigente Maurizio Acquaviva non si ritengono tuttora soddisfatti perché anche il piano industriale redatto dava l’occasione per rinnovare il parco automezzi, ormai obsoleto, e in più chiedeva la possibilità di rimettere come prevede la 626 il posto di lavoro dove è la sede di lavoro di questi operai formiani che si occupano della raccolta dei rifiuti solidi urbani, ossia l’Enaoli. Dando comunque assicurazioni che tutte queste richieste verranno fatta nei tempi opportuni, e considerando che comunque l’USB vede positiva la costituzione di questa società, comunque resta sempre vigile per evitare che ai sensi di quello che poi sarà chiamato il Jobs Act possano essere in esubero dei lavoratori in questo settore.

 

Intanto si procedeva alla costituzione ufficiale della società con l’atto rep. 30488 con rogito notarile del dott. Notaio Massimo De Prisco in Gaeta, dove si riporta in definitiva quello che già a giugno 2014 si era votato in Consiglio Comunale e si riportano qui i prime cinque articoli per far capire di cosa si tratta questa società.

 

STATUTO SOCIETARIO

Approvato con Deliberazione n. 60 del 20.06.2014

 

 

 

 

STATUTO

” FORMIA RIFIUTI ZERO SOCIETA’ A RESPONSABILITA’LIMITATA

TITOLO I

DENOMINAZIONE, SEDE SOCIALE, DURATA, OGGETTO

Art. 1 – Denominazione

E’ costituita una Società unipersonale a responsabilità limitata a capitale interamente pubblico, denominata “Formia Rifiuti Zero Srl” il cui capitale è di esclusiva proprietà del Comune di Formia. La società è soggetta all’attività di direzione e coordinamento di cui agli artt. 2497 e 2497 bis del Codice Civile da parte del Comune di Formia. L’ingresso di nuovi soci nella società sarà riservato solamente a Enti Locali o ad altri Enti pubblici.

Art. 2 – Sede sociale

La Società ha sede in Formia. L’indirizzo è quello risultante dall’iscrizione presso il competente Ufficio del Registro delle Imprese ai sensi dell’art.111 – iter delle disposizioni di attuazione del Codice Civile. Il trasferimento di sede nell’ambito dello stesso Comune potrà essere deciso dall’organo amministrativo e non comporterà modifica del presente Statuto. Con deliberazioni assunte a norme di legge e del presente Statuto potranno essere istituite e soppresse sedi secondarie, succursali, agenzie, rappresentanze e recapiti anche altrove.

Art. 3 – Durata

La durata della Società è fissata fino al 31 Dicembre 2050 e potrà essere prorogata una o più volte dall’Assemblea straordinaria su deliberazione del competente organo comunale .

Art. 4 – Oggetto sociale

1.La società ha per oggetto la gestione di servizi di pubblica utilità nel settore dell’igiene ambientale a partire dallo svolgimento del servizio per il Comune di Formia. In particolare l’azienda si occuperà, solo a titolo meramente esemplificativo, dello svolgimento dei seguenti servizi:

  1. a) la gestione del servizio pubblico di smaltimento ed innocuizzazione dei rifiuti solidi urbani ed assimilabili, mediante il conferimento in impianti autorizzati e, successivamente, la realizzazione e la gestione del sistema delle strutture previste dal piano d’ambito e che saranno realizzate nel territorio regionale;
  2. b) la gestione del servizio pubblico di raccolta, anche differenziata, dei rifiuti solidi urbani ed assimilabili;
  3. c) la progettazione, la costruzione e/o la gestione di impianti di trattamento, selezione e recupero dei rifiuti urbani e speciali (pericolosi e non pericolosi);
  4. r) la progettazione, la realizzazione, la gestione e la manutenzione di cimiteri ad uso civile ed animale, compresa la gestione di tutti i servizi cimiteriali ed il commercio di tutti gli accessori per l’allestimento delle tombe, dei loculi e delle cappelle.
  5. L’attività della società deve essere uniformata ai criteri della trasparenza, efficacia, efficienza ed economicità. L’esercizio di attività non costituenti esercizio pubblico locale di rilevanza economica potrà essere svolta previa comunicazione ed espressa approvazione del socio che esercita il controllo analogo, in conformità con quanto previsto nel presente Statuto, il quale provvederà ad accertare se ciò possa provocare pregiudizio alla Società.
  6. Inoltre, la Società potrà sostenere progetti e/o iniziative che abbiano per scopo prevalente la diffusione di culture e comportamenti ecocompatibili.
  7. La Società svolge le attività di cui all’oggetto sociale nel rispetto delle norme vigenti e in conformità agli indirizzi strategici ed operativi definiti dal Comune di Formia.
  8. Resta fermo che al Comune di Formia, nell’ambito delle competenze attribuite dalle leggi ordinarie e dalle leggi regionali, è attribuita l’attività di programmazione, indirizzo, coordinamento e controllo dell’intero ciclo di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani sul territorio comunale.
  9. Il Comune di Formia potrà inviare, in qualsiasi momento, atti di indirizzo vincolanti per la società ovvero linee di indirizzo al fine di garantire la massima efficienza ed economicità della Società, le strategie e le politiche aziendali.

 

TITOLO II

CAPITALE SOCIALE

Articolo 5. Capitale sociale

  1. Il capitale sociale è fissato in Euro 10.000,00 (diecimila/00). I versamenti sulle quote saranno richiesti dagli amministratori nei termini e modi più convenienti ed opportuni. Oltre al comune promotore possono entrare a far parte della Società altri enti pubblici territoriali locali (Province, Comuni e loro consorzi,) purchè ne condividano le finalità statutarie.
  2. Il capitale sociale può essere aumentato con conferimenti in denaro, in natura o con capitalizzazione delle riserve disponibili. L’aumento del capitale sociale è approvato con deliberazione dell’assemblea straordinaria dei soci.

 

Questo non tranquillizzava le opposizioni, in quanto il gruppo consiliare dell’UdC aveva scritto a Cottarelli, responsabile della spending rewiew, il quale dava questa risposta alla persona del sindaco Bartolomeo: E’ equilibrata e non dice assolutamente ciò che l’UDC cerca di fargli dire. Si limita a rendicontare di un procedimento normativo in corso di stesura, che andrà discusso in Parlamento e sui cui esiti non si ha alcuna notizia e di cui non siamo per nulla preoccupati, dato che stiamo operando nella massima legalità, trasparenza e serenità. Tuttavia, dato l’interesse mostrato da Cottarelli per la questione, intendiamo scrivere anche noi una lettera indirizzata, alla Corte dei Conti e agli Enti a cui l’UDC ha inoltrato la propria comunicazione. Intendiamo descrivere la vicenda che ha portato l’ex Sindaco dell’UDC ad affidare direttamente il servizio ad una società mista senza gara, giustificando la procedura di emergenza con un bando che poi non ha avuto alcun esito. Nella lettera, riporteremo di come il prezzo concordato alla mattina sia stato capovolto la sera, con aggravio di costo per i cittadini di centinaia di migliaia di euro. Racconteremo anche della presenza, sul nostro territorio, di una partecipata a cui l’UDC vuole tanto bene, tanto da sedersi nei suoi consigli di amministrazione: Acqualatina, conosciuta ormai in tutta Italia per essere il peggiore gestore dei servizi idrici italiani, insieme carrozzone pubblico e speculazione privata. Una prima proiezione di cosa vuol dire mettere in mano ad organismi privi di alcuna legittimazione normativa, gli ATO, la gestione di servizi rilevanti come i rifiuti e l’acqua. In ultimo – concludono Bartolomeo e Marciano – alla lettera allegheremo il Piano Industriale Formia Rifiuti Zero, elaborato assieme a tecnici competenti e onesti, da cui si desume che la gestione pubblica è molto meno onerosa di quella privata ed è l’unica, nel nostro territorio in particolare, ad assicurare qualità e sicurezza“.

 

Questo perché c’è stato uno scontro molto forte su questo argomento, perché cambierà per otto anni la gestione dei rifiuti nella città, è quello che si è visto nella Golfo Ambiente e nella Formia Servizi non dovrebbe accadere, tra l’altro il Fallimento della Formia Servizi è stato gestito dal giudice Lollo, al quale si dovrà chiedere il perché di questo ed altri fallimenti ancora inspiegabili. L’opposizione infatti, in base a questi dubbi per loro legittimi, ha sollevato il problema dell’affidamento del servizio, anche perché in un primo momento questa nuova società, non si sa bene ancora per qualche motivo, doveva anche gestire i parcheggi in luogo della S.I.S., quindi trovandosi un una duplice veste: gestore del servizio e soggetto di riscuotere la imposta della TARI per conto del Comune, e qui l’USB continua ancora a chiedersi il perché di un ritardo delle richieste fatte a luglio del 2014, il perché viene spiegato in quanto il Comune doveva votare il giorno 26 marzo per supportare l’azione della società l’aumento del capitale sociale da 10000 euro a 110000 euro.

 

In tutto questo via vai di richieste sindacali e risposte dell’amministrazione Bartolomeo, con l’incalzare continuo dell’opposizione UdC e gruppi collegati, Forza Italia non si è mai espressa, e la base dello stesso partito in un articolo apparso in data 28 febbraio 2015 su Latina Editoriale Oggi  nella persona della coordinatrice giovani del partito Erika Poccia ha dichiarato.”Sarà il solito carrozzone che si accaparrerà, oltre alla gestione dei rifiuti e la sosta a pagamento, anche la riscossione dei tributi locali. E le procedure finora adottate per la selezione del suo personale ci preoccupano molto. Deve essere garantita trasparenza non solo nelle procedure concorsuali d’assunzione, ma anche nell’individuazione dei costi …” Già, il personale, il nodo latente che tutti, maggioranza e opposizione cercano di portare avanti perché sanno che i sindacati potrebbero interferire con scioperi, con richieste d’assemblea ad altre forme di lotta sindacale. Tanto da far arrabbiare Sinistra, Ecologia e Libertà che lamentava un presunto appoggio esterno di Forza Italia alla questione di questa forma di società. Intanto la Regione Lazio annunciava ai Comuni del nostro comprensorio territoriale che sono stati stabiliti nuovi ATO per la competenza del stoccaggio di rifiuti, ossia il residuo secco dovrà essere trasportato ad Aprilia e non più a Castelforte, in quanto la stessa Castelforte è passata sotto l’ATO di Frosinone, per cui lo stesso sindaco Bartolomeo avrebbe chiesto un confronto in Regione Lazio per evitare in ulteriore esborso di denaro da parte dei cittadini, infatti si parla di un aumento complessivo annuale in caso di questa ipotesi di circa 250000 euro in più, ed ecco che la nuova società già si troverebbe a stretto giro di tempi ad affrontare un costo superiore neanche previsto nell’attuale bilancio di previsione. Il PD, gruppo di maggioranza, invece, e questo poi lo faranno anche tutti gli altri gruppi presenti nella stessa maggioranza, di approvare l’aumento del capitale sociale previsto nel consiglio comunale del 26 marzo 2015, con la motivazione apparsa sul quotidiano Latina editoriale Oggi dello stesso giorno da parte del ordinatore cittadino Pietro Filosa: “sono ben noti a tutti i risvolti negativi di scelte diverse, optate nei comuni limitrofi e non, con affidamenti a soggetti privati attraverso gare ad evidenza pubblica. Coloro che hanno scelto il percorso privatistico oggi sono attanagliati da serie difficoltà nella gestione dei rifiuti e nell’avvio di una vera raccolta differenziata.”

 

Perché questo discorso del coordinatore di Formia PD Filosa? La risposta la troviamo appunto nel Consiglio Comunale del 26 marzo 2015.

 

Infatti è qui troviamo per la prima volta una novità significativa: il passaggio da affidamento a concessione da completarsi entro il 31 dicembre. Infatti l’assessore Marciano ha detto che l’aumento del capitale sociale doveva far in modo di aumentare l’operatività della stessa società visto che il 4 maggio comincerà ad attuare il servizio cambiando le date di raccolta nelle periferie        e la trasformazione del servizio di affidamento a concessione è “la modalità più autentica per lo svolgimento del servizio stesso”. Ovviamente è un processo che avrà una gestazione di un certo lasso di tempo, infatti la data del 31 dicembre non è casuale, anche per creare delle documentazioni inattaccabili dal punto di vista procedurale e finanziario, visto che comunque il controllo della gestione economica della società viene comunque svolto dal  Comune attraverso l’Ufficio Ambiente, responsabile finale di attuare il controllo dell’andamento della società Formia Rifiuti Zero srl.  Ovviamente l’opposizione non stava a guardare quello che secondo loro hanno definito incompleta e non sufficientemente diffusa nell’ambito dei lavori delle commissioni congiunte Ambiente e Bilancio, e poi ponendo il problema del personale se sarà quello attualmente in servizio come dichiarato dall’amministratore unico delegato dott. Rossi, oppure ce ne sarà dell’altro. Il capogruppo consiliare PD Ciaramella, approfittando anche della presentazione di un ordine del giorno, anche per puntualizzare le nuove tariffe che dovrebbero essere applicate all’indomani del cambio di gestione, comunque ritiene positivo questo passaggio, ma tenendo sempre presente l’attuale condizione del personale attualmente in organico per la raccolta dei Rifiuti Solidi Urbani. Il consigliere Bortone di SEL ha detto in sede di intervento che questa non è “un deliberato che non parte dall’anno zero …. la delibera è un punto di partenza ma anche un punto di arrivo … sono atti che vengono nella disponibilità da tempo votati in questo consiglio comunale nella disponibilità di tutti i consiglieri comunali, anche a quelli che non appartenevano a chi non aveva partecipato alle commissioni, per cui a maggior ragione andare oggi a ritroso per concedere il deliberato abbastanza legittimo ….. alla comprensione e comunque una scelta che questa amministrazione era necessaria ….. i revisori dei conti ci hanno chiesto di renderlo più evidente e più chiaro un  percorso che era stato tracciato ….” Da  questo stralcio si evince la preoccupazione di questo consigliere che i revisori dei conti hanno dato al Consiglio la possibilità di rendere chiara la documentazione di questo passaggio perché c’erano dei punti poco chiari, la stessa cosa espressa anche dal consigliere PD Schiano che dicendo che i dubbi erano stai comunque sollevati, che comunque il problema dei posti di lavoro attuali devono comunque essere tutelati, e quindi i consiglieri, oltre a votare l’emendamento proposto dal consigliere Ciaramella, comunque avevano materiale abbastanza sufficiente per non indurre a non votare questo aumento di capitale. Ma l’opposizione? Forza Italia non era presente alla discussione, mentre l’UdC con Di Rocco cercava di dibattere con argomentazioni anche perché la legislazione attuale certo non aiuta a capire la dinamica di come deve essere assunto il personale di questa società, se far rimanere gli attuali in servizio, oppure dar avvio a nuove procedure concorsuali. Il consigliere di maggioranza Sandro Zangrillo faceva il suo intervento ponendo l’attenzione sulla responsabilità politica che ogni singolo consigliere deve avere quando si prende la decisione di votare un atto amministrativo e quello che è successo nel circondario fa capire che quando si prende una decisione come questa è veramente importante. E dopo quello che è successo nel circondario “i rifiuti sono appetibili quindi abbiamo fatto una scelta già in campagna elettorale …” E’ vero, la campagna elettorale ha visto nel programma la formazione di questa società anche perché dopo la scelta di AMA e di Golfo Ambiente lo stesso Cottarelli ha detto che erano troppe cinque società che si sono succedute, e quindi quell’ordine del giorno firmato anche da Forza Italia ha dato l’imput ad una serie di considerazioni di una società “che deve prevedere la parte finanziaria e riscuotere le tasse ….” Quindi fare la concessione è importante perché la società si prenderebbe in toto l’intero ciclo dei rifiuti, dalla raccolta alla riscossione della tariffa della TARI, che per il suo calcolo adesso si devono prendere una serie di parametri che prima non erano previsti. Oltre alla responsabilità c’è anche il discorso dell’economicità che bisogna prendere in considerazione anche perché sarà il Consiglio Comunale quale espressione del socio unico a controllare il bilancio, e le spese che verranno fatte dall’Amministratore unico. Per quanto riguarda il personale “… sicuramente si deve adeguare alle norme di legge, noi dobbiamo tutelare quelli che oggi lavorano, sicuramente quelli che lavorano avranno un pedrigee con tanti anni di servizio che proporranno ….” Secondo il consigliere la Formia Rifiuti Zero srl deve avere delle caratteristiche: “ … uno che deve spendere secondo quello che incassa, non può spendere perché quest’anno possa andare anche bene perché la tariffa la stabiliamo noi, la gestione della concessione è un problema veramente soltanto suo,e noi avremo un problema serio al di là del bilancio perché quello che compila la società lo dobbiamo dichiarare ….”, quindi il consigliere in questione consiglia prudenza. Mente la neo segretaria comunale la dott.ssa Ricci chiariva le circostanze legali degli atti che si stavano votando, il consigliere di opposizione Limongi sosteneva che le informazioni in suo possesso non erano sufficientemente chiare per capire cosa si sta discutendo e quindi lui si preoccupava di “… di chi ci ascolta a casa e io mi preoccupo di chi ci ascolta a casa, io personalmente ho delle perplessità come quelli che ci stanno ascoltando ….. perché sto dalla parte dei cittadini ….” Così anche l’altro consigliere di opposizione Amato La Mura diceva che anche lui non aveva capito nulla di cosa si stava discutendo, e quindi solo il parere del revisore dei conti cercava di far luce sulla questione, e lo riportiamo anche per correttezza: “Abbiamo espresso il parere agli atti, abbiamo detto che sotto forma di concessione tutto quello che doveva essere, degli altri atti che prenderanno tempo fino al 31 dicembre a prepararli, e prenderemo altri documenti in seguito. Ad oggi non c’è un parere da affidamento a concessione ….”

Come si evidenzia la preoccupazione di gran parte dei consiglieri si è soffermata sull’aspetto del personale, e qualcuno ha malignato ( in buona fede?) che forse è una manovra per inserire qualcuno all’interno della società, secondo un mal costume ormai consolidato in Italia da sempre. Ma il sindaco Bartolomeo, chiudendo, faceva dei passaggi importanti per chiarire ciò che si andava a votare. La società Formia Rifiuti Zero srl è già operativa, e lo diventerà ancora di più dal 1° maggio p.v.  con il cambio del calendario della raccolta nelle periferie e per quanto riguarda l’aumento del capitale sociale “… è la condizione statutaria che ha bisogno del voto del Consiglio Comunale da 10.000 a 110.000 euro, perché una società che deve operare …. un capitale sociale di 10.000 euro naturalmente avrà difficoltà ad operare …”poi la società nuova dovrà anche essere in grado di emanare sanzioni amministrative e poi la trasformazione del rapporto tra il comune stesso e la società da affidamento in concessione, un punto eccepito dai revisori dei conti in quanto hanno ragionato sulle carte presentate e quindi ci vorranno altre documentazioni per poter passare al punto sopra indicato, in quanto per introdurre la tariffa “ … dovete fare un’operazione comparata tra l’attuale TARI e la nuova tariffa per dimostrare il passaggio, è questo il senso che ci hanno detto i revisori …” Ovviamente la data del 31 dicembre sarà il capolinea temporale per poter effettuare il passaggio senza creare problemi burocratici. Quindi il sindaco diceva che ognuno dei consiglieri doveva essere responsabile per la scelta del voto da dare in questa deliberazione, perché “ … non stiamo facendo altro che applicare il nostro programma elettorale …” Ed il sindaco ha detto anche che se in questa sede abbiamo fatto bene, ci ringrazierà se non alla prossima tornata amministrativa decideranno cosa fare (le persone in realtà di questa Formia Rifiuti Zero non ha capito quasi niente, forse perché la comunicazione è stata un po’ fallace e sicuramente molto tecnica, n. d. a.), e l’amministratore Rapahel Rossi è un uomo di indubbia capacità che ha diretto questo settore in città come Torino, Napoli ed altre, e continua a svolgere il suo lavoro con grande capacità ed onestà. In conclusione il sindaco ringraziava “ … l’assessore Marciano che è stato assolutamente decisivo in tutta questa operazione …” così come sarà di volta in volta convocato l’amministratore per riferire sull’andamento della società.

 

Nelle dichiarazioni di voto i consiglieri di opposizione abbandonavano l’aula mentre la maggioranza votava compatta per la convalida di questo provvedimento.

 

Quindi questa è la genesi di questa società municipalizzata che ha creato tante discussioni, tante polemiche, ma una considerazione ultima deve essere fatta, questa volta da parte del sindacalista formiano Maurizio Acquaviva del USB, il quale dice che è una realtà importante per il nostro territorio che eliminerà, speriamo per diversi anni, le brutture che hanno caratterizzato questo servizio affidato a persone che in nome del profitto hanno eseguito una speculazione selvaggia. Buona è l’abbattimento dei costi di gestione se servirà a migliorare questo servizio, ed il sindacato in questo tempo ha posto diverse questioni all’Amministrazione comunale e quindi sarà sempre attenta a verificare l’andamento della società per evitare altri licenziamenti gratuiti che in questo momento di crisi non servono a nessuno, solo a creare altra povertà. E conoscendo il sindacalista quello che ha detto lo farà.     

 

 

 

 

 

 

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